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La Scala

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(8 Dicembre 2010) Enzo Apicella
Contestazione e cariche della Polizia alla "Prima" della Scala

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(La controriforma dell'istruzione pubblica)

La Fornero piange, Profumo si dispiace: tocca a noi non lasciarli in pace!

(22 Dicembre 2012)

carafornero

Venerdì 21 Dicembre 2012 10:27

Dopo più di un anno di governo “tecnico”, quasi un anno dopo il tentativo di abolire il valore legale dei titoli di studio, dopo sei mesi la cosiddetta “riforma Profumo”, ritorna alla ribalta il tema dell’università.
In questo periodo pre-elettorale, ovviamente, tutti ne vogliono parlare, la vogliono cambiare, modificare sostenendo sempre che chi ci ha provato in precedenza non ha saputo amministrare bene.
E infatti nell’ennesimo DDL stabilità, che dovrebbe sancire nuovi tagli ai settori pubblici ritenuti “improduttivi”, si parla dell'istruzione universitaria: è lo stesso il ministro Profumo che si dice 'estremamente preoccupato' per i pochi fondi che riceveranno gli atenei italiani nel 2013: circa 100 milioni di euro rispetto ai 400 che sarebbero necessari.

Caro Profumo, ma a chi la vuoi raccontare questa storiella? Proprio tu che sei il ministro di un governo che non ha fatto altro che varare manovre, imporre tagli e sacrifici ai lavoratori, stanziare soldi pubblici per le opere inutili (nello stesso DDL sono stanziati 150 milioni di euro in più per la Tav Torino- Lione) non puoi mostrarti (ma nemmeno lontanamente) preoccupato per i pochi fondi che nel 2013 saranno stanziati per le università italiane. Non puoi nemmeno farlo per dare le colpa a chi ti ha preceduto! Infatti lo sappiamo che sotto elezioni vi è comodo farvi la guerra ma vi è altrettanto comodo unirvi tutti e marciare insieme, quando lo ritenete necessario, verso lo stesso obiettivo: impoverire la popolazione, sfruttarla, portarla in miseria, facendo passare le vostre riforme sostenendo che i sacrifici li stanno facendo tutti.

Non è da meno la cara ministra Fornero che dopo le lacrime dello scorso anno, fa ben capire che ‘l’università per tutti è un’illusione’. Come confermano dati Istat, infatti, studiare costa troppo ed è sempre più complicato. Ed infatti gli iscritti agli atenei italiani continuano a diminuire.
Ma aldilà di tagli e manovre lacrime e sangue, quello che più infastidisce è la farsa che i ‘tecnici’ portano avanti, mettendo in scena un melodramma decisamente poco credibile.

Cau Napoli

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