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(28 Maggio 2011) Enzo Apicella
Fincantieri chiude gli stabilimenti di Sestri Ponente e di Castellammare di Stabbia e annuncia 2.500 licenziamenti.

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(Lotte operaie nella crisi)

Scioperiamo per far saltare il disegno reazionario dei padroni, del loro governo e di chi li sostiene!

Licenziamenti, attacco al CCNL e “patto per la produttività”

(2 Dicembre 2012)

Operai metalmeccanici, negli ultimi anni siete stati il bersaglio di una feroce offensiva dei capitalisti e dei loro governi. Licenziamenti di massa, riduzione del salario, accordi separati per distruggere il CCNL, liquidazione dei diritti conquistati con dure lotte, come l’art. 18.

Aumenta il dispotismo in fabbrica e si persegue una sfacciata politica di divisione degli operai, grazie al ruolo svolto dai capi sindacali collaborazionisti. Si cancella il ruolo dei delegati e dalle trattative viene escluso il sindacato più rappresentativo, la Fiom. L’attacco non conosce soste e si approfondisce sempre più.


L’obiettivo dei padroni è chiaro: aumentare lo sfruttamento, la flessibilità e il precariato, creare un vasto esercito di disoccupati per premere sugli operai occupati e peggiorare le condizioni di tutti i proletari.

Di fronte a questi attacco la classe operaia non ha mai smesso di resistere. Lo sciopero generale del 5 e 6 dicembre si inserisce in questo quadro e costituisce un momento importante della lotta del movimento operaio per i propri interessi economici e politici.


La lotta chiaramente deve rivolgersi anche contro il “patto per la produttività” tra padroni, governo Monti e sindacati collaborazionisti. Il governo “tecnico”, in realtà un comitato di affari dei capitalisti e dei ricchi, cioè di coloro che hanno causato la crisi e che ora ne beneficiano, sta facendo quello che Berlusconi non è riuscito a fare, con l’appoggio dei dirigenti riformisti.


Questa situazione deve finire, perché la classe operaia, le lavoratrici e i lavoratori non sono i responsabili della crisi del sistema e non devono essere sacrificati per aumentare i profitti dei capitalisti. E’ il capitale che deve pagare la sua crisi!


Difendiamo con la lotta il CCNL. No ai ricatti e agli accordi separati.
Esigiamo il blocco dei licenziamenti e delle chiusure delle fabbriche.
No al patto sulla produttività, che aumenta lo sfruttamento e cancella i nostri diritti.
Lottiamo uniti per cacciare il governo dei padroni e delle banche!


All’offensiva capitalista dobbiamo rispondere sviluppando il fronte unico di lotta degli sfruttati, con gli scioperi, le lotte dure, le occupazioni delle fabbriche che chiudono, l’elezione di comitati di agitazione e di lotta formati da operai di tutte le tendenze, il rafforzamento dell’opposizione di classe dentro i sindacati.

Continuiamo ad esigere la proclamazione immediata dello sciopero generale di tutte le categorie con manifestazione a Roma, per mandare a casa Monti e soci!


Il tempo delle illusioni, della concertazione e della pace sociale è alle nostre spalle. Questo sistema basato sullo sfruttamento dell’uomo e della natura non è riformabile, è parassitismo e reazione a tutto campo. La battaglia che dobbiamo affrontare non è quella fra centrodestra e centrosinistra borghesi, ma è fra capitale e lavoro. Non limitiamoci perciò a combattere gli effetti della crisi, ma lottiamo contro il sistema sociale che inevitabilmente le produce, per porre fine alle drammatiche condizioni attuali.


Di qui la necessità di costruire il Partito comunista del proletariato d’Italia, strumento indispensabile per dirigere la lotta politica nella prospettiva dell’abbattimento del capitalismo e della costruzione di un nuovo e superiore ordinamento sociale, il socialismo! Operai uniamoci, organizziamoci, rialziamo la bandiera rossa!

Piattaforma Comunista

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