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Militari italiani in Colombia: una…

… lettera aperta ai quotidiani italiani

(22 Febbraio 2013)

17 gennaio 2013

Abbiamo pensato di scrivere questa breve lettera per denunciare la gravità dell’accordo militare italo-colombiano. Abbiamo già raccolto alcune adesioni (che potete leggere in calce al testo) ma ci piacerebbe che fosse condivisa e firmata da più persone possibile, per questo aspetteremo una settimana da oggi e chiuderemo la raccolta firme il 24 gennaio. Nei giorni successivi la invieremo ai quotidiani, non solo quelli che potrebbero essere più sensibili all’argomento (ad esempio “il manifesto” o “Il Fatto Quotidiano”) ma anche a quelle testate mainstream che non dedicano grande spazio all’America Latina, e quando lo fanno, spesso si rendono portavoce di informazioni poco controllate e opinioni discutibili (“Repubblica” e “Corriere della Sera” in testa). Naturalmente accetteremo di buon grado ogni vostro suggerimento e siamo disponibili a partecipare a iniziative di più ampio respiro con l’Associazione Nazionale Nuova Colombia, la prima a riportare in rete la notizia dell’accordo di cooperazione militare italo-colombiano.

Il 5 novembre 2012 un articolo del quotidiano colombiano El Espectador riporta la notizia di un accordo di cooperazione militare tra Colombia e Italia ratificato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ed il suo omologo Juan Carlos Pinzón: dal 2013 i militari italiani impiegati in non meglio precisate operazioni speciali saranno addestrati nelle selve colombiane.

È un fatto molto grave per vari motivi. In primo luogo perché l’Italia collaborerà con l’esercito colombiano, noto per le gravi e ripetute violazioni dei diritti umani. In seconda istanza è discutibile che un ministro del nostro paese prenda contatti con Juan Carlos Pinzón, che in patria si batte per concedere un’amnistia per i crimini di lesa umanità commessi nel corso del tempo dalle sue forze armate: è conosciuto il legame del governo colombiano e del suo esercito con i paramilitari. Gli stessi paramilitari hanno più volte ammesso le visite di politici di alto rango e dei vertici dell’esercito ai loro campi di addestramento. Infine, preoccupa che l’Italia abbia offerto la sua collaborazione ad un paese come la Colombia, dove negli ultimi anni ha assunto proporzioni sempre crescenti il caso dei falsos positivos, due-tremila civili uccisi dall’esercito e spacciati come guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia.

È paradossale venire a conoscenza di un accordo del genere da un quotidiano colombiano e dalla rete: ci piacerebbe che il ministero della Difesa ci desse delle spiegazioni e che la stampa si occupasse di questa vicenda.

Di seguito, le adesioni pervenute finora.


Promotori:

David Lifodi (giornalista), Francesco Cecchini (scrittore) e Daniele Barbieri (giornalista)

Adesioni

Rete italiana di sostegno ” COLOMBIA VIVE” (vice presidente Francesco Tartini)
Massimo Carlotto, scrittore
Alessandra Kersevan, storica ed editrice
Guido Piccoli, giornalista e scrittore
Benito Buosi, storico ISTRESCO
Sergio Brunello, presidente ANPI Montebelluna
Maria Marotta, docente letteratura italiana
Clelia Farris, scrittrice
Silvia Cattori, giornalista

a cura di Daniele Barbieri, David Lifodi e Francesco Cecchini

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