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Verso la vittoria

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(6 Ottobre 2012) Enzo Apicella
Domenica 7 ottobre elezioni presidenziali in Venezuela

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(La rivoluzione bolivariana)

Chavez: 5 “media-menzogne” de “Le Soir” e de “Le Monde”

(7 Ottobre 2012)

Domenica prossima, 7 ottobre, elezioni presidenziali in Venezuela. Michel Collon sottopone ad un test l’informazione che a riguardo viene fornita in Francia e in Belgio. Inizio di una piccola serie di “test – médias” su Le Soir, Le Monde e altri organi di informazione…

Chavez - Capriles

Chavez sarà rieletto o verrà sostituito dal candidato dell’opposizione, Henrique Capriles Radonski ?

Io ho sottoposto a test i diversi articoli dedicati a questa elezione dal quotidiano di Bruxelles “Le Soir”, che leggo tutte le mattine dopo colazione. Poi, sono andato a vedere anche dalle parti de “Le Monde” francese, e di altri organi di informazione.
Ciò che colpisce?: recitano tutti la stessa storia! Ma quali sono le loro fonti? E soprattutto, cos’è che costoro non dicono proprio?
 
Il mio obiettivo: dimostrare come tutti voi, da soli, avete la possibilità di reperire in futuro le “media-menzogne”, le falsità mediatiche. E quello che voi potete fare, in quanto cittadini, a fronte della disinformazione…
Sulle manipolazioni dell’informazione, io ne ho rilevato cinque punti:
1. Perché ci viene nascosto il programma dell’opposizione? 2. Capriles è veramente “un giovane nuovo”? 3. Chavez, “antisemita” e dittatoriale? 4. Chi minaccia “una guerra civile”? 5. Capriles può conquistare il potere ?
 
Perché ci viene nascosto l’effettivo programma dell’opposizione?

I grandi mezzi di informazione europei presentano Capriles come un grande democratico progressista, che dovrebbe essere di fatto un candidato di “centro sinistra”.
Véronique Kiesel è la cronista redazionale de “Le Soir” accreditata per il Venezuela.
La Kiesel ha dedicato due articoli a questa campagna presidenziale. In entrambi vantava il candidato dell’opposizione. Le sue qualità? Era più giovane di Chavez e… “pieno di energia”!
E a parte questo? “Tutto proiettato nella sua promessa di perseguire programmi sociali attuali, (…) è riuscito ad andare al di là della pura opposizione ideologica a Chavez”.
Cosa intende la giornalista con questo “andare al di là”?
Non sarebbe il caso di ricordare che prima di Chavez (dunque, sotto il regime dell’attuale opposizione!) l’80% dei Venezuelani erano poveri, vale a dire miserabili, quando l’élite si costruiva fortune colossali con il denaro del petrolio?
Se le parole hanno un senso, Madame Kiesel sarebbe così gentile da spiegarci per quale miracolo sarebbe possibile “andare oltre” alla contraddizione fra i molto ricchi e tutti gli altri che ne sono vittime? Chi ha interesse a questa pretesa di “andare oltre”, se non gli ultra-ricchi, di cui d’altronde la famiglia Capriles fa parte? 
E la Kiesel si dibatte energicamente per nascondere che il programma di Capriles è neoliberista, radicalmente di destra, che esige il ripristino immediato delle antiche ingiustizie.
Nondimeno, questo è scritto a chiare lettere nel programma di Capriles di 166 pagine: in modo particolare, Capriles vuole privatizzare la compagnia nazionale del petrolio, “dando libertà ed allargando la sua assemblea di azionisti”, per farne “un’impresa ad un’unica finalità commerciale”.
Ora, esattamente è per merito della ridistribuzione del denaro del petrolio che Chavez ha potuto in qualche anno finanziare il servizio sanitario esteso a tutti, l’istruzione generalizzata, la fine dell’analfabetismo, l’aiuto alle piccole e medie imprese, la crescita economica, l’innalzamento dei minimi salariali e delle pensioni, ecc.!
Al contrario, Capriles vuole privatizzare il servizio pensionistico, malgrado le catastrofi sociali che si possono constatare in tutti quei paesi dove il neoliberismo è stato applicato.  
Inoltre, Capriles vuole smantellare la struttura di Stato centrale, per impedire allo Stato di sviluppare queste politiche sociali, che non sono che sperperi agli occhi dei ricchi. Egli pretende di regolare il tutto concedendo una larga autonomia alle province.
Ma, come scrive Romain Migus, un giovane francese che vive a Caracas : “(Senza l’intervento dello Stato centrale), come farebbe uno Stato povero e poco popolato, come il Delta Amacuro, situato alla frontiera con la Guyana, a finanziare la sua rete ospedaliera, il suo sistema scolastico, le sue vie di comunicazione, i suoi impianti sportivi, i suoi servizi culturali, o perfino il suo approvvigionamento di acqua e di elettricità, tutte competenze che verrebbero conferite allo Stato secondo il programma di Henrique Capriles ?
In realtà, questo decentramento è il preludio alle privatizzazioni dei servizi pubblici regionali nelle zone in cui il finanziamento locale sarebbe impossibile.”

 
Capriles è veramente “un giovane nuovo”?

La Kiesel insiste: in contrasto con il “vecchio Chavez”, Capriles sarebbe un candidato tutto fresco e tutto nuovo, (il nuovo che avanza!) che caldeggerebbe “la riconciliazione di un paese altamente polarizzato dopo più di 10 anni di contrapposizioni fra chavisti e antichavisti.”
“Riconciliazione”, veramente? Chi è dunque Capriles ?
Anzitutto, nel 1998 era stato eletto deputato del partito democratico cristiano COPEI. Quando questo partito neoliberista ed ultra-corrotto ha perso tutto il suo credito, Capriles ha deciso con altri di fondare Primero Justicia, un partito apertamente di destra.
Questo partito godrà di due fonti di finanziamento: 1. Fondi stornati illegalmente dalla compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA. 2. Fondi versati dalla CIA tramite gli abituali paraventi: National Endowment for Democracy (NED) (organizzazione statunitense non-profit per … promuovere la democrazia nel mondo!) e International Republican Institute (IRI).
 
Peggio: nel 2002, quando un colpo di stato militare ha tentato di rovesciare Chavez, Capriles, a quel tempo sindaco di un ricco quartiere di Caracas, partecipa all’attacco estremamente violento condotto contro l’ambasciata di Cuba, scavalca il muro per penetrarvi, minaccia l’ambasciatore, e la sua polizia chiude gli occhi quando i golpisti distruggono le auto dell’ambasciata, e poi tagliano le sue forniture di acqua ed elettricità.

Capriles 2002

Capriles scala il muro dell’ambasciata cubana a Caracas durante il colpo di stato militare, da lui sostenuto nel 2002.

In seguito, quando verrà eletto governatore dello Stato di Miranda, nel 2008, quale è stata la prima misura di Capriles ? la soppressione di cliniche e dei progetti di istruzione pubblica messi in campo da Chavez. Alla fine, solo l’opposizione popolare impedirà i suoi progetti.
Tutto questo,… “centro-sinistra”?
 
Chavez, antisemita e dittatoriale?

Per indurre il lettore europeo a diffidare di Chavez, per fargli dimenticare le sue straordinarie relazioni sociali, i media applicano con costanza il principio della propaganda di guerra:
la demonizzazione!
In tutti i suoi articoli, Véronique Kiesel batte sistematicamente sui medesimi tasti. 
Infatti, il 7 settembre, accusa Chavez “di utilizzare le immense risorse petrolifere per finanziare ad un tempo i suoi ambiziosi programmi sociali e la sua campagna elettorale.”
La prima accusa corrisponde a verità. La seconda è una menzogna senza prove, che la Kiesel produce troppo di frequente.
Il 2 ottobre, lei si inventa di sana pianta che i Venezuelani, intimoriti, “sono in tanti a non volere parlare di politica con degli sconosciuti”.
Andate a passeggiare un po’ a Caracas, e voi vi renderete conto che, quando parlano di politica e quale che sia la loro parte, piuttosto si pone il problema contrario, quello di arrivare a bloccarli! 

Il 6 settembre, il cronista dal Venezuela de “Le Monde”, Paolo Paranagua, accusa apertamente Chavez di sviluppare l’antisemitismo (per capirci: il razzismo contro gli ebrei).
Con tutta evidenza, questo costituisce un grande classico, se non il massimo della propaganda di demonizzazione!
E non è la prima volta che Paranagua, la Kiesel, e perfino Libération, accusano Chavez di questo: costoro avevano lanciato una grande campagna su questo tema nel gennaio 2006 (toh, ancora un anno con scadenza elettorale !). In definitiva, avevano estrapolato e deformato in modo grossolano un discorso di Chavez (http://www.michelcollon.info/Comment-peut-on-nous-mentir-si.html). Impostura immediatamente dissolta!
 
Ma, contando sull’amnesia, Paranagua si dimostra recidivo:
“Chavez si auto-rappresenta come ‘candidato della patria’. Dunque, ha designato il suo oppositore come il ‘candidato dell’anti-patria’. Questo è un classico del repertorio nazionalista: allo stesso modo ‘l’anti-Francia’ designava alla rinfusa i giudei, i massoni, i comunisti.”
Amalgama grossolano ed interpretazione semplicistica: se è vero che i fascisti europei degli anni ’30 utilizzavano la propaganda sciovinista per indottrinare in favore della guerra, il patriottismo può assumere un senso completamente diverso nel caso di un popolo aggredito!
Ad esempio, i Palestinesi hanno tutto il diritto di essere “nazionalisti” di fronte all’occupazione colonialista. Anche gli Africani di fronte al permanente saccheggio delle loro ricchezze. Invece, il nazionalismo assume tutto un altro significato in questa America latina colonizzata ed impoverita nel corso dei secoli dai colonialisti stranieri.
Nel mio libro, Les 7 péchés d’Hugo Chavez – I sette peccati di Hugo Chavez, è stato spiegato come la borghesia alla direzione di numerosi paesi latino-americani abbia effettivamente tradito gli interessi dei paesi cedendo tutte le loro ricchezze alle multinazionali straniere.
Dunque, se Capriles persegue questa politica neoliberista prona alle multinazionali degli Stati Uniti, si, allora si ha il diritto di affermare che lui sta tradendo la sua patria.
 
In realtà, ciò che Paranagua rimprovera a Chavez, è di avere osato criticare pubblicamente Israele. Ma, sapendo bene che questo argomento non fa alcuna presa presso le persone oneste, egli distorce sistematicamente.
Attenzione, seguite bene il suo “ragionamento”, che inizia in questo modo: “Il discorso di Chavez dà libero sfogo alle parole dei suoi militanti”.
(N.B. Questo porterebbe ad affermare che Chavez è personalmente responsabile di qualsiasi eccesso venga commesso da qualcuno dei suoi sostenitori! Siamo in attesa che questa nuova regola venga applicata anche alla politica francese, ad esempio).
Ma Paranagua prosegue: “Il sito chavista Martillo Rojo – (Martello Rosso) scrive in questo modo il nome dell’oppositore, Caprile $ Rat-onski. Il cambiamento di una semplice lettera nel cognome, da Radonski a Rat-onski non ha bisogno di spiegazioni” (N.d.tr.: Si tratta di un gioco di parole: “Raton” in spagnolo significa “topo”). Ed egli conclude brillantemente: “Il simbolo del dollaro incastonato nel nome ne rinforza la connotazione antisemita.”  
Ed ecco come si istruisce un processo di stregoneria!
Militanti di tutto il mondo, che utilizzate tanto spesso il simbolo $ per denunciare la politica delle multinazionali, attenzione, voi fate del razzismo anti-giudaico senza rendervene conto!
Infatti, Paranagua, come Le Monde, mette in pratica in questo caso il trucco favorito dalla lobby israeliana: se voi siete contro il sionismo, vale a dire contro il colonialismo israeliano, allora voi siete contro gli ebrei, voi siete dei razzisti. Ed invece no: è lo Stato di Israele ad essere razzista, e non coloro che lo criticano. Tantissimi ebrei criticano Israele!

Comunque, siamo sempre pronti a dibattere pubblicamente con Paranagua, ma sembra che il suo ardire non vada al di là del fatto di lanciare delle critiche gratuite. Bisogna proprio dire che Paranagua è un perfetto esempio di “mentitore mediatico seriale”.
Fra gli altri, qualche esempio ancora…  
Il 29 gennaio 2008, egli insinua che un trafficante di droga venezuelano, Del Nogal, condannato in Italia, sarebbe stato vicino al governo venezuelano, del quale avrebbe finanziato le campagne. Quando, in realtà, l’inchiesta su Del Nogal era stata avviata in Venezuela, dove tutti i suoi beni, averi e società erano stati confiscati dalla Giustizia.
In effetti, Paranagua non aveva fatto altro che ricopiare le accuse gratuite di John Walters, un alto funzionario della Casa Bianca, che aveva preteso che Chavez fosse “in procinto di divenire un importante facilitatore del traffico di cocaina verso l’Europa”.
Vedi bene, che i servizi venezuelani hanno arrestato un numero altissimo di contrabbandieri provenienti dalla Colombia.
Un dettaglio, questo ripetere le accuse di provenienza statunitense? Assolutamente no. L’invasione di Panama nel1989 fu giustificata mediante un’accusa del tutto consimile. La propaganda di Paranagua serve a preparare un’aggressione.  
Il 28 maggio 2007, il medesimo Paranagua scriveva: “Gli oppositori a Chavez hanno mobilitato parecchie migliaia di persone davanti al Consiglio nazionale delle comunicazioni, dove scontri con la polizia hanno causato una dozzina di feriti.”
Cosa sta narrando questa campana? Una madornale menzogna per omissione: tutti i feriti sono dei poliziotti! Di cui, un ferito grave per un colpo d’arma da fuoco! Se questo fosse successo in Francia, Le Monde avrebbe riportato in questo modo?
E sarebbe possibile moltiplicare a iosa esempi di questa fatta, a senso unico!
 
Capriles può conquistare il potere?

Ritorniamo alla Kiesel. I titoli dei suoi articoli mostrano chiaramente dove pende il suo cuore.
7 settembre: “E se Hugo Chavez venisse sconfitto?”
2 ottobre: “Capriles, colui che potrebbe battere Chavez. Tutto è possibile.”
Tuttavia, la Kiesel è assolutamente obbligata a riconoscere che gli istituti dei sondaggi danno Chavez largamente vincente: dai 15 ai 20 punti percentuali di vantaggio. E però è riuscita ha trovare un istituto che afferma il contrario: “Il 48,6% per Capriles contro il 44,2% per Chavez.”
OK, è normale, i sondaggi sono una scienza incerta…
Salvo che la Kiesel dimentica volontariamente di sottolineare che gli Stati Uniti…finanziano istituti di sondaggi per seminare confusione e scoraggiare i loro avversari.
Ho esposto questa procedura nella mia prefazione al libro (esaurito) Code Chavez – CIA contre Venezuela – Codice Chavez – la CIA contro il Venezuela, sui diversi finanziamenti segreti della CIA in Venezuela e in altre parti del mondo.
Ed ancora, nel 2006, Le Soir aveva affermato che Chavez era destinato a perdere, e però questo pronostico veniva clamorosamente smentito. Questo è un classico della propaganda degli Stati Uniti. E assolutamente un errore di giudizio!
In realtà, quando gli Stati Uniti si rendono conto che un loro protetto è destinato a perdere in questo o quel paese (così sono andate le cose anche in Iran), per mesi diffondono lo stesso l’idea che al contrario il loro campione conquisterà il successo.
Perché? Per preparare gli animi all’idea che se Chavez risultasse vincitore, lo è per il fatto di avere barato. E per giustificare d’anticipo le azioni violente preparate dai loro servizi segreti in collaborazione con l’opposizione, azioni che, ben inteso, saranno presentate come “proteste popolari spontanee”. Questo è lo scenario classico per preparare un colpo di Stato.  
In breve, la Kiesel si comporta allo stesso modo come una “serial media-mentitrice”, complice di colpi di Stato potenziali. Questo non è uno scherzo: la CIA ha già tentato di rovesciare Hugo Chavez, ma allo stesso modo Evo Morales in Bolivia, e Rafael Correa in Ecuador. E comunque è riuscita ad abbattere il presidente dell’Honduras e quello del Paraguay.
 
Chi minaccia una “guerra civile”?
Per rafforzare questa manipolazione dell’opinione pubblica, la Kiesel ha perfino preteso che sia stato Chavez a minacciare di scatenare una “guerra civile”, in caso di una sua sconfitta. Tutti i grandi mezzi di informazione lo hanno ripetuto.
Ma io ho verificato i fatti con l’aiuto del mio amico Jean Araud, che vive a Caracas da quarant’anni. La sua risposta: “Da Caracas, io credo di sognare ascoltandoti. In verità, Chavez non ha affermato mai nulla di questo. Non ha minacciato nessuno, non ha previsto né guerra civile né caos. Egli si è limitato a citare chiacchiere di membri dell’opposizione, che si sono chiaramente espressi e hanno informato l’opinione pubblica che il programma neoliberista del candidato alla presidenza Capriles, con la soppressione di tutti i vantaggi sociali acquisiti sotto il governo di Chavez, poteva causare questi effetti, di caos e di guerra civile. Questi membri dell’opposizione affermavano di non essere disposti ad accettare dei programmi segreti, ossessioni neoliberiste, nemmeno ubriacature di natura economica. Appena qualche ora dopo le loro dichiarazioni, il deputato William Ojeda veniva espulso dal suo partito, la qual cosa è tipica di un settore dell’opposizione che… brandisce la bandiera della democrazia.”
Per concludere, ancora una media-menzogna. Sempre per preparare gli animi a possibili incidenti.

La Kiesel, Paranagua e soci riferiranno ai loro lettori che in seguito a questo avvenimento scandaloso, quattro minori formazioni politiche hanno ritirato il loro appoggio a Capriles? E che William Ojeda, questo deputato dell’opposizione, ha lanciato un deciso appello a votare per Chavez ?
 
Conclusione: non è possibile pensare che si tratti qui di semplici errori, come qualsiasi giornalista può anche commettere. Siamo in presenza di una propaganda deliberata, copia-incolla sui dettami di Washington e delle classi privilegiate del Venezuela.
Le Soir, Le Monde e altri organi di informazione sono in campagna elettorale contro Chavez. A fianco dei ricchi del Venezuela.
E il fatto che questi giornalisti rifiutino sistematicamente di concedere la parola ai contradditori e agli analisti politici seri, il fatto che rifiutino di discutere sui loro “errori” in pubblico, il fatto che facciano ricorso a calunnie ripugnanti (Le Soir mi ha assimilato al capo della propaganda nazista, Joseph Goebbels, e si rifiuta di pubblicare la mia risposta che io ho inviato loro, come sta nel mio diritto), tutto questo prova la loro malafede.
Per conservare il loro “prestigio” e i loro introiti pubblicitari, Le Soir, Le Monde, ecc si rifiutano di trattare il pubblico da adulto. Nessun diritto di verificare le informazioni. A fronte delle tante media-menzogne, Le Soir dovrebbe essere chiuso! 

Che fare allora?
Io vedo due maniere per difenderci, tutti insieme, contro le media-menzogne.
La nostra squadra di Investig’Action, troppo piccola e mancante dei mezzi necessari, chiede il vostro sostegno per rafforzare la sua attività, soprattutto per portare avanti un progetto di test sui mezzi di informazione.
Se non sul Venezuela, potrei anch’io ricevere informazioni su altri paesi che conosco meno bene.
Come ho fatto ad individuare gli imbrogli? Grazie ad una rete di amici che vivono in Venezuela e conoscono molto bene la situazione, in modo particolare Jean e Romain, che qui ringrazio. Noi dobbiamo costruire una rete per altri paesi.
Ma siete voi, lettori, a giocare un ruolo fondamentale. Voi potete scrivere a questi organi di informazione, o a quelli che voi seguite. Potete chiedere loro, come esplicano una tale deformazione dei fatti? Ma, soprattutto, potete comunicare fra di voi e con altri, segnalando ai lettori di questi giornali che esistono altre fonti di informazione.
Non fatevi ingannare, è nell’interesse di tutti il confronto! 

4 ottobre 2012

da Investig’Action – L’informazione decodificata – rubrica di Michel Collonhttp://www.michelcollon.info/Chavez-5-mediamensonges-du-Soir-et.html?lang=fr

(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Michel Collon

Fonte

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