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Vicenza: la lotta dei lavoratori comunali

Provvedimenti disciplinari contro i lavoratori

(17 Gennaio 2013)

Intervista a Maria Teresa Turetta

Incontriamo Maria Teresa Turetta, componente della segreteria provinciale del sindacato Cub (Confederazione unitaria di base), lavoratrice e componente della Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) del Comune di Vicenza.
A Vicenza, città guidata dall’amministrazione del sindaco Achille Variati del Pd, dodici dipendenti comunali sono stati colpiti da avvisi di procedimenti disciplinari che arrivano a minacciare il licenziamento. Puoi spiegare cosa sta accadendo?

Turetta: Il Comune di Vicenza ha avviato, nello scorso mese d’ottobre, il nuovo programma di visualizzazione on line delle valutazioni individuali, attribuite ai dipendenti comunali, da ciascun dirigente. E’ successo che alcuni dipendenti, andando alla ricerca della propria valutazione, pur entrando con le proprie credenziali, siano incappati, cliccando una semplice icona denominata “storico”, nel documento che esponeva le valutazioni di tutto il personale. La visualizzazione di questo documento ha scatenato una reazione forte del personale perché ha palesato tutte le differenze valutative tra settore e settore. Ci sono stati, infatti, lavoratori d’alcuni settori che erano stato valutati tutti con voti massimi e lavoratori d’altri settori, invece, che non raggiungevano la sufficienza. Questa diversità di trattamento, che alla fine si tramuta anche in un diverso salario accessorio, ha provocato l’indignazione di molti lavoratori che hanno preso in mano carta e penna sottoscrivendo varie lettere di protesta indirizzate al Sindaco e alla Dirigenza.
Nel frattempo è emerso che il documento che esponeva le valutazioni di tutti i dipendenti non doveva essere visto da tutti, ma solo dai dirigenti. Il programma, acquistato da una ditta privata, infatti, era stato progettato e installato male, nonostante fosse costato circa 100 mila euro. L’Amministrazione comunale allora, come il “re nudo”, ha tentano di recuperare il bandolo della matassa, presentando alla Procura una denuncia contro “ignoti” perché, secondo l’Amministrazione, chi ha visto il documento e lo ha divulgato ai colleghi ha violato la privacy, e quindi ha commesso un reato. Sulla base di queste accuse sono state trasmesse, prima delle festività natalizie, una dozzina di raccomandate, con avvisi di procedimento disciplinare, quasi tutte destinate a personale che non lavora abitualmente con i computer ossia bidelle, cuoche, educatrici, insegnanti, uscieri ecc. Insomma, la super dirigenza del Comune, vistasi scoperta, ha scatenato la rappresaglia contro i dipendenti per nascondere invero la sua gravissima responsabilità, in particolare quelle dell’ acquisto di un pacchetto informatico “bacato” .

La Cub è il primo sindacato per numero di iscritti in Comune di Vicenza, quale è la posizione della Cub in questa vicenda?

La Cub da sempre è contraria alle valutazioni dei lavoratori, perché è evidente che non esistono criteri oggettivi in base ai quali sia possibile valutare un lavoratore. Tutto è affidato alla soggettività del parere dei dirigenti che nella stragrande maggioranza dei casi non conoscono nemmeno il lavoratore che dovrebbero valutare, soprattutto nel caso di lavoratori che operano in sedi distaccate. E’ un meccanismo creato per dividere i lavoratori, un meccanismo approvato dai sindacati concertativi ma che la Cub ha sempre criticato. In Comune di Vicenza, ad esempio, tutto il personale di Polizia Locale, secondo le valutazioni assegnate dal dirigente del settore, ha prestato un lavoro “eccellente” mentre il dirigente del settore Asili Nido e Scuole d’infanzia, invece, non ritiene sufficiente il lavoro reso da gran parte del suo personale, che ogni giorno opera in emergenza, vista la cronica assenza di sostituzioni, con rapporti bambino-educatore insostenibili. La Cub , quindi, che è sempre stata contraria a questo tipo di valutazioni, ha colto la grand’opportunità, offerta dalla visualizzazione di tutte le “pagelline” dei dipendenti, per scardinare le contraddizioni del nuovo sistema di valutazione e per denunciarne le iniquità. Della notizia peraltro si è occupata per parecchi giorni anche la stampa locale.

E gli altri sindacati?

Mi chiedo se esistano “gli altri sindacati”. In Comune di Vicenza non si sono sentiti, o meglio c’è stata solo una breve dichiarazione alla stampa del segretario della Uil che incitava l’Amministrazione ad individuare il responsabile… Qualcuno potrebbe anche affermare che è facile essere primo sindacato in un Ente quando gli altri non si fanno mai sentire a tutela dei lavoratori. La Cub in Comune di Vicenza continua ad aumentare il numero degli iscritti, gli altri sindacati invece continuano a perdere consenso.

E la Rsu?

La Rsu è la rappresentanza sindacale eletta dai lavoratori e quindi è staccata dalle logiche delle singole burocrazie sindacali. La Rsu ha approvato diverse lettere di protesta e ha promosso alcuni sit-in in occasione delle prime udienze della commissione disciplinare. Nel corso del sit-in è stato esposto uno striscione con la scritta “siamo tutti indagati”, in solidarietà ai colleghi raggiunti dai provvedimenti disciplinari.

Per il tipo di contestazione, per un sindacato, intraprendere anche la strada della difesa legale nei confronti dei lavoratori è stato un passaggio obbligato. Pensi sia sufficiente? Come intendete procedere se non ci sarà subito l’archiviazione?

In questo contesto assurdo, e data la gravità delle accuse mosse ai lavoratori, essendo anche la prima volta che accade un caso di contestazioni “di massa” come questo, con una denuncia anche di tipo penale, è stato indispensabile affidarsi ad un legale. Di certo la Cub ha il compito di creare una nuova coscienza di classe nei lavoratori perché deve essere chiaro che se la classe lavoratrice si ferma, unita e compatta, in sciopero, questi abusi non succederanno più. A parte, quindi, l’importanza dell’azione legale e sindacale, deve essere chiaro ai dipendenti che se non c’è una ferma protesta dei lavoratori, qualsiasi Amministrazione continuerà a fare quello che vorrà.
In particolare questa vicenda, se non si chiude subito, è destinata ad avere un’eco nazionale per i gravi aspetti che chiama in causa, fra cui, a nostro avviso, lo scandalo del fatto che una colpa che dovrebbe essere addossata a dirigenti super pagati (parliamo di stipendi dai 120 ai 180 mila euro l’anno) è invece scaricata sulle spalle di lavoratori di fasce economiche medio/basse (circa 1.000 euro il mese), e incolpevoli.
Se questa vicenda non sarà archiviata sarà necessario, per la Cub, fare un appello a livello nazionale per organizzare una manifestazione nazionale a Vicenza che denunci quanto sta accadendo. Deve essere chiaro per tutti che questa vicenda non coinvolge solo i dodici dipendenti accusati, ma tutti noi, e che se l’Amministrazione Variati potrà scaricare le colpe dei suoi dirigenti sui lavoratori senza che ci sia una forte reazione, l’arroganza di dirigenti e amministrazioni non conoscerà più nessun freno.

a cura del Pdac di Vicenza

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