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COMMISSIONE EUROPEA: DUE MESI DI TEMPO ALL’ITALIA PER L’ADEGUAMENTO ALLA DIRETTIVA 89/391/CEE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO!!!

(25 Novembre 2012)

Diffondo molto volentieri quanto mi scrive Marco Bazzoni, relativamente alla conferma da parte della Commissione Europea della procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato recepimento della Direttiva Comunitaria 89/391/CEE relativa a salute e sicurezza sul lavoro.

La procedura era stata aperta a seguito di un esposto di Marco Bazzoni relativo al “decreto correttivo” D.Lgs.106/09 varato dal governo Berlusconi per volontà dell’ex Ministro Sacconi (a seguito delle forti spinte da parte classe imprenditoriale italiana), per snaturare i contenuti del Testo Unico sulla sicurezza D.Lgs.81/08 e sminuirne le misure di tutela per i lavoratori.

Delle contestazioni mosse da Marco Bazzoni al D.Lgs.106/09 alla fine sono state accettate quella relative alla “norma salva manager” che di fatto deresponsabilizza i datori di lavoro e i dirigenti relativamente a reati contro la salute e la sicurezza dei lavoratori e quella relativa alle proroghe nella redazione del Documento di Valutazione dei Rischi.

Come scrive Marco, ora il governo italiano ha due mesi di tempo per modificare il D.Lgs.81/08 relativamente a tali punti, riportandolo a quanto previsto dalla Direttiva Comunitaria 89/391/CEE, pena pesanti sanzioni da parte dell’Europa.

Altre contestazioni contenute nell’esposto (esonero dalla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi per aziende sotto i 10 dipendenti, proroga temporale per la valutazione dello stress lavoro correlato, ecc.) non sono state accolte dalla Commissione, in quanto nel frattempo sono entrati in vigore Decreti attuativi del D.Lgs.81/08 che le hanno rese superate (in teoria, ma non di fatto, poiché, ad esempio, i termini previsti per legge per la valutazione dello stress lavoro correlato non sono ancora ad oggi rispettati da quasi nessuna azienda).

Credo doveroso fare due considerazioni.

La prima è che per la tutela della salute e della sicurezza (e in generale per la tutela dei diritti dei lavoratori), la lotta alla fine serve e dà risultati!

In questo caso paga la lotta di un singolo (il caro Marco Bazzoni, al quale ho l’orgoglio di avere dato il mio contributo tecnico), che si è messo di mezzo personalmente da anni per ottenere questo importantissimo risultato per tutti i lavoratori.

E mi chiedo allora quali risultati potremmo ottenere se la lotta non fosse condotta da un singolo o da pochi, ma da tutti quei sindacati e partiti che a parole vogliono far credere di difendere i diritti dei lavoratori, ma che nella pratica fanno ben poco?

La seconda considerazione è che questa vittoria, per quanto importante, non può essere assolutamente il punto di arrivo, ma deve rappresentare l’esempio che la lotta paga e quindi diventare il punto di partenza per continuare la battaglia per la tutela dei lavoratori.

Questa battaglia è più che mai necessaria oggi, contro quel “governo di tecnici” che, grazie anche all’appoggio di molti sindacati e di partiti sedicenti “di sinistra”, sta riuscendo a ottenere contro i diritti dei lavoratori quello che nessun governo precedente era riuscito mai a fare.

Marco Spezia





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Da: Marco Bazzoni bazzoni_m@tin.it

A:

Data: 23/11/2012 15:26

Oggetto: URGENTE: PROCEDURA D'INFRAZIONE NUMERO 2010/4227 VIOLAZIONE DIRETTIVA EUROPEA QUADRO 89/391/CEE SICUREZZA SUL LAVORO



Dopo oltre un anno da quando la Commissione Europea il 30 Settembre 2011, aveva inviato alla Repubblica Italiana la lettera di costituzione di messa in mora C(2011)6692 del 29 settembre 2011, per la procedura d'infrazione n 2010/4227, il 21 Novembre 2012 la Commissione Europea ha deciso di inviare un parere motivato alle autorità italiane.

Nonostante lo Stato Italiano l'8 Dicembre 2011 avesse inviato dozzine e dozzine di pagine di spiegazioni per provare a convincere la Commissione Europea ad archiare la procedura d'infrazione 2010/4227, questa ha confermato la lettera di costituzione di messa in mora per i seguenti punti:

1)Deresponsabilizzazione del datore di lavoro in caso di delega o subdelega (violazione dell'articolo 5 della Direttiva europea 89/391/CEE)

2)Proroga dei termini prescritti per la redazione di un documento di valutazione dei rischi per una nuova impresa o per le modifiche sostanziali apportate a un'impresa esistente (violazione dell'articolo 9 della direttiva 89/391/CEE).

Adesso lo Stato Italiano ha due mesi di tempo per porre fine all'infrazione, adeguandosi al parere motivato, in pratica la Commissione Europea obbliga lo Stato Italiano a modificare il Dlgs 81/08 (Testo Unico Sicurezza sul lavoro), cancellando da questo testo la salva-manager.

Cioè quella norma che l'ex Ministro del Lavoro Sacconi diceva di aver cancellato dal Dlgs 106/09 (decreto correttivo al testo unico sicurezza lavoro: Dlgs 81/08), ma che invece, come si suol dire, "era uscita dalla porta, per rientrare dalla finestra" , depotenziata (non più retroattiva) ma sicuramente sempre molto pericolosa e togliendo anche la proroga per la valutazione dei rischi per le nuove imprese.

Capirete bene che concedere 90 giorni di tempo ad una nuova impresa, quando apre i battenti, per fare la valutazione dei rischi è una cosa molto ma molto pericolosa, perchè ci sono molte aziende in Italia che fanno lavorazioni pericolose e permettergli di non valutare i rischi per 90 giorni (prendiamo ad esempio un'azienda che produce fuochi d'artificio) è una cosa inaccettabile e vergognosa!

Se lo Stato Italiano non modificherà il Dlgs 81/08 entro due mesi ponendo fine all'infrazione, quindi adeguandosi al parere motivato inviato dalla Commissione Europea il 21 Novembre 2012, la Commissione potrà adire (ricorrere) alla Corte di Giustizia Europea, la cui sentenza è vincolante per gli Stati Membri, con sanzioni che potranno arrivare fino a 700 mila euro il giorno.

Questo parere motivato è per me è una grande soddisfazione, primo perchè credo che nessun cittadino fosse arrivato a tanto, cioè a far aprire da solo una procedura d'infrazione contro L'italia, per obbligarli ad adeguarsi a una direttiva europea.

A questo punto devo ringraziare nuovamente l'ing. Marco Spezia, che mi è stato di grande aiuto per la redazione della parte tecnica della denuncia di 9 pagine, che ad Ottobre 2009 inviai alla Commissione Europea, e che ha portato alla procedura d'infrazione 2010/4227 sulla sicurezza sul lavoro.

Mentre il Governo Monti cerca di ridurre la salute e sicurezza sul lavoro con il Disegno di legge semplificazioni bis, la Commissione Europea gli fa capire chiaramente che non ci possono essere degli arretramenti sul diritto alla salute e sicurezza sul lavoro.

Sono curioso di vedere a questo punto cosa farà il Professor Monti e in particolar modo Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero, per porre fine all'infrazione, visto che adesso non hanno più scuse, non possono più nascondersi dietro al fatto, che la Commissione Europea deve ancora rispondere alle loro spiegazioni o che non li obbliga ad adeguarsi.

La Commissione Europea è stata chiarissima, cristallina, in pratica ha fatto capire senza nessuna ombra di dubbio al Governo Italiano, che le spiegazioni che l'Italia gli ha inviato con dozzine e dozzine di pagine, non sono sufficienti a far chiudere la procedura d'infrazione 2010/4227, e che quindi lo Stato Italiano adesso deve adeguarsi obbligatoriamente entro due mesi, pena sanzioni salatissime da parte dell'Europa.

O forse il Governo Monti vuole lasciare questo problema al prossimo Governo che verrà fuori dalle elezioni politiche 2013???

Marco Bazzoni

Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Firenze

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