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(5 Gennaio 2012) Enzo Apicella

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(Il nuovo ordine mondiale è guerra)

"Droni” e diritti umani

(12 Maggio 2013)

Traduzione di Marx21.it

dronidiritti

11 Maggio 2013

Con Obama alla presidenza degli Stati Uniti i meccanismi della guerra nascosta hanno assunto una dimensione crescente nella catena bellicista della grande potenza imperialista. L'approfondimento della crisi sistemica e il pesante fardello delle guerre in Iraq e Afghanistan hanno aggravato l'indebitamento statunitense e rendono praticamente inevitabile la riduzione dei fondi del Pentagono. L'aggiornamento della strategia militare degli USA, con una maggiore propensione alle tecnologie della cosiddetta guerra intelligente, fa parte degli sforzi per adeguare, non intaccandola, l'agenda egemonica dei circoli dirigenti di Washington, la maggiore minaccia alla sicurezza internazionale. In conseguenza di ciò, quotidianamente, apparecchi aerei non pilotati, noti come droni, sparano furtivamente missili su “obiettivi” selezionati in Asia Centrale, nella Penisola Arabica, nel Medio Oriente, nel Corno e nel Nord d'Africa.
Una clamorosa violazione del diritto internazionale e della sovranità e integrità territoriale degli stati in nome della “lotta al terrorismo”. Le liste degli assassini sono preventivamente approvate al più alto livello della leadership nordamericana. Apparecchi Predator e Reaper della CIA e del Pentagono comandati a migliaia di chilometri di distanza dal “teatro delle operazioni” eseguono massacri sotto l'eufemismo di operazioni militari speciali. Nessuno saprà mai con certezza il numero delle vittime di questi attacchi di pirateria che apparentemente non colpiscono le popolazioni. Ma fonti insospettabili di antiamericanismo calcolano che più di 3.000 esseri umani siano morti nel corso dell'ultimo decennio.

Nulla può scuotere il coro degli apostoli del pensiero unico e dei supremi valori di libertà, democrazia e...diritti umani.

Anche godendo dell'impunità dei potenti e della benevolenza della comunicazione sociale è comunque impossibile nascondere l'utilizzo del terrorismo di Stato al massimo grado. L'ONU ha aperto un'inchiesta che porterà alla presentazione di una relazione all'Assemblea Generale. L'iniziativa è partita da Pakistan, Russia e Cina. L'inchiesta concentra l'attenzione sugli attacchi con droni in Afghanistan, Pakistan, Yemen, Somalia e Palestina compiuti da USA, Regno Unito e Israele. Oltre alla violazione dei diritti di sovranità, i dati della relazione in preparazione evidenziano l'esistenza di crimini di guerra che comprendono anche attacchi deliberati contro squadre di soccorso e funerali. Non si deve sperare, in ogni caso, che l'inchiesta dell'ONU possa condurre alla fine ad appurare completamente le responsabilità.

Mentre nel centro capitalista aumentano la povertà e il malcontento sociale, la nuova dottrina bellicista degli USA favorisce sempre di più la dislocazione di contingenti militari speciali e la realizzazione di una gamma di azioni tattiche con effetti profondi, di ordine strategico. E' sintomatico che nel 2012 il capo del Comando delle Operazioni Speciali degli USA abbia proposto di allestire operazioni segrete con catene di comando flessibili – con il potere di passare oltre i circuiti formali di approvazione da parte dello stesso Pentagono – in tutto il mondo e particolarmente in Africa, Asia e America Latina. Allo stesso tempo, gli USA pianificano l'articolazione delle capacità della NATO in zone nevralgiche del pianeta, indispensabili al mantenimento del dominio dei grandi gruppi economico-finanziari e alla realizzazione del circuito di spoliazione, appropriazione e accumulazione capitalista. Attraverso l'asse transatlantico e il ricorso ad alleanze strategiche (i casi dell'Australia e del Giappone), si sta installando lo scudo globale antimissilistico allo scopo di annientare il potere nucleare di dissuasione di Russia e Cina, dal momento che le renderebbe vulnerabili alla minaccia di un attacco demolitore. Al suono dei tamburi di guerra, la macchia destabilizzante del Grande Medio Oriente si allarga, penetra le frontiere del Sahel e il cuore dell'Asia.

Sono serie le minacce alla pace mondiale. Ma né la barbarie, né il tentativo di creare un nuovo modello di sfruttamento e di repressione potranno rallentare la parabola decadente del capitalismo e fermare l'avanzata della lotta per un mondo migliore.

Luis Carapinha - www.avante.pt

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