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Per i tre operai della Fiat

Per i tre operai della Fiat

(25 Agosto 2010) Enzo Apicella
Melfi. La Fiat licenzia tre operai, il giudice del lavoro li reintegra, la Fiat li invita a rimanere a casa!

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(Licenziamenti politici)

No agli esuberi! No al precariato!

volantino diffuso alla Unicab di Roma contro gli "esuberi

(14 Ottobre 2004)

Pochi giorni fa, in occasione dell’ultimo rinnovo contrattuale, tre lavoratori dell’Unicab non sono stati riconfermati.

Si tratta di un grave atto antisindacale nei confronti di una delegata, di due persone che hanno cercato di battersi per migliorare le condizioni di lavoro in azienda, e quindi a tutti i lavoratori.

Questo è un attacco nei confronti di tutti i lavoratori, stabilisce un pericoloso precedente che mette a repentaglio la possibilità di difendere in futuro le condizioni di lavoro inaccettabili cui ogni giorno siamo costretti a lavorare.

A tutt’oggi Unicab non ha ancora fornito le motivazioni ufficiali che hanno determinato l’allontanamento dei 3 lavoratori, sostenendo di non avere obblighi di legge in tal senso.

L’assemblea sindacale che si è svolta la mattina del 30 settembre ha eletto 2 lavoratori che si sono incaricati di discutere insieme a tre delegati sindacali la questione con l’azienda ma le uniche spiegazioni che ci sono state fornite sono tanto accuse tanto gravi quanto generiche ed assolutamente prive di fondamento.

Tutto questo conferma in modo inequivocabile come l’allontanamento di queste tre persone sia il tentativo di eliminare degli elementi scomodi!

Si tratta infatti degli unici 3 contratti non rinnovati proprio nel momento in cui l’azienda è in espansione e sta ingrandendo fortemente il suo organico.

Questa ingiustizia merita una risposta compatta e determinata da parte dei lavoratori e del sindacato.

Quanto è successo potrebbe infatti ripetersi nel prossimo futuro con chiunque provi ad alzare la testa per esprimere il proprio dissenso nei confronti delle decisioni arbitrarie del nostro datore di lavoro, creando un clima insopportabile di sottomissione.



Per questo crediamo sia importante che il sindacato metta in campo tutte le azioni possibili nei confronti dell’azienda, dimostrando che si tratta di un atteggiamento antisindacale, per farla tornare sui suoi passi e rinnovare tutti i contratti in scadenza. Arginare oggi questo attacco significa garantirsi per domani la possibilità di continuare a batterci insieme per i nostri diritti e per migliorare le nostre condizioni di lavoro.

Silvia Ruggirei (delegata sindacale NIDIL-CGIL)
Giordano Amato (Francesco Fumarola)

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