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Violenza sulle donne

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(30 Luglio 2013) Enzo Apicella

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Libano, donne in sciopero contro le violenze

(8 Marzo 2013)

Un gruppo di donne libanesi in sciopero della fame ad oltranza fino all'approvazione della legge contro le violenze domestiche. Nell'ultimo anno 16 omicidi "d'onore".

libadonsciop

dalla redazione

Roma, 8 marzo 2013, Nena News - Nella Giornata Internazionale della Donna, un gruppo di donne libanesi sfida il governo di Beirut con uno sciopero della fame contro i ritardi nell'approvazione della legge sulle violenze domestiche.

La protesta, che inizierà tra pochi giorni e coinvolgerà circa 20 donne, ha come target il parlamento e il governo libanesi, ritenuti colpevoli di un imbarazzante ritardo nel fornire il Paese dei Cedri di una legge che punisca le violenze contro le donne. Una normativa necessaria: solo nell'ultimo anno, sono stati 16 gli omicidi di donne per motivi di "onore".

Una proposta di legge in merito era stata presentata già a febbraio dello scorso anno, ma la votazione finale è stata rimandata al prossimo 19 marzo. A preoccupare le donne libanesi sono però i probabili boicottaggi da parte di alcune fazioni parlamentari, che potrebbero provocare ulteriori ritardi. A bloccare il percorso naturale della proposta di legge sono stati soprattutto ultraortodossi e partiti religiosi, che ritengono la normativa un'intrusione nella vita familiare.

E così le donne libanesi lanciano un ultimatum: ieri sera, nel centro di Beirut, durante una manifestazione per commemorare la Festa della Donna, le attiviste hanno annunciato l'avvio dello sciopero della fame se il parlamento non proseguirà nell'approvazione della legge entro una settimana, senza emendamenti. Quattro donne assumeranno solo acqua e vitamine a tempo indeterminato, mentre altre attiviste si uniranno allo sciopero sostituendosi nella protesta ogni due giorni.

"Domani è la Giornata Internazionale della Donna - ha detto ieri Nay al-Rahi, una delle organizzatrici della manifestazione - Ma non c'è niente da celebrare. Stiamo tentando con tutti i possibili mezzi ad attirare l'attenzione dei politici, dalle proteste in strada agli appelli sulla stampa e sui social network, ma abbiamo capito che loro vogliono che in questo Paese le donne muoiano. E allora gli daremo donne morte".

Secondo i dati forniti dal collettivo femminista Nasawiya, sono migliaia le chiamate alla polizia ogni anno da parte di donne che denunciano violenze e abusi, ma la mancanza di strumenti legali impedisce alle forze di sicurezza di intervenire. Nadine Moawad, fondatrice di Nasawiya ha ricordato la drammatica storia di una donna che nel 2009 ha denunciato quattro volte il marito, fino a morire per le botte senza che nessuno intervenisse.

Nena News

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