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Contro il muro dell’oppressione. Resistenza!

(22 Settembre 2004)

Il muro dell'Apartheid, che annetterà ad Israele il 58% della Cisgiordania, è in dirittura d'arrivo. Esso ridisegna i confini dello stato sionista che continua con la forza militare l'espansione dell'occupazione, rapinando terre, risorse e la vita stessa del popolo palestinese.
Il muro, attraversando come un serpente i territori più fertili della Palestina, ammazza un'economia agricola di sussistenza, isola i villaggi tra Jenin, Qalqilia, Ramallah, Gerusalemme, Betlemme, Hebron in ghetti che ricordano la triste esperienza dei bantusten in Sud Africa, spezza legami sociali costringendo i palestinesi che si troveranno esterni al muro ad una forzata annessione a Israele. Saranno quindi senza diritti, costretti ad andarsene e a diventare ancora una volta profughi. Le famiglie segregate dal muro vivono in una prigione a cielo aperto, oppresse dalla presenza delle colonie, dalle continue incursioni criminali dell'esercito israeliano, dai check points.

È VITA QUESTA?

Non ci lasciamo certo intossicare dalla politica massmediatica di Sharon che parla di disimpegno da Gaza come atto d’apertura ai palestinesi. Sappiamo benissimo che la Striscia di Gaza è già una prigione dove un milione e trecentomila persone vivono isolate dal mondo, circondate dall'esercito e dove gli insediamenti israeliani più grandi come Kfar Daron, Netzarim, Gosh Qatif verranno allargati ulteriormente. In realtà Sharon vuole la testa dell'Intifada per portare avanti il piano di occupazione coloniale statunitense in Medio Oriente, ostacolato dall'insorgere della popolazione irachena. Le resistenze gemelle iracheno-palestinese stanno mettendo un'ipoteca alla vita dell'imperialismo.
Ma la resistenza palestinese, a quattro anni dall'inizio della II° Intifada, non si fa chiudere dal muro sionista, né da quello del vergognoso silenzio internazionale, né dalla politica flaccida di chi, nell'Autorità palestinese, è più impegnato a difendere la poltrona che il suo popolo.
Il sionismo vorrebbe asservire un popolo che non ha mai creduto alle varie trattative di “pace”, ma crede al sangue versato dai suoi martiri, all'abnegazione di chi nella tortura quotidiana delle prigioni israeliane non smette di lottare, alle donne che, nonostante tutto generano nuovi figli alla Palestina.
I bombardamenti sui civili, gli arresti di massa, le punizioni collettive, gli omicidi mirati, i rastrellamenti, i continui soprusi, mostrano chi è il vero terrorista. La posizione dell'Italia, dimostra la complicità con il sionismo, impegnata con le altre potenze imperialiste alla partita a Risiko per spartirsi il mondo, per la rapina nella ricostruzione dell'Iraq.
Rifiutiamo la lettura del mondo della stampa di regime che parla di conflitto tra civiltà, si tratta invece di conflitto tra l'imperialismo e il proletariato internazionale, come dimostra il sangue versato dai popoli in lotta per la propria emancipazione, dall’ex Jugoslavia all'Afghanistan, all'Iraq, e dalle centinaia di persone che come in Cecenia, così a Madrid fanno le spese dei giochetti delle borghesie imperialiste.
Compito dei comunisti è unirsi alla resistenza dei popoli con risolutezza e determinazione, combattendo la linea sbagliata condotta dai revisionisti che, all'interno del movimento contro la guerra, disarmano la lotta mettendo sullo stesso piano gli occupanti e gli oppressi, avvallando così la politica israelo-statunitense.
Costruiamo la Resistenza anche nel nostro paese contro la finanziaria di guerra di Berlusconi che taglia posti di lavoro e servizi ai proletari per armare se stesso e il boia USA.

Martedì 21 settembre ore 21
presso la sala Polivalente in via Diego Valeri
Proiezione video sulla costruzione del muro
Seguirà dibattito con la presenza di un palestinese


Uniti alla Resistenza Palestinese-Irachena
Sabato 25 settembre Manifestazione a Milano

Centro di Documentazione Comandante Giacca
Via Varese 10, Padova - Tel. 049-8723630

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