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Piazza della Loggia

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(29 Maggio 2012) Enzo Apicella
Piazza della Loggia: nessun colpevole. Lo Stato assolve sè stesso

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QUEI 53 MINUTI DEL 12 DICEMBRE

(11 Dicembre 2012)

In 53 minuti, quel venerdì del 12 dicembre 1969, l'Italia approdò definitivamente in quella che venne poi tristemente e dolorosamente nominata la “strategia della tensione”.
I prodromi c'erano stati, ma ancora non avevano chiaramente delineato ciò che sarebbe accaduto nei decenni successivi: a partire dal 3 gennaio di quell'anno sono 145 gli attentati: uno ogni tre giorni.
« Dal 1969 al 1975 si contano 4.584 attentati, l'83 percento dei quali di chiara impronta della destra eversiva (cui si addebitano ben 113 morti, di cui 50 vittime delle stragi e 351 feriti), la protezione dei servizi segreti verso i movimenti eversivi appare sempre più plateale. » (Tribunale di Savona, ufficio del giudice per le indagini preliminari, Decreto di archiviazione procedimento penale 2276/90 R.G. pag 23 a 25). Seguiranno ancora la strage della stazione di Bologna nel 1980, e l'attentato al treno 904, in Val di Sambro, l'antivigilia di Natale del 1984.
Ma ritorniamo a quel 12 dicembre, quando in 53 minuti scoppiano vari ordigni a Milano e Roma, ed altri vengono rinvenuti, come quello alla Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala.
Manca poco alla chiusura della Banca Nazionale dell'Agricoltura, in piazza Fontana, ed un ordigno deflagra: provocherà la morte di 17 persone ed il ferimento di 88.
Dopo poco altri tre ordigni vengono fatti esplodere a Roma: alla Banca Nazionale del Lavoro ferendo tredici persone, una davanti all'Altare della Patria e l'altra all'ingresso del Museo centrale del Risorgimento, in Piazza Venezia, ferendo quattro persone.
Le indagini, se così vogliamo chiamarle, partirono immediatamente battendo la “pista anarchica”. Una mossa molto apprezzata negli ambienti di destra ma non solo: l'Avanti!, giornale del PSI, condannerà subito Valpreda e lo stesso PCI accettò questa direzione.
Vennero effettuate retate e fermi negli ambienti anarchici, e un'altra vittima si aggiunse a piazza Fontana: Giuseppe Pinelli, volato dalla finestra della questura:
In dicembre a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
E' bastato aprir la finestra
Una spinta e Pinelli cascò (Ballata di Pinelli)
Nel frattempo la Procura romana spicca un mandato contro Valpreda, del Circolo anarchico 22 marzo: il caso sembrava alla svolta e il giorno dopo il Corriere della Sera, diretto da Spadolini, uscì con un titolo in prima pagina sul “mostro” che era stato catturato, ed il presidente della Repubblica G. Saragat scrisse una lettera di congratulazioni al questore.
Ma qual era il contesto politico e sociale di quegli anni? E perché si preferisce la pista anarchica a fronte di una chiara e ormai consolidata azione eversiva di chiaro stampo fascista?
“In quegli anni l’ Italia viveva una forte conflittualità sociale. Lo stesso si poteva dire anche per altri paesi occidentali, ma in Italia ad essere particolare era l’intensità di quello che stava accadendo. Per esempio il “68 francese” rappresentò quasi una fiammata, mentre in Italia vi fu una lunga stagione di lotta politica. Anche in Italia nell’autunno del 1969 ci fu un’esplosione sociale, il cosiddetto “Autunno Caldo”, che però aveva avuto un lungo periodo di incubazione. Solo dal 1968 al 1969 le ore di sciopero in Italia aumentarono da 74 a 302 milioni. Nelle elezioni del 1968 il Partito Comunista Italiano (PCI) era avanzato di un milione di voti. Erano scese in campo anche le nuove generazioni studentesche che avevano dato vita ad una vera e propria rivoluzione dei costumi. Naturalmente l’insieme di tutto questo allarmava fortemente la classe politica e le classi dirigenti del nostro paese”.
(Piazza Fontana: storia di una strage di Stato - Intervista a Saverio Ferrari).
La risposta fascista, eversiva e di destra, spalleggiata e protetta, che si renderà responsabile di questa come delle altre stragi, non sarà mai portata alla luce con chiarezza, tanto che ancora oggi quella strage non ha alcun responsabile.
Ma noi non possiamo dimenticare quel giorno, e invitiamo a leggere un testo: LA STRAGE DI STATO Controinchiesta, difficilmente rintracciabile in versione cartacea, ma raggiungibile via web all'indirizzo: http://www.strano.net/stragi/tstragi/pfontana/index.html

Patrizia Turchi

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