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III Congresso nazionale del Pdac: Risoluzione dei Giovani di Alternativa Comunista

(14 Novembre 2012)

I Giovani di Alternativa Comunista nascono come una risposta. Una risposta alla crescente intolleranza nei confronti di un capitalismo che non ha più nulla da offrire in termini di occupazione e futuro e che si sta facendo strada tra le masse giovanili che ormai non vedono più prospettive per l’avvenire. Gli studenti, i giovani lavoratori precari che abbiamo visto nelle piazze questi anni, sui tetti, nelle scuole e nelle università occupate, cercano un punto di riferimento politico e organizzativo che possa dare loro una risposta rivoluzionaria ad un sistema in crisi, che possa aprire la strada alla costruzione di un’altra società, di un altro mondo possibile. Per questo sono nati i Giovani di Alternativa Comunista, per costruire questo strumento indispensabile che possa garantire la vittoria alle lotte di oggi. Non è una scelta isolata o arbitraria, al contrario si conforma ad un indirizzo politico ben preciso che si è concretizzato anche in occasione del congresso mondiale del nostro partito internazionale, la Lit, Lega Internazionale dei Lavoratori -Quarta Internazionale, che ha deciso di impiegare le sue energie nella costruzione di uno spazio per i giovani in lotta in tutte le sue sezioni, in tutti i Paesi del mondo dove siamo presenti. Lo hanno dimostrato i nostri compagni in Brasile e in Costarica, dove hanno vinto le elezioni studentesche universitarie; o come i compagni portoghesi in gran parte giovani e giovanissimi che hanno deciso di intraprendere questo progetto di cambiamento rivoluzionario. Lo abbiamo deciso noi di Alternativa Comunista nel momento in cui abbiamo creato questo nuovo strumento, per espanderci e radicarci tra i giovani, per intercettare quelle giovani avanguardie che sono state protagoniste nelle lotte di questi anni contro il Governo Berlusconi e oggi contro la tecnocrazia di Monti.
Ma per fare questo dobbiamo innanzitutto essere presenti sul territorio ed entrare negli spazi, scuole e università innanzitutto. Per questo motivo bisogna costruire momenti assembleari di presentazione del progetto a studenti e lavoratori, nelle strade e nelle piazze, intercettando il malcontento e canalizzandolo in una giusta direzione, consapevole e disciplinata. Volantinaggi e banchetti davanti a scuole e università, comizi pubblici: dobbiamo renderci visibili, farci conoscere, partecipare alle iniziative di movimento degli studenti, prendere parte alle manifestazioni e ai cortei con le nostre parole d’ordine e i nostri programmi. E farlo innanzitutto nelle grandi città, Milano, Napoli e Bologna in primis, dove i nostri compagni hanno già cominciato un ottimo lavoro di propaganda.
Parallelamente alla politica reale, c’è bisogno anche di lavorare nell’ambito mediatico, e in particolare sul web, lo spazio più frequentato dai giovani. Abbiamo creato un blog, ricco di articoli, analisi, proposte e programmi scritti da giovani compagni in lotta. Bisogna migliorarlo, arricchirlo, diffonderlo, condividerlo sui social network e in tutti gli spazi più frequentati e dove è possibile avere maggiore visibilità. Ricordiamoci che l’impatto mediatico che possono avere questi nuovi strumenti è molto più esteso rispetto ai media tradizionali.
Il nostro programma d’azione dunque prevede i seguenti punti:
- Costruire in ogni spazio possibile, comitati di studenti in lotta, collaborando con le organizzazioni studentesche già esistenti e denunciandone le direzioni concertative e burocratiche che intendono frenare la rabbia sociale delle masse giovanili; laddove siano già presenti nutriti gruppi studenteschi, parteciperemo ad essi partecipandovi con un programma di incompatibilità con il sistema capitalista cercando di guadagnare ad esso gli studenti più combattivi.
- Studenti-operai uniti nella lotta! Per noi questo non è un semplice slogan ma un principio pratico di estrema importanza: costruire saldi legami tra comitati operai e coordinamenti studenteschi sui territori dove siamo presenti, favorire il collegamento delle vertenze e delle lotte nella prospettiva di uno sciopero generale unitario;
- Essere presenti nelle piazze e nelle strade delle nostre città! Comizi, banchetti, presidi, assemblee pubbliche, volantinaggi nei luoghi più frequentati dai giovani: questo è il solo modo per farci conoscere e per diffondere il programma rivoluzionario cercando di guadagnarvi nuovi quadri militanti;
- Entriamo nelle scuole e nelle università! La lotta non è solo lotta di piazza, ma anche lotta contro le “fortezze” e le “casematte” del capitalismo, ovvero in primo luogo le scuole e i luoghi della formazione e della produzione di saperi; intessere relazioni con i collettivi universitari e studenteschi dove sia possibile, costruire assemblee e momenti di presentazione, presentare la rivista teorica Trotskismo oggi nelle aule universitarie;
- Senza organizzazione non c’è rivoluzione: per realizzare tutti questi punti bisogna costruire un saldo impianto organizzativo, ovvero ogni sezione del partito deve predisporre un piano di lavoro esclusivamente dedicato alla costruzione dei Giovani PdAC, accanto a quello già ordinario, oltre a un tabulato di tutti i simpatizzanti e potenziali militanti giovani e a un indirizzario di contatti da invitare alle nostre iniziative;
Il dissenso nei confronti della macelleria sociale scatenata dal governo Monti è forte.
Bisogna catalizzarlo e per far questo ci vogliono energie militanti e organizzative. Ecco
perché costruire e radicare il partito rivoluzionario nelle masse giovanili è un compito che il Partito di Alternativa Comunista considera di prioritaria importanza e riguardo al quale riserverà sempre la massima importanza.

Giovani di Alternativa Comunista

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