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Elezioni italiane e timori tedeschi

(1 Marzo 2013)

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Venerdì 01 Marzo 2013 00:00

BERLINO. Il candidato Cancelliere tedesco Peer Steinbrueck ridicolizza i risultati delle elezioni italiane e solleva un gran polverone mediatico, nascondendo così le vere preoccupazioni di una Germania ormai incatenata alle decisioni del Belpaese e della sua politica, che poco capisce e che di sicuro non stima. Steinbrueck ha definito “clown” i due vincitori del recente appuntamento elettorale, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo: l’Italia si è unita nell’offesa e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è rifiutato di partecipare a una cena con il candidato Cancelliere.

Eppure l’aneddoto potrebbe essere solo la punta di un iceberg: perché i partiti che hanno guadagnato più voti a Roma si sono costruiti la campagna elettorale su politiche anti euro e la Germania è preoccupata per il peso che questa decisione ha a livello europeo. Per i tedeschi, i rischi dei recenti risultati elettorali superano i confini dell’Italia.

Angela Merkel (CDU), in realtà, si è mantenuta diplomatica e ha espresso la sua fiducia nella politica italiana e nel senso di responsabilità dei suoi rappresentanti. La Cancelliera ha ribadito la propria stima nei confronti di Giorgio Napolitano, sottolineando l’importanza del suo ruolo e augurandosi delle scelte politiche felici da parte del Presidente della Repubblica. Tra i politici è il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ad aggiustare il tiro e a riportare l’attenzione sulla vera inquietudine della Germania, e cioè il ruolo dell’economia italiana nel sistema europeo. Schaeuble invita l’Italia a continuare il programma di risparmio iniziato da Mario Monti per mantenersi all’interno dell’Eurozona: perché la paura reale dei tedeschi, al di là del giudizio personale (che non hanno mai nascosto) sui nostri politici, è il rischio di un affossamento della moneta unica e del progetto economico europeo.

Il quotidiano popolare Bild, da parte sua, non perde tempo e paragona indirettamente l’Italia alla Grecia. Indebitato, corrotto e ammorbato dalla piaga della disoccupazione, il Belpaese assomiglia alla Grecia di qualche tempo fa, sull’orlo della bancarotta, bisognoso di aiuti, incapace di portare avanti un piano di risparmio per tenere il passo con le nazioni più ricche dell’Eurozona e ingestibile politicamente.

Il riferimento del tabloid, uno dei più diffusi in Germania tra i giornali meno autorevoli, va forse alle elezioni greche del 2012, quando i principali partiti a favore dell’euro (Nuova democrazia e Movimento Socialista Panellenico) non hanno ottenuto la maggioranza e i loro leader, non potendo formare il Governo, hanno chiesto un novo appuntamento elettorale. Lo spettro della crisi è sempre presente e la scelta degli italiani è pericolosa perché non assicura nessuna stabilità di governo, che sarebbe, secondo Bild, “un miracolo”.

E, in effetti, per molti giornali tedeschi i risultati delle elezioni italiane sono legati a doppio filo alla situazione finanziaria europea e alla crisi. “Le elezioni italiane mostrano la spaccatura della zona euro”, titola un editorialista del Tagesspiegel, un quotidiano di sinistra berlinese. Il voto degli italiani è la reazione a Mario Monti e al piano di risparmio imposto dall’Europa e, più in particolare, dalla linea economica della Cancelliera Angela Merkel.

Ancora una volta le necessità dei cittadini si sono mostrate in chiaro contrasto con le esigenze dell’economia: i mercati non hanno gioito della scelta politica dell’Italia, ma gli italiani hanno espresso la loro opinione sulla moneta unica e i sacrifici che richiedono i mercati. Per il giornale, a questo punto, ci si dovrebbero porre domande più ampie: “I cittadini dovrebbero poter esprimere il loro voto sull’euro”, provoca Tagesspiegel.

A esprimere i dubbi più concreti della finanza è il quotidiano conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), che si chiede come reagirà la Banca centrale europea (Bce) ai risultati poco chiari delle elezioni italiane. La Bce ha già detto che non interverrà sui mercati a favore di quegli Stati in cui non si portano avanti i piani strutturali di risanamento.

I recenti risultati elettorali non fanno pensare a una prosecuzione dei programmi previsti dal Meccanismo europeo di stabilità (Esm), per il momento c’è una grande confusione che porta insicurezza politica. Sta all’Italia ora dimostrare il contrario, e cioè di saper rispettare le scelte dei cittadini senza dimenticare il suo ruolo in Europa.

Emanuela Pessina - Altrenotizie

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