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Contro lo sfuttamento capitalista

(28 Aprile 2013)

Centinaia di lavoratori e vittime dell’amianto hanno manifestato oggi a Sesto San Giovanni, sotto la pioggia, per ricordare tutti i lavoratori assassinati in nome del profitto e contro lo sfruttamento degli esseri umani e la distruzione della natura.

Il corteo - partito dalla nostra sede, il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” dopo aver raggiunto la lapide in via Carducci posta dai lavoratori in ricordo dei compagni morti che recita: A PERENNE RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI MORTI A CAUSA DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA ORA E SEMPRE RESISTENZA - si è fermato per commemorarli.

Il presidente del nostro Comitato, dopo aver commemorato tutte le vittime dello sfruttamento e chiesto un minuto di silenzio, ha ricordato come in Italia le cifre dei morti sul lavoro e di lavoro siano da bollettino di guerra ha ricordato che “ogni anno ci sono 4000 morti causati dalle patologie asbesto correlate, 120mila nel mondo (una ogni 5 minuti) mentre altre migliaia di esseri umani (lavoratori e cittadini) vengono uccisi a causa di infortuni e malattie professionali e inquinamento). Concludendo il suo intervento Michele Michelino ha affermando che in “una società civile non si può accettare che sia normale che si continui a morire per il profitto. I diritti vanno conquistati e difesi ogni giorno e la lotta contro lo sfruttamento e per la giustizia sociale continua: contro i padroni, le istituzioni, l’Inps e l’Inail, contro cui altre iniziative verranno messe in campo nei prossimi giorni”.
Subito dopo sono stati liberati dei palloncini bianchi a rappresentare i morti causati dall’amianto e dallo sfruttamento.
Il corteo è poi proseguito fino al Centro di Iniziativa Proletaria dove si è tenuta un’assemblea aperta sulla strada in cui hanno preso la parola i rappresenti delle associazioni e dei comitati.
Quest’anno - per la prima volta dal 1997, dopo 16 anni dal giorno in cui abbiamo messo la lapide in ricordo dei nostri morti - erano presenti anche l’amministrazione comunale di Sesto con il Vicesindaco Claudio Zucchi e una delegazione della CGIL regionale.

Nei vari interventi è stato denunciato come la strage provocata dall’amianto sia uno dei più grandi “crimini di pace” del XX° secolo.
Una società civile non può accettare che l’unico diritto riconosciuto sia quello di fare profitti a scapito di tutti gli altri “diritti umani”. Contro le morti sul lavoro, gli infortuni e le malattie professionali si deve alzare forte la voce di tutti i lavoratori e dei cittadini, perché la salute viene prima del profitto.

Sesto S. Giovanni, 27 aprile 2013

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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