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Pro memoria per Monti

Pro memoria per Monti

(5 Dicembre 2011) Enzo Apicella
Il governo Monti propone la sua ricetta contro la crisi. Nessun taglio alle spese militari

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Intervento al NO MONTI DAY

(28 Ottobre 2012)

Trasmettiamo il testo dell’intervento svolto da Piattaforma Comunista nell’assemblea popolare tenutasi a Piazza S. Giovanni al termine della manifestazione nazionale del 27.10.2012

Care compagne e cari compagni, questa mobilitazione nazionale, riuscita al di là delle previsioni, contiene dei messaggi forti.

Il primo: non è vero che in Italia non c’è resistenza e opposizione al governo Monti, alle sue politiche di saccheggio sociale e ai diktat imperialisti di UE-BCE e FMI. La resistenza dei lavoratori, dei giovani, dei disoccupati, delle donne c’è ed è ampia. Ma per unirla e darle un contenuto politico radicale, di classe, bisogna farla esprimere contro il blocco bipartisan dei partiti liberisti e social-liberisti che appoggiano Monti e frenano le lotte operaie e popolari. Questo è lo spartiacque che abbiamo posto oggi.

Il secondo: mentre il governo e i suoi sostenitori hanno provato con ogni mezzo a negare la discussione sui trattati europei, sul Fiscal Compact - che sono spacciati come dogmi neoliberisti al pari di quello del “sacro profitto” – il No Monti Day l'ha rimessa al centro del dibattito politico, chiedendo che siano i lavoratori, che siano i popoli a decidere se rimanere oppure no nell’eurozona, senza ingerenze, ricatti o pressioni.

Il carattere di massa e combattivo della mobilitazione, le parole d’ordine che si sono espresse, ci permettono di dire che abbiamo superato insieme un test importante. Ora si pone la domanda di come dare un seguito, di come andare avanti, perché questo deve essere solo l’inizio di una mobilitazione più ampia, che proseguirà nei prossimi mesi!



Noi pensiamo che anzitutto bisogna mantenere unito il blocco delle forze politiche, sindacali, sociali, che hanno animato la giornata odierna, radicarlo ancor più nella classe operaia e negli strati sociali vittime della crisi, trasformarlo in un vero fronte popolare contrapposto al blocco oligarchico, per rafforzare la mobilitazione di massa contro le politiche liberiste, per rifiutarci di pagare ai monopoli finanziari il debito, per licenziare cacciare Monti e il montismo ed aprire la strada a un cambiamento profondo e radicale.



Ciò significa dotarci di una piattaforma politica, di lotta, che contenga le rivendicazioni concrete, sociali e politiche oggi espresse dalla classe operaia e nelle masse popolari, che noi sosteniamo. Ma significa anche dare dotarci di organismi di fronte unico proletario e di fronte unito antimperialista, nei posti di lavoro, nei territori, per aggregare masse più ampie e sviluppare l’unità di azione.



C’è poi un altro aspetto, non meno importante. Il No Monti Day è stata un’espressione della solidarietà dei lavoratori e dei popoli che affrontano le stesse politiche reazionarie e le aggressioni imperialiste. Dobbiamo lavorare per far convergere le mobilitazioni che si succedono nei vari paesi. Sappiamo che il 14 novembre si sciopererà in Grecia, in Spagna, in Portogallo, a Cipro e a Malta. Lo stesso giorno vi saranno mobilitazioni in Francia, contro la politica di austerità. E allora realizziamo anche qui, in Italia, una giornata di resistenza, di lotta e di solidarietà internazionalista!

Compagne e compagni, sappiamo bene che il periodo che abbiamo davanti vedrà il peggioramento della crisi capitalistica e delle condizioni di lavoro e di vita degli sfruttati. Gli attacchi economici e politici si intensificheranno, i conflitti fra gli imperialisti si acutizzeranno. Dobbiamo impegnarci tutti in un lavoro resistenza e mobilitazione unitaria, affinchè le masse lavoratrici comprendano attraverso la propria esperienza quali sono le forze della trasformazione sociale e quelle che invece la impediscono.

Di una cosa siamo sicuri: in questa situazione crescerà la consapevolezza che per uscire dalle crisi devastanti come quella attuale bisogna uscire dal capitalismo, rimuovendo tutto il fango della vecchia società e instaurando un nuovo e superiore ordinamento sociale. Noi lo chiamiamo socialismo e per avanzare verso questa meta abbiamo bisogno di uno strumento particolare, il Partito comunista, basato sulla teoria rivoluzionaria e sull’internazionalismo proletario. Avanti compagne e compagni!

Piattaforma Comunista

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