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(21 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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Riflessioni di un operaio Fiat Pomigliano, rientro in FGA

(4 Febbraio 2013)

Visto che la Fiat decide di ritornare sui suoi passi chiudendo Fip, e ritornando in Fga, e visto che vi sono decine di opinioni in merito, opinioni come si evidenzia dalle dichiarazioni di Landini e di alcuni compagni della Fiom, a mio giudizio parziali, come l’art. postato su http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3%3Ao37393%3Ae1 , tento di dare una mia interpretazione, cercando di essere il più imparziale possibile.
E’ chiaro che di vi sono una serie di concause che hanno indotto il gruppo dirigente della Fiat a determinate scelte,
1) la sentenza di discriminazione nei confronti dei lavoratori iscritti alla Fiom, è evidente che dopo che i giudici hanno ordinato alla Fiat il reintegro dei 19 delegati Fiom, la stessa si è trovata in forte difficoltà di immagine, di sicuro non poteva permettere che dopo tutte le battaglie la fiom rientrasse a testa alta, ed ecco che i soliti lacche di Fim, uilm, fismic, insieme alle forze politiche e preti, organizzano incontri per permettere una ricongiunzione ossia unità sindacale. Ma è chiaro che neppure la Fiom può permettersi di perdere la faccia ritornando sui suoi passi.
Eppure si è arrivati ad un bivio, se la Fiat continua con i licenziamenti i 19 sono fuori, oppure…

2) mentre la Fiom fa una vertenza per una discriminazione di organizzazione, lo Slai-cobas ricorre al giudice, per la violazione del 2112, ossia una discriminazione nei confronti di tutti i lavoratori. Lo stesso rigetta il ricorso motivando che “la Fiat si è impegnata ad assumere tutti i lavoratori con la nuova società entro la data stabilita, pertanto viene meno la richiesta di discriminazione”, quindi è evidente che se alla data di luglio i restanti 2400 lavoratori non fossero stati assunti con la nuova società, la fiat si sarebbe ritrovata un migliaio di vertenze, senza contare la questione sociale.

3) E’ chiaro che questa patata bollente sarebbe caduta nelle mani del prossimo governo, governo Bersani con appoggio di tutta la sx della Cgil e la Fiom, e visto che sul territorio, vi sono gruppi organizzati come il comitato mogli operai, che propongono una politica alternativa a quella proposta da tutte le forze politiche in campo, una politica che promuove la nazionalizzazione della Fiat, dell’Ilva, dell’Alitalia, che ritiene indispensabile l’autonomia e indipendenza, monetaria e politica, e visto che tutti sono omologati al pensiero unico dare spazio a questi movimenti è pericoloso x chi vuole continuare ad opprimere il popolo, in particolar modo quando la stragrande maggioranza dei cittadini condivide la fuoriuscita dall’euro.

E’ chiaro che alla fine le pressioni anche politiche esercitate sulla Fiat hanno fatto si, di rinviare il problema, si rinviare, perché ora possiamo solo supporre quale sarà lo scenario che si presenterà giovedi, ma stando dalle indiscrezioni, vi sarà un rinvio di un anno, nel frattempo la Fiom rientra in Fiat e vedremo come, continuerà ha rivendicare un tavolo di concertazione, e quindi ritornerà hai vecchi inciuci, magari sacrificando qualche compagno che ha dato l’anima e la faccia, come accadde per la Sevel, o condurrà una battaglia conflittuale.

In poche parole nulla è cambiato per chi era fuori, o per l’esattezza, e per paradosso mi chiedo, ma se ritorniamo tutti FGA e noi manteniamo, l’anzianità, mentre quelli Fip rientrano con un’anzianità di un anno, ma vuoi vedere che alla fine in caso di licenziamento questi essendo gli ultimi assunti saranno i primi ad ….
Ma no scherzavo sappiamo che questi non sono coglioni….

Pirozzi Tommaso

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