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08/04 - DA CARCERE STATUNITENSE SIMÓN TRINIDAD DENUNCIA: NEGATOMI IL DIRITTO ALLA DIFESA

(9 Aprile 2013)

carcestat

Il Comandante delle FARC Simón Trinidad ha riferito delle aberranti violazioni ai diritti umani che subisce quotidianamente nel carcere degli Stati Uniti dove è rinchiuso, nel Colorado, e chiede alla Delegazione di Pace delle FARC all'Avana che denunci queste violenze di fronte al mondo, ed esiga al Governo colombiano di rispettare il mandato della Costituzione colombiana, i trattati internazionali relativi alla protezione dei diritti umani ed il Diritto Internazionale Umanitario nei confronti dei cittadini colombiani.
Estradato illegalmente, sulla base di montature giudiziarie, negli Stati Uniti (dove diverse giurie hanno più volte invalidato i processi a suo carico per l'assoluta inconsistenza delle cosiddette "prove" presentate, che erano state costruite ad arte da Uribe e dalla CIA), Simón Trinidad, secondo il suo avvocato in Colombia Ramiro Orjuela, subisce in carcere continue violazioni ai propri diritti; innanzitutto, il Comandante guerrigliero ha tenuto il suo ultimo colloquio con il proprio avvocato a fine marzo, e gli è stato permesso di parlare con lui solo per 2 minuti e 20 secondi. Inoltre, rincara Orjuela, secondo la Costituzione non è possibile estradare persone accusate di delitti politici; tale divieto è stato però aggirato attraverso la menzognera e infamante accusa di narcotraffico. Infine, secondo l'articolo 34 della Costituzione politica, sono proibite le pene di confino perpetuo ed ergastolo; ciononostante, Simón sconta una condanna di 60 anni, che equivale, all'atto pratico, ad un ergastolo. Simón subisce un trattamento crudele e degradante, dal momento che gli viene persino negato l'uso degli occhiali per leggere, non gli è concesso scrivere né comunicare, e non riceve cure mediche adeguate.
Simón Trinidad, così come i guerriglieri Sonia e Iván Vargas, anch’essi rinchiusi in carceri yankees, è un combattente bolivariano esempio di resistenza quotidiana e di dignità antimperialista; le losche e deliranti montature orchestrate ai loro danni non hanno nessun valore legale, e men che meno morale, e non sono servite a piegare la loro volontà d’acciaio.
Simón Trinidad, nella fattispecie, è stato anche scelto dal Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC come membro della loro Delegazione di Pace impegnata nei dialoghi all’Avana: il suo posto è al tavolo dei dialoghi, quale costruttore infaticabile della soluzione politica al conflitto sociale ed armato colombiano, e non a 60 metri di profondità in una cella illuminata dal neon 24 ore al giorno, nel cuore del mostro imperialista.

Associazione Nazionale Nuova Colombia

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