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(23 Novembre 2012) Enzo Apicella

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(Palestina occupata)

Una fonte: Hamas-Israele scambio di messaggi tramite Il Cairo

(8 Aprile 2013)

Betlemme – Ma’an. Israele e Hamas si sono scambiati messaggi tramite l’Egitto a seguito di un aumento della tensione lungo il confine di Gaza. Così veniva riportato sul quotidiano al-Quds nella giornata di sabato.

Israele aveva bombardato la Striscia di Gaza nelle prime ore di mercoledì, dopo che dei miliziani avevano lanciato razzi verso il sud di Israele facendo seguito alla morte, per cancro, di un palestinese sotto la custodia israeliana.

Gli attacchi aerei di Israele sono stati i primi da quando, la stessa, aveva accettato un cessate il fuoco, mediato dall’Egitto, con Hamas.

Al-Quds ha riferito che Israele ha fatto sapere, attraverso l’Egitto, di ritenere Hamas responsabile di tutti gli attacchi provenienti dalla Striscia di Gaza.

La fonte riferiva che Israele aveva anche informato Hamas su come avrebbe risposto con azioni militari con la riduzione dei punti di accesso e delle zone dove era permessa la pesca, ad ogni violazione del cessate il fuoco.

Israele ha detto che se Hamas non è in grado di controllare la Striscia, dovrebbe renderlo noto ai mediatori egiziani allo scopo di riesaminare il cessate il fuoco.

Hamas ha risposto, anche lei tramite Il Cairo, e ha detto di aver rafforzato il controllo delle aree di confine e di aver detto a tutte le fazioni che erano tenute a rispettare il cessate il fuoco.

Hamas aveva sostenuto di aver arrestato i miliziani salafiti responsabili di aver lanciato missili verso Israele, secondo Al-Quds.

Secondo la fonte, Hamas aveva messo al corrente Il Cairo di non essere in grado di esercitare un totale controllo su Gaza, specialmente dopo la morte di Maysara Abu Hamdiyah tenuto in custodia da Israele.

Comunque, il movimento islamico ha affermato di star lavorando sodo per controllare la situazione e ha chiesto alle autorità egiziane di sollecitare Israele a trattenersi dall’effettuare ulteriori attacchi contro la Striscia di Gaza.

Giovedì, il ministro degli Interni di Gaza aveva respinto le affermazioni fatte da un gruppo salafita secondo cui i suoi membri sarebbero stati arrestati dalle forze di Hamas per aver lanciato razzi verso Israele.

Il portavoce del ministero degli Interni Islam Shahwan ha negato di aver effettuato un qualsivoglia “arresto per resistenza al nemico (Israele)”, sostenendo come tali azioni “non favorirebbero (la ricerca) del consenso (unità) nazionale. Il nostro apparato di sicurezza è parte della resistenza e non arresta nessuno che resista all’occupazione. Al contrario, noi incoraggiamo a resistere”, ha sostenuto Shawan.

Una fonte salafita ha dichiarato ad AFP che “l’apparato di sicurezza interna di Hamas ha arrestato due combattenti, negli ultimi due giorni. Uno è stato rilasciato dopo diverse ore. L’altro è ancora detenuto”.

La fonte ha detto che tutto ciò è parte di “una campagna volta a perseguire i salafiti dopo che gli stessi avevano bersagliato con razzi il territorio di Israele”.

Il “Mujahedinn Shura Council” ha affermato di aver lanciato razzi contro Israele, giovedì, come reazione alla morte di Abu Hamdiyah.

In una dichiarazione diffusa giovedì, il gruppo ha fatto appello “alle persone dotate di raziocinio, presenti in Hamas, perché facciano pressione sui suoi apparati di sicurezza al fine di rilasciare i salafiti arrestati”.

Traduzione per InfoPal a cura di Tito Cimarelli

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