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(15 Febbraio 2011) Enzo Apicella
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Grillo Berlusconi, duello tra due fascismi

(10 Marzo 2013)

L’Italia sta evolvendo rapidamente verso un epilogo drammatico, ci avviamo in modo velocissimo verso la bancarotta e l’istaurazione di un regime di tipo fascista. L’ingovernabilità prodotta dalle elezioni sta preparando il campo a una prossima lotta tra due diversi tipi di fascismo quello berlusconiano e quello grillino. Il PD sta collassando sotto il peso di dirigenti rintronati(Bersani, D’Alema, Letta) o rincitrulliti(Renzi, Veltroni) e si avvia a una estinzione accelerata, le prossime elezioni saranno un duello tra Berlusconi e Grillo, per la conquista dell’egemonia e l’instaurazione di un regime apertamente fascista. Nel ventennio berlusconiano sono state iniettate nella società italiana dosi massicce di fascismo, senza mai arrivare a un’aperta dittatura, per la debolezza intrinseca di Berlusconi , uomo compromesso in ogni specie di scelleratezza, Grillo sta sfruttando tutto questo lavoro preparatorio e sta portando a termine il suo piano reazionario, ormai gli manca poco. L’italia è vicinissima alla bancarotta, ma questa non è provocata da una specificità italiana, è la conseguenza della bancarotta del capitalismo mondiale. La massa finanziaria fittizia(derivati) è circa 10 volte volte il PIL mondiale, questo vuol dire che è l’intera economia mondiale in bancarotta. Il sistema economico capitalistico è storicamente fallito. Negli ultimi secoli la borghesia ha adottato due varianti della politica economica capitalistica per risolvere le crisi, il liberismo e il keynesismo,
entrambe sono oggi inutilizzabili, entrambe aggravano la crisi anziché risolverla. La borghesia ha un solo modo per tirare avanti ancora un po’, distruggere gran parte della società, non una recessione o una depressione, ma la bancarotta completa, ma per poterla attuare ha bisogno di un regime violento, di tipo fascista. Grillo è la naturale successione di una lunga tradizione fascista e golpista della borghesia italiana( Mussolini, Democrazia Cristiana, Berlusconi, Lega Nord) . Grillo non accenna nemmeno lontanamente al problema del capitalismo, per lui la crisi è provocata da politici banchieri finanzieri “ladri”, lasciando intendere che ci possono essere politici banchieri finanzieri “onesti”, per lui non esiste più destra e sinistra, quindi non esiste la lotta di classe, non esistono più ideologie, quindi anche il capitalismo non è anch’esso una ideologia, ma un prodotto della natura puro e semplice. Come i leghisti pensa che la crisi non sia un evento mondiale, ma si può risolvere con una politica autarchica di mussoliniana memoria. La crisi è il prodotto della bancarotta del capitalismo mondiale, chi ha storicamente combattuto il sistema e l’ideologia capitalistica è stato sempre e solo il comunismo. I lavoratori isolati, disgregati o che si fanno illudere da saltimbanchi da quattro soldi sono destinati all’annientamento, in questa crisi mondiale, storica, irreversibile risuona ancora attuale la frase di Karl Marx con cui sigilla il Manifesto dei Comunisti: Lavoratori di tutto il mondo, unitevi!

Collettivo Karl Marx Cardarelli

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