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A Taranto si muore di più

(19 Settembre 2012)

Un rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità conferma che le emissioni dell'Ilva sono letali per la popolazione. Ma il ministro Clini dice che non è vero. L'Usb: “Clini è sconcertante”. Si spiega perchè vogliono smantellare gli istituti di ricerca pubblici.

tarantoinqu

Mercoledì 19 Settembre 2012 10:28

A Taranto si è registrato un aumento della mortalita' del 10 per cento nel periodo 2003-2008. E' quanto emerso dai nuovi dati dello studio 'Sentieri' dell'Istituto Superiore di Sanita', che verra' presentata al ministero dal ministro della Salute Renato Balduzzi. Il trend conferma le precedenti analisi, relative al periodo 1995-2002, che parlavano di un aumento di mortalita' generale e per tumori che oscillava il 10 e il 15 per cento, e del 30% in particolare per il tumore al polmone sia in uomini che per donne, oltre a un +50 per cento di decessi per malattie respiratorie acute. La ricerca fa parte del progetto che ha studiato il profilo di mortalità delle popolazioni residenti nei siti di interesse nazionale per le bonifiche (circa 60 in Italia), misurando l'impatto sulla salute di quelli contaminati come appunto l'area di Taranto. Tra essi figurano anche Gela, Casale Monferrato, Marghera ed altri.
Ma sulla diffusione del rapporto è scesa la clava del ministro dell'Ambiente Corrado Clini, il quale su twitter ha commentato che quelle dell'Istituto Superiore di Sanità “sono ipotesi da verificare” e poi battibeccando con una giornalista a margine di un convegno aveva affermato “Questo eccesso di mortalità a Taranto di cui si parla non trova riscontro nei dati ufficiali ma questo non fa comodo a quelli che fanno propaganda e strumentalizzano le morti per avere ragione politicamente; queste persone non hanno il diritto di parlare, non hanno dignità”.

“L’approccio del Ministro Clini ai dati scientifici è sconcertante”, commenta Claudio Argentini, dell’USB Ricerca “Seppure preliminari, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità sulla mortalità a Taranto nel quinquennio 2003-2008 confermano quelli pubblicati nel “Rapporto Sentieri”, pubblicato sempre dall’Istituto Superiore di Sanità sugli anni 1997-2012”.
Prosegue Argentini: “Un Ministro dell’Ambiente, specie con la larghissima esperienza di disastri ambientali come quella acquisita nel suo lungo impegno quale direttore del Servizio pubblico di igiene e medicina del lavoro di Porto Marghera, dovrebbe essere molto attento a non sottovalutare un supporto scientifico qualificato come quello che proviene dall’ISS. Invece il Ministro preferisce sminuire il lavoro svolto dall’Istituto e chiedere l’intervento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; richiesta peraltro assolutamente fuori luogo in quanto l’ISS collabora attivamente con l’OMS, numerosi centri di eccellenza dell’OMS hanno sede nei laboratori dell’Istituto, e numerosi esperti italiani presenti nell’Organizzazione vengono proprio dall’ISS.
“L’ISS, insieme all’ISPRA, rappresenta una delle eccellenze della nostra ricerca pubblica – sottolinea Argentini - e riteniamo che queste ripetute dichiarazioni di sfiducia del Ministro nei confronti dei nostri Enti Pubblici di Ricerca siano molto gravi. Il pensiero di Clini chiude il cerchio rispetto alle politiche che questo Governo sta mettendo in campo sugli EPR, per eliminare delle voci libere ed indipendenti che operano esclusivamente al servizio del Paese e trasformarli in ‘comode’ agenzie governative, funzionali a sostenere le tesi del governo delle banche e della finanza, e mettere la salute dei cittadini all’ultimo posto delle proprie priorità”.

Federico Rucco - Contropiano

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