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(9 Aprile 2013) Enzo Apicella

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10.10.2012 - Rete 28 Aprile Trieste: contraria all'accordo HERA

(10 Ottobre 2012)

La Rete 28 Aprile – opposizione Cgil di Trieste si dichiara assolutamente contraria alla stipula del protocollo di intesa del 14.09.2012, siglata tra Organizzazioni sindacali e Comune di Trieste siglata anche dalla CGIL di Trieste, sulla fusione tra Acegas Aps ed HERA.
Tale scelta è sbagliata sia nel metodo che nel merito.
Nel metodo, perché su una scelta di questa rilevanza, che coinvolge lavoratori e cittadini di più regioni, c’è stata la più totale mancanza di discussione interna alla nostra organizzazione sindacale, e l’intollerabile assenza di coinvolgimento dei cittadini – principali destinatari dei servizi.
Una fusione di tale portata avrebbe dovuto veder coinvolta la cittadinanza anche attraverso un referendum consultivo.
Nel merito, perché si tratta di avvallare una scelta politica per cui la gestione di servizi pubblici essenziali sta dentro le logiche malate delle Società per azioni, della finanza, della borsa, dei profitti e del mercato, esattamente il contrario di quanto è stato espresso dalla maggioranza degli italiani con i risultati referendari del 2011, per cui si sono impegnati anche tanti delegati cgil. Il sindaco Cosolini non ha nascosto la propria soddisfazione per essere parte del CdA della “ventesima impresa italiana quotata in Borsa”, come se il fatto di affidare servizi essenziali a mega imprese quotate in Borsa fosse una garanzia per cittadini e lavoratori… quando abbiamo quotidianamente esempi che succede l’esatto contrario, va sempre a finire che l’azienda opera per il bene supremo degli AZIONISTI, anche a scapito degli utenti dei servizi e dei lavoratori. (L’esempio della Fiat di Marchionne da questo punto di vista è illuminante).
È già difficile per il Comune di Trieste effettuare controlli seri sull’operato di Acegas Aps, causa anche la quantità di servizi che vengono effettuati in appalto e parcellizzati . Il Comune con l’amministrazione Cosolini ha depotenziato di fatto il servizio di operatori comunali preposti a questi controlli, passandolo da una direzione tecnica ad una amministrativa/contabile, e le difficoltà di controllo non possono che crescere se cresce la dimensione dell’azienda e crescono le sue ramificazioni. Dato che stiamo parlando di servizi essenziali per i cittadini, la questione è veramente grave.
A fronte di questi rischi, il sindacato ha ottenuto sicuramente una serie di impegni interessanti riguardo il mantenimento dei livelli occupazionali, e una serie di impegni da parte dell’Azienda di attivare strumenti di “discussione” e “confronto” con le organizzazioni sindacali, rispetto appalti, mantenimento degli organici, smaltimento rifiuti ecc. Ma anche qui “discussione e confronto” sono soltanto parole, ci auguriamo tutti che siano proficui, ma non sono certamente una garanzia di comportamento corretto. Possiamo aspettarci tanta correttezza da parte di una grande Multi-utility quotata in Borsa? Cosa succederà se le quotazioni scendono?
Anche Monti e i suoi ministri “invitano” i sindacati al tavolo e “sentono” le parti sociali, dopodichè fanno quello che vogliono. Sarebbe ora che il nostro sindacato smetta di avvallare alcunchè a fronte soltanto di promesse di coinvolgimento futuro, e smetta di stare con i piedi in due scarpe, da un lato appoggiando i Comitati per l’Acqua Pubblica e le spinte verso la ri-publlicizazione dei servizi, e dall’altro sostenendo operazioni che fanno parte della logica del massimo business finanziario, sistema che sta distruggendo questo paese, affamando cittadini e lavoratori.

A nome della “Rete 28 aprile - Opposizione Cgil” di Trieste:
Maddalena Antonini, Bruno Carini, Sasha Colautti, Alessandro Turco, Alexander Vecchiet

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