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(28 Luglio 2010) Enzo Apicella
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Continua la guerra delle 40 ore pagate 35.

L'Attacco padronale e dei governi contro gli operai è massiccio

(22 Luglio 2004)

Accordo Bosch di Vènissieux: "A Vènissieux gli operai hanno deciso di lavorare di più senza aumenti salariali" L'accordo proposto dalla direzione comporta il passaggio alle 36 ore settimanali e uno stop agli aumenti salariali per tre anni. Questo è l'accordo concrtizzato dalla multinazioanle tedesca Bosch per 'mantere' l'attività in Francia e non delocalizzare nella repubblica Ceca, 'salvando' 190 posti di lavoro su 300. Per la CGT il govrno francese è complice di questo attacco dei padroni e per questo sindacato " tutte le misure prese (dal governo) per dare vantaggi alle imprese in materia di dialogo sociale aprono delle vie nuove alle imprese per praticare un tale ricatto nei confronti dei salariati " (Nouvlobs.com del 20-7-04).

Allora dopo la Siemens di Bocholt, dove nelle settimane scorse, gli operai hanno 'accettato' di lavorare 40 ore pagate 35, sotto il ricatto dello smantellamento della produzione e la delocalizzazione in Ungheria, come avevamo già affermato in precedenza, anche in Francia, sta cadendo il baluardo delle 35 ore, e quindi del 'mitico slogan' "Lavorare meno, lavorare tutti". Questo sotto i colpi della crisi internazionale, la perdita dei profitti da parte dei padroni e della possibilità sempre più concreta di costruire le fabbriche dove l'operaio guadagna di meno, ma tanto di meno, il che significa meno costo delle merci etc. Ma come sta proseguendo l'offensiva del connubio padroni-governi contro gli operai nell'europa unita ?

"Intanto la Volkswagen sperimenta 'l'orario generazionale': i lavoratori che hanno più di 38 anni mantengono l'orario a 40 ore, quelli più giovani salgono a 42. Nè le cose si mettono meglio per gli statali I democristiani in Baviera fanno estendere l'orario di questo stato da 40 ore a 42 ore; mentre il premier Schroeder vuole estendere l'orario federale da 38,5 a 40 ore. Dunque ci siamo: nella nazione dove i lavoratori d'Europa erano più beati si concede una caduta dei salari reali. E con essa agonizza l'idea di lavoro basata su più tempo libero, a cui le sinistre, e ancora più colpevolmente i sindacati avevano affidato il futuro. In questa pianura d'Europa che fino agli Urali non ha confini naturali, la concorrenza dei paesi dell'Est ha dissolto le fedi ideologiche. Anche i tedeschi si trovano a rincorrere la Gran Bretagna dove il 16 % dei lavoratori lavora più di 48 ore settimanali (...). L'accorciamento dell'orario di lavoro non ha creato nuovo lavoro ma solo straordinari. Tant'è che persino in Francia il governo Raffarin ha corretto la legge sulle 35 ore escludendone piccole e medie imprese. Mentre il ministro Sarkozy propone oneri sociali ridotti in misura via via sempre crescente sugli straordinari oltre 35 e 39 ore. La tendenza per cui tra il 1970 e il 2000 le ore anue per persona erano calate da 1962 a 1550, si è interrotta persino in Francia. Dunque il 'movimento reale delle cose' non tende a meno lavoro (di certo il lavorare meno nella società basata sul profitto e sulla concorrenza cozza contro questa legge bronzea ed è antitetica, ndr). (...). Il ragionamento non ha più retto quando è arrivata la concorrenza dei salari dell'Europa orientale e della Cina. Per concorrere con i costi del lavoro per unità di prodotto di questi nuovi concorrenti la produttività del lavoro europea sarebbe dovuta aumentare negli anni '90. E invece come è noto non è riuscita a tenere dietro neppure alla rivoluzione tecnologica degli USA. Ecco spiegato quanto allora accade alla Siemens o in Francia (...). In Francia ci sono 25 giorni di vacanza l'anno, in Germania 30, al confronto in Giappone sono 18 e negli Usa 12: questo il criterio assecondato dal movimento operaio in Europa. Ampliare il non lavoro: ecco, di la delle chiacchere, il fine delle politiche di sinistra ora vinte. Perchè il fine non è, non sarà e non può essere il superamento del lavoro scoperto dalla mente acrimoniosa di Marx ( lo spettro del comunismo che si aggira per l'Europa, deve essere sempre colpito,ndr). Ma la sua trasformazione. In un mondo che si voglia fraterno l'atto cosciente e il movimento solidale conteranno nel lavoro più del suo abbreviarsi. Abbreviarsi che ogni 'movimento reale delle cose' adesso ostacola. Mentre asseconda invece il ritorno di tutti i temi del socialismo utopista, comunitario, non marxista: il lavorare di più e bene richiederà più comunità e meno stato. Ma in Italia che accade ? Ovvio, un ipocrito nulla. La Cgil esorcizza gli eventi : "Da noi il caso Siemens è impronibile ". ( Geminello Alvi- Corriere Economia del 19 luglio 2004 ).

Poche parole di commento: Il giornalista, ben pagato dal Corriere della Sera, ci ha detto, ha detto agli operai, che 'l'utopia' di lavororare di meno, è finita e con essa è sconfitta la 'sinistra' . Bisogna solo lavorare di più e anche tanto, perchè gli altri operai lavorano più dei nostri. Sennò l'economia nazionale va a picco. Ma sono andate sconfitte le idee di 'liberazione' dal lavoro di una certa'sinistra ' di governo, in Francia e in Germania, che hanno comandato in paesi e in economie capitaliste e imperialiste, in fasi economiche in cui la congiuntura e i profitti permetevano ancora margini di manovra come quella dell'instaurazione delle 35 ore. Ma come hanno detto Marx e gli operai con le loro lotte, sin dal 1800 fino ad adesso, la liberazione dal lavoro salariato, il poter lavorare sempre meno e autogestirsi il 'tempo libero' dal lavoro, può avvenire solo liberandosi totalmente dal fardello del lavoro salariato, che rende schiavo l'operaio sia quando lavora in fabbrica , sia quando ha il 'tempo libero' di spendere il salario nelle merci da lui stesso prodotte . In questa società basata sul massimo profitto, tutte le conquiste degli operai, con le lotte, sono conquiste 'relative', a 'tempo', soggette ad essere rimangiate. Dipende dai rapporti di forza e dalla prospettiva che si danno a queste lotte e a queste conquiste: se rimangono in questi ambiti di rapporti sociali, dove l'operaio è e rimane operaio e ilpadrone è e rimane padrone, queste conquiste si rivolteranno contro, mangiate dalla concorrenza tra operai e operai a chi vende la sua forza - lavoro a meno.

Roma, 22 luglio 2004

M.P per operai contro -aslo Roma

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