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Per i tre operai della Fiat

Per i tre operai della Fiat

(25 Agosto 2010) Enzo Apicella
Melfi. La Fiat licenzia tre operai, il giudice del lavoro li reintegra, la Fiat li invita a rimanere a casa!

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(Licenziamenti politici)

Fumata nera per Antonini: il ferroviere non verrà reintegrato al lavoro e annuncia il ricorso

(5 Giugno 2013)

riccantonin

04-06-2013

LUCCA, 4 giugno - “Una sentenza vergognosa. Che subordina la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro a potenti e poteri forti. E' una sorta di istigazione a penalizzare salute, sicurezza ed ambiente”, è dura la reazione di Riccardo Antonini all'uscita dal tribunale di Lucca, dopo che il giudice del lavoro Nannipieri ha deciso di respingere la sua richiesta di ricorso contro il licenziamento da Ferrovie avvenuto il 7 novembre 2011, all’indomani della chiusura dell’incidente probatorio nel quale aveva prestato gratuitamente consulenza ai familiari delle vittime della strage di Viareggio.

Il gruppo Fs spiegò che l'interruzione del rapporto di lavoro con Rfi fu conseguenza delle 'gravi ingiurie e dei pesanti insulti rivolti all'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti' durante una manifestazione a cui partecipo' Antonini, nel settembre 2011 a Genova, comportamento che ruppe 'il rapporto fiduciario' tra azienda e dipendente.

Dopo 4 udienze (5 luglio, 2 ottobre 2012 e 22 gennaio, 11 marzo 2013), oggi la sentenza definitiva: il ferroviere non verrà reintegrato nel suo posto di lavoro. Licenziato.

“Questo giudice si è assunto una responsabilità pesante come un macigno - dichiarano dall'Assemblea 29 giugno in un comunicato inviato alla stampa -. Riverente e succube dei poteri forti, complice di datori di lavoro che sacrificano la sicurezza per il profitto. E' una sentenza – continuano - che avrà pesanti responsabilità sulla vita dei lavoratori, dei viaggiatori e dei cittadini – Lo stillicidio di morti sui binari proseguirà incessantemente. Dal 2007 ad oggi sui binari sono morti 38 lavoratori: uno ogni due mesi! Si tratta di una vile aggressione all'attività dei ferrovieri impegnati sulla sicurezza e in difesa della salute”.

Erano in molti questa mattina in via Galli Tassi: un presidio partecipato di familiari, lavoratori, cittadini arrivati per mostrare solidarietà ad Antonini che annuncia comunque che proporrà ricorso contro la sentenza.

“Abbiamo visto la vergogna dei periti nell'incidente probatorio della strage di Viareggio (sul libro paga delle ferrovie) - concludono dall'Assemblea - smentiti dalla Commissione ministeriale rispetto alla foratura della cisterna; assisteremo anche alla vergogna delle falsità dei testimoni di Moretti addetti alla sua scorta e sul libro paga delle ferrovie”.

Solidarietà arriva anche dal Partito dei Comunisti Italiani della Federazione di Lucca e Versilia che in una nota esprime "tutto il proprio sdegno e la propria indignazione di fronte alla sentenza. La vicenda di Riccardo è nota a tutti: il suo impegno indefesso per la sicurezza del sistema ferroviario dovrebbe essere preso come esempio da tutti coloro che si professano fautori della verità e della giustizia, in particolare per quanto riguarda la Strage di Viareggio. Tuttavia la sentenza del giudice Nannipieri non è incredibile: in un mondo nel quale la sicurezza, i diritti e la vita stessa sono quotidianamente sacrificati in nome del profitto, tale sentenza può solo essere definita complice".

Fumata nera per Antonini: il ferroviere non verrà reintegrato al lavoro e annuncia il ricorso

04-06-2013 / Attualità / La redazione

LUCCA, 4 giugno - “Una sentenza vergognosa. Che subordina la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro a potenti e poteri forti. E' una sorta di istigazione a penalizzare salute, sicurezza ed ambiente”, è dura la reazione di Riccardo Antonini all'uscita dal tribunale di Lucca, dopo che il giudice del lavoro Nannipieri ha deciso di respingere la sua richiesta di ricorso contro il licenziamento da Ferrovie avvenuto il 7 novembre 2011, all’indomani della chiusura dell’incidente probatorio nel quale aveva prestato gratuitamente consulenza ai familiari delle vittime della strage di Viareggio.

Il gruppo Fs spiegò che l'interruzione del rapporto di lavoro con Rfi fu conseguenza delle 'gravi ingiurie e dei pesanti insulti rivolti all'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti' durante una manifestazione a cui partecipo' Antonini, nel settembre 2011 a Genova, comportamento che ruppe 'il rapporto fiduciario' tra azienda e dipendente.

Dopo 4 udienze (5 luglio, 2 ottobre 2012 e 22 gennaio, 11 marzo 2013), oggi la sentenza definitiva: il ferroviere non verrà reintegrato nel suo posto di lavoro. Licenziato.

“Questo giudice si è assunto una responsabilità pesante come un macigno - dichiarano dall'Assemblea 29 giugno in un comunicato inviato alla stampa -. Riverente e succube dei poteri forti, complice di datori di lavoro che sacrificano la sicurezza per il profitto. E' una sentenza – continuano - che avrà pesanti responsabilità sulla vita dei lavoratori, dei viaggiatori e dei cittadini – Lo stillicidio di morti sui binari proseguirà incessantemente. Dal 2007 ad oggi sui binari sono morti 38 lavoratori: uno ogni due mesi! Si tratta di una vile aggressione all'attività dei ferrovieri impegnati sulla sicurezza e in difesa della salute”.

Erano in molti questa mattina in via Galli Tassi: un presidio partecipato di familiari, lavoratori, cittadini arrivati per mostrare solidarietà ad Antonini che annuncia comunque che proporrà ricorso contro la sentenza.

“Abbiamo visto la vergogna dei periti nell'incidente probatorio della strage di Viareggio (sul libro paga delle ferrovie) - concludono dall'Assemblea - smentiti dalla Commissione ministeriale rispetto alla foratura della cisterna; assisteremo anche alla vergogna delle falsità dei testimoni di Moretti addetti alla sua scorta e sul libro paga delle ferrovie”.

Solidarietà arriva anche dal Partito dei Comunisti Italiani della Federazione di Lucca e Versilia che in una nota esprime "tutto il proprio sdegno e la propria indignazione di fronte alla sentenza. La vicenda di Riccardo è nota a tutti: il suo impegno indefesso per la sicurezza del sistema ferroviario dovrebbe essere preso come esempio da tutti coloro che si professano fautori della verità e della giustizia, in particolare per quanto riguarda la Strage di Viareggio. Tuttavia la sentenza del giudice Nannipieri non è incredibile: in un mondo nel quale la sicurezza, i diritti e la vita stessa sono quotidianamente sacrificati in nome del profitto, tale sentenza può solo essere definita complice".

La Redazione
@LoSchermo

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