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Gli ex alunni della scuola Diaz

Gli ex alunni della scuola Diaz

(15 Novembre 2012) Enzo Apicella
La polizia carica i cortei studenteschi, a Roma e in altre città

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    CONTRO LA REPRESSIONE NON SI TACE
    SENZA GIUSTIZIA, NESSUNA PACE!

    SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI CONDANNATI PER GLI SCONTRI DEL 15 OTTOBRE A ROMA.

    (23 Gennaio 2013)

    scontracab

    Martedì 8 gennaio sono arrivate per sei imputati le condanne in primo grado per gli scontri del 15 ottobre scorso a Roma.

    Le condanne sono state estremamente pesanti: 6 anni di carcere solo per essere stati identificati quel giorno da delle foto accanto ad un blindato in fiamme. A questi sei compagni va tutta la nostra più sincera solidarietà e complicità.
    Oltre alle accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ai sei imputati è stato contestato anche il reato di devastazione e saccheggio, reato di guerra, ora utilizzato anche per la guerra dello Stato contro i proletari sul fronte interno. Reato di origine fascista che rileva ancora una volta la continuità tra regime e “democrazia”, tra l’altro già utilizzato contro i dieci imputati del processo per il G8 di Genova.

    Appare chiaro come l’avanzare della crisi capitalistica renda sempre più ampio il malessere sociale delle classi oppresse. Oggi, per far sì che la rabbia popolare non si incanali in percorsi politici autorganizzati e non istituzionali, i padroni colpiscono con la repressione non solo le avanguardie che lottano, dai posti di lavoro fino ai movimenti, ma sono criminalizzate tutte quelle esperienze di lotta che si pongono in posizione antagonista e di conflitto rispetto al sistema e che escono dalla sua compatibilità. Basta pensare alle decine di inchieste contro la consolidata Resistenza No Tav, alle recenti cariche contro i No Muos a Niscemi o appunto a quello che ha rappresentato la giornata del 15 ottobre a Roma, dove si è organizzata in Piazza San Giovanni una vera resistenza di massa, sia difensiva che offensiva alle cariche degli sbirri, scavalcando letteralmente le concertazioni dei pompieri della rivolta e rovinando il comizio preconfezionato dei riformisti. Non a caso dopo questa data tutte le fazioni della sinistra borghese e dei sindacati confederali non hanno più osato indire una mobilitazione nazionale, ben sapendo della possibilità che la rabbia sociale esca ancora una volta dagli argini e della loro incapacità di gestirla e controllarla.

    Un altro fattore si è poi aggiunto al mosaico: l’avvicinarsi delle elezioni nazionali fa sì che tutti i partiti borghesi vadano a predisporsi nei vari contesti più o meno locali alla competizione, “preparandosi il terreno” per conquistarsi la propria fetta di voti, ma rimanendo uniti nel mobilitare le masse popolari in senso reazionario con la farsa del voto democratico, anestetizzando, con l’illusione delle urne, la tendenza alla lotta di classe.

    In questo quadro vanno visti anche i numerosi sgomberi di spazi occupati delle ultime settimane, per “ripulire” le città dei padroni da possibili punti di riferimento per giovani e proletari.

    Questo è avvenuto soprattutto in città governate dal Partito Democratico, partito della borghesia imperialista, al servizio di finanza, confindustria e grande capitale e sempre più formazione politica “dell’ordine e della disciplina”.

    L’abbiamo notato a Padova, dove sono stati sgomberati il CPO Gramigna e l’aula studio Baracca Occupata all’Università, ma anche in altre città governate da giunte “di sinistra” come Forlì, con lo sgombero del MaceriA occupato, o Genova, con le denunce e le misure cautelari notificate ai militanti dell’ex-casa occupata Giustiniani 19 per resistenza allo sgombero. Anche a tutti loro va la nostra solidarietà!

    La repressione è un banco di prova reale nel quale tutte le realtà si trovano a fronteggiarsi con lo Stato e i suoi apparati non appena si oltrepassano gli argini della concertazione e diventa quindi una linea di demarcazione tra chi si vuole realmente porre su un piano di contrapposizione ai piani di sfruttamento e saccheggio dello Stato e chi preferisce avviare percorsi di “legalizzazione”.

    La solidarietà diviene, dunque la nostra arma fondamentale sia per far sì che nessun compagno o realtà politica resti solo sia per rilanciare la lotta che viene colpita.

    Oggi più forte di prima!


    22 gennaio 2013

    Collettivo Politico Gramigna - Padova

    Fonte

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