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Cosa c'è sotto l'arancione

De Magistris: "Giggino il bluff"

(22 Dicembre 2012)

gigginobluff

Torneremo nei prossimi giorni sul nostro sito, in maniera più approfondita, sulle "novità" di ieri nel panorama politico-elettorale italiano, e in particolare sulla candidatura di Ingroia (membro della magistratura borghese) sostenuta dalla cosiddetta sinistra radicale (leggi: governista), cioè Rifondazione con contorno dei quattro pseudo- intellettuali di Alba ecc., che accetta di subordinarsi politicamente alla lista "arancione", sacrificando definitivamente non solo i simboli del movimento operaio ma ogni riferimento alla lotta di classe (sostituita dai "cittadini" e dalla "società civile") pur di riguadagnare un qualche spazio (con relative poltrone) nell'ambito del prossimo possibile governo di centrosinistra.
Tra gli ispiratori di questa grande ammucchiata c'è indubbiamente Luigi De Magistris, sindaco di Napoli. Alla sua azione reale in questi mesi è dedicato questo articolo.
La città di Napoli ha già avuto modo di testare la consistenza politica di questo personaggio, che è visto, soprattutto lontano dalla città Partenopea, come il simbolo “pulito” di una sorta di “rivoluzione dei sindaci”. Con un programma che offre ben poco se non la solita esaltazione della legalità borghese, quella stessa legalità che prevede lo sfruttamento del padrone, e l’accumulazione del profitto sulla pelle dei lavoratori, il Movimento Arancione si risolve nella figura del suo leader. Aldilà delle chiacchiere, l’amministrazione De Magistris non si è distinta nella sostanza da quella della sua predecessora, Rosa Russo Jervolino. Vediamo rapidamente qualche dato.

Lo sceriffo De Magistris di fronte alle lotte proletarie
La percentuale dei disoccupati, piaga storica del capoluogo campano, resta drammaticamente alta: secondo recenti sondaggi Istat si attesta al 18% , 45% se riferita ai giovani. Le previsioni sul prodotto interno lordo pro-capite per la provincia di Napoli (14.600,00 euro), è in netta flessione rispetto al 2010 (meno 7,9%).
Questa situazione alimenta una conflittualità diffusa, ancorché frammentata. Alle lotte le istituzioni borghesi, nella fattispecie la giunta di De Magistris, hanno risposto con la brutale repressione.
Ne sanno qualcosa i precari Bros, che a seguito delle disattese promesse elettorali, avevano occupato la piazza antistante palazzo San Giacomo (sede comunale) con tende e striscioni, per poi, il 24 Marzo, essere brutalmente sgomberati dalle guardie, con la violenza e la viltà che li contraddistingue, su preciso ordine del ‘buon Giggino’.
Contemporaneamente il fautore della “rivoluzione arancione” ebbe a sollecitare la magistratura a ulteriori indagini sui precari Bros, dopo che la Procura della Repubblica aveva già effettuato perquisizioni ed incriminazioni utilizzando l’articolo 416 del codice penale (l’Associazione a delinquere) e ipotizzando, addirittura, il reato di estorsione.
Lo sceriffo De Magistris dichiarò inoltre che “la polizia Municipale deve essere armata”, quella stessa Municipale, che guidata dalle manie di protagonismo, intrise di razzismo del comandante Luigi Sementa, il 28 marzo scorso, sgomberò il mercato multi-etnico dei migranti, che pure rappresentava l’unico spazio concesso da oltre dieci anni agli ambulanti della città.

L’ecologismo delle chiacchiere e la fissa delle “grandi opere”
Per quanto riguarda la questione dei rifiuti, va segnalato che la raccolta differenziata stenta a decollare (solo il 18 % secondo Legambiente), mentre resta vivo l’incubo della realizzazione di una discarica nella cava del Castagnaro, un polmone verde della periferia, tra Quarto e Pozzuoli.
Nel contesto generale dei servizi pubblici sempre più fatiscenti è particolarmente grave il dramma nel quale versano i trasporti. Proprio in questi giorni i lavoratori dell’Eav bus hanno occupato tutti i depositi. Ma De Magistris preferisce buttare più di 5 milioni di euro per la regata di allenamento alla Coppa America, che oltre a mettere ulteriormente in ginocchio il già disastrato sistema di mobilità (sia pubblica che privata), non porterà un solo posto di lavoro ai napoletani.

Il caso Bagnolifutura
Il territorio di Bagnoli, dopo essere stato esposto per decenni alle devastazioni ambientali dell’Italsider, viene praticamente lasciato a se stesso ( fino al ’99 erano almeno 7000 le tonnellate di amianto lasciate a cielo aperto). Il 24 aprile 2002 nasce "Bagnolifutura s.p.a. società di trasformazione urbana" (Stu) che subentra alla precedente e assume l'incarico di portare a termine la bonifica dei suoli. Peccato che quest’azienda si sia rivelata un carrozzone clientelare, buona solo a svendere un intero territorio ai capitalisti del mattone. De Magistris in sede di campagna elettorale aveva promesso lo smantellamento dell’Stu, per una riqualificazione del territorio. Ma anche in questo caso il tutto si è risolto in una bolla di sapone, con un semplice cambio dei vertici dirigenziali.

Altro che arancioni!
Questo è il curriculum politico degli arancioni che si propongono come grande novità. Semplicemente una delle tante maschere più o meno accattivanti utili per nascondere o abbellire il reale e deforme volto della borghesia e delle sue politiche.
Alla retorica della legalità, strumentale alla criminalizzazione dei movimenti, noi contrapponiamo l’esigenza dell'autodifesa dei movimenti nella prospettiva di una rottura rivoluzionaria degli apparati repressivi padronali. Al movimentismo anti-partitico e fintamente democratico, tanto in voga, noi contrapponiamo l’esigenza di un’organizzazione democratica al suo interno, centralizzata intorno ad un programma comunista (altro che retorica dei "beni comuni"). All'arancione, sotto cui si nasconde la collaborazione di classe, noi contrapponiamo il rosso, colore delle lotte operaie che infiammano l'Europa e ricominciano anche nel nostro Paese: nonostante l'ipocrisia arancione.

Nicola De Prisco (coordinatore dei Giovani di Alternativa Comunista della sezione di Napoli)

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