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(28 Maggio 2011) Enzo Apicella
Fincantieri chiude gli stabilimenti di Sestri Ponente e di Castellammare di Stabbia e annuncia 2.500 licenziamenti.

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(Lotte operaie nella crisi)

Tutti a Roma il 18 maggio con gli operai metalmeccanici

(15 Maggio 2013)

Manifestiamo la sfiducia operaia al governo Letta-Alfano
Per un’alternativa di rottura con un sistema moribondo!

Compagni, operai, i padroni per cercare di uscire dalla profonda crisi del loro sistema inaspriscono l’offensiva: licenziamenti di massa, smantellamento di interi settori, riduzioni salariali, demolizione dei CCNL e dei diritti come quello di sciopero, ricatti…vogliono ridurci a loro schiavi per “competere sui mercati”.
Intanto la politica di austerità e di regressione sociale, imposta da UE-BCE-FMI e applicata dai governi borghesi che si succedono, sta distruggendo la nostra vita e il futuro delle nuove generazioni.
Da quando è scoppiata la crisi capitalistica a pagare sono stati solo gli operai e la povera gente. Prima con Berlusconi, poi con Monti migliaia di miliardi di fondi statali sono andati a banche e imprese, ai responsabili della crisi che si sono arricchiti sempre più, mentre i lavoratori, i giovani e le donne del popolo fanno la fame.
Questa politica, portata avanti col sostegno dei riformisti del PD, prosegue col governo Letta Alfano che, in nome delle “larghe intese” e della “coesione sociale” volute da Napolitano, è al servizio dei monopoli finanziari, della UE, degli Usa, del Vaticano, dei malfattori che hanno rovinato il paese. Non caso non c’è nessun piano per lo sviluppo dell’occupazione, nessuna misura per far pagare la minoranza ricca.
Possiamo rassegnarci ai sacrifici senza fine per salvare i profitti? Possiamo fidarci delle solite promesse?
No, la classe operaia non mollerà mai! La manifestazione nazionale indetta dalla FIOM il 18 maggio è un passaggio importante per esprimere la sfiducia operaia al governo dell’oligarchia e rilanciare il fronte unico di classe contro le politiche antioperaie e di austerità. Scendiamo uniti e combattivi in piazza per rivendicare:
Lavoro per tutti, divieto di licenziare nelle imprese che fanno profitti e per motivi speculativi
Esproprio senza indennizzo delle aziende che chiudono, delocalizzano e inquinano
Aumento dei salari, riduzione dell’orario e dei ritmi, Cig al 100% senza limiti di tempo
Difesa intransigente delle conquiste e dei diritti dei lavoratori, veri CCNL, ripristino art. 18
Basta con il neoliberismo, la politica di austerità e di guerra!
La crisi e i debiti devono essere pagati da chi li ha causati: i capitalisti, i ricchi, i parassiti!
I soldi vanno presi dai profitti, dalle rendite, dall’evasione, dai patrimoni del 10% che possiede il 50% della ricchezza, da corrotti e mafiosi, dalle spese militari, da stipendi e pensioni d'oro di manager, parlamentari, etc.
Non possiamo più aspettare, è vero! Rimettiamo allora al centro le nostre esigenze, non quelle dei “mercati finanziari”. Riprendiamo fiducia nella nostra forza spezzando i freni dei collaborazionisti, per imporre le esigenze operaie e far pagare chi non ha mai pagato. Altro che “raffreddamento” del conflitto!
Il tempo delle illusioni parlamentari e della moderazione è finito. Non c’è più spazio per ipotesi riformiste e il populismo fa il gioco dei padroni. Di fronte alla decomposizione del sistema capitalista, allo sfacelo della “sinistra” borghese, la classe operaia deve riorganizzarsi e combattere sul terreno politico e sociale contro la vecchia società che crolla, per l’alternativa rivoluzionaria e socialista, per la propria emancipazione!
Lottiamo per l’unità sindacale di classe, creiamo organismi di Fronte unico (Consigli e Comitati) nei posti di lavoro, tra i disoccupati, costruiamo un ampio Fronte popolare con tutte le forze che resistono al capitale.
Il solo vero cambiamento è un Governo degli operai e degli altri lavoratori sfruttati, che sorga dalla lotta di delle masse e si basi sui loro organismi per prendere misure spietate contro il capitale finanziario, aprendo così la strada ad un nuovo e superiore sistema sociale fondato sulla proprietà sociale dei mezzi di produzione.
Per tornare ad avanzare e vincere è indispensabile ricostruire al più presto un’adeguata direzione politica: il Partito comunista del proletariato. Di qui il nostro appello ai sinceri comunisti e agli operai avanzati a rompere definitivamente con gli opportunisti e riunirsi al più presto sotto le bandiere del marxismo-leninismo e dell’internazionalismo proletario. Organizziamoci!

Piattaforma Comunista

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