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Affile: fiaccole antifasciste e memoria contro il sacrario a Graziani

(11 Novembre 2012)

Ieri nel piccolo comune in provincia di Roma nuova manifestazione contro il sacrario intitolato al gerarca fascista e criminale di guerra Rodolfo Graziani. Per dire 'non in mio nome' e per smentire il mito degli 'italiani brava gente'.

Nel tardo pomeriggio di ieri si è svolta ad Affile , piccolo comune montano dell’Alta Valle dell’Aniene, in provincia di Roma, una manifestazione contro il sacrario dedicato al maresciallo Rodolfo Graziani, gerarca fascista e poi ministro della guerra nel governo repubblichino presieduto da Mussolini.

Come ha ricordato Matteo Lollobrigida, presidente del “Comitato Affile Antifascista” costituitosi a seguito della triste vicenda, il sacrario è stato edificato con fondi regionali erogati nel 2010 e teoricamente destinati al completamento del Parco Radimonte nel comune laziale. Un’opera voluta dal sindaco Ercole Viri, già sponsor di un busto all’altro repubblichino Giorgio Almirante, e costata la bellezza di 127 mila euro.

Dopo l’inaugurazione avvenuta lo scorso 12 Agosto, il comitato antifascista, formato da sette giovani del comune di Affile sostenuti dall’ANPI, ha organizzato una prima manifestazione a fine settembre.

Dopo che in mattinata una mostra sui crimini di guerra fascisti era stata esposta nel paese, nel pomeriggio una fiaccolata ha attraversato Affile, con la partecipazione di circa duecento persone: soprattutto giovani e non del paese, ma anche diverse le persone venute da altri territori della Regione e alcuni esponenti politici del centrosinistra e della sinistra. Mentre la fiaccolata raggiungeva di nuovo Piazza San Sebastiano, la piazza centrale del paese da cui era partita, la maggior parte dei suoi abitanti, più contrariati che incuriositi, osservava dai bar ciò che avveniva.

Già, perché la scelta fatta dall’amministrazione comunale acuisce le divisioni che inevitabilmente esistono in un piccolo centro. E pone anche diversi interrogativi, emersi durante il dibattito che si è svolto a conclusione della fiaccolata e al quale hanno partecipato lo storico africanista Alessandro Volterra, la scrittrice Igiaba Scego, Alessandro Portelli e alcuni rappresentanti dell’ANPI.

Interrogativi che ci riportano all’Italia fascista e coloniale, di cui Graziani è stato un “degno” rappresentante; un triste capitolo della storia del nostro Paese ancora poco studiato e soprattutto poco insegnato nelle scuole. Interrogativi sull’intramontabile mito degli italiani “brava gente” che, come è stato ricordato di nuovo ieri ad Affile, tanto “brava gente” non erano perché il colonialismo, e il fascismo con esso, agisce sempre con strumenti brutali e disumani.

Interrogativi che al contempo rimandano al presente e alle diverse manifestazioni di un fascismo che sempre più torna a mostrare tutta la sua spavalderia. Innanzi tutto con il moltiplicarsi delle aggressioni razziste nei confronti di tutti coloro che vengono ritenuti “diversi”. A questo proposito sono state ricordate le aggressioni mortali nei confronti dei migranti avvenute in Italia negli ultimi trent’anni e troppo presto dimenticate. Ma una spavalderia che si esprime anche attraverso l’ostentazione di simboli o l’apertura di sedi di associazioni o partiti che, in barba alla Costituzione, si richiamano espressamente all’ideologia e al regime fascista. Per non parlare della intitolazione a gerarchi fascisti, da parte delle amministrazioni comunali di destra – ma non solo – di parchi, strade e piazze delle nostre città.

Nella volontà degli organizzatori e dei partecipanti quella di ieri è stata solo una tappa nella costruzione di un percorso di lotta che si vorrebbe terminasse con la distruzione del sacrario o con la sua conversione in un monumento alle migliaia di vittime del fascismo e del colonialismo italiano.

Una bella testimonianza di un’Italia partigiana che non ha smesso di resistere, quella di ieri. E che in mancanza di risposte concrete da parte delle istituzioni locali e nazionali distratte o complici, andrà ripetuta con maggior convinzione e vigore.

Francesca Patrizi - Contropiano

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