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Siria, studiare in tempo di guerra

(5 Giugno 2013)

Negli ultimi due anni, i siriani hanno tentato di mettere da parte la paura della morte proseguendo nelle piccole attivita' quotidiane. Come studiare per ottenere il diploma.

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di Omar al-Sheikh - Al Akhbar

Damasco, 5 giugno 2013, Nena News - Solo le menti degli studenti possono continuare a lavorare durante la crisi. Mescolano simultaneamente morte e futuro. Non evocano spiriti o incantesimi, ma la lotta politica nel Paese li costringe a calcolare l'impatto della disperazione e della resistenza, anche se si tratta di un'illusione.

Questo giugno, migliaia di studenti siriani saranno impegnati negli esami per ottenere il diploma di scuola superiore. Gli esami si terranno a Damasco. Sono pronti ad aprire le scuole per gli studenti, dicono, ma non possono garantire la sicurezza.

Dopotutto, come un qualsiasi passante, la fortuna è la bussola che li guida. Ma loro credono "nel futuro del Paese, per noi e per i nostri figli", dice Farah, che sta aspettando di dare il suo esame. Viene dal campo profughi palestinese di Yarmouk. Molti sono come Farah. Non vogliono aspettare che la situazione si risolva, credono che la vita vada avanti, nonostante le tragedie capitate alle loro famiglie.

"Ho perso mio padre ad Homs e ci siamo spostati a Damasco un anno fa - racconta Rahma, un'altra studentessa - Mia madre era disperata e ho pensato che solo continuando a studiare l'avrei resa felice. I miei fratelli hanno accettato di pagarmi scuole private per prepararmi al diploma". Lei e i suoi colleghi sembrano credere che la morte non li toccherà mai: "La paura è ovunque, ma non c'è problema. A nessuno importa dei giovani in questa fase critica per la nostra educazione. Molti degli studenti non hanno più speranza. Le regole sono molto strette in termini di presenza. Tutti pensavano di poter facilmente seguire le lezioni, ma nell'ultimo mese le classi erano quasi vuote a causa della situazione fuori".

Gli obiettivi e le aspirazioni degli studenti erano bloccati da checkpoint e lunghe ore d'attesa. Alcuni vivono a centinaia di chilometri di distanza dai centri per gli esami. Il Ministero dell'Educazione siriana ha proposto di facilitare il trasferimento degli studenti verso i centri più vicini alle loro case.

Tuttavia, Ammar, che vive nel quartiere Midan di Damasco, è ancora preoccupato: "Il mio centro per l'esame avrebbe dovuto essere a Rukn al-Din, ci vuole un'ora e mezzo per raggiungerlo. Ero molto in ansia negli ultimi 15 giorni, finche' non mi hanno comunicato che sarei stato trasferito in un centro vicino a dove vivo". Migliaia di studenti siriani sembrano vivere nello stesso stato d'allerta. "I studenti soffrono più di tutti - dice uno di loro - Anche i problemi di famiglia possono essere una distrazione, senza nominare esplosioni, bombe, scontri e blocchi stradali. Come si fa a studiare e passare gli esami?".

Molti studenti siriani hanno posposto gli esami all'anno prossimo. Altri sono stati privati della possibilità di dare gli esami, o dai familiari o dalle forze di sicurezza. Alcuni genitori preferiscono rinunciare all'educazione in tempo di guerra: "C'è l'inferno fuori, c'è tempo di studiare?", dice Abdul-Karim. Indica suo figlio, studente alle superiori, che lo sta aiutando nel suo negozio di scarpe a Damasco. Il figlio non sembra felice dell'intenzione del padre di cancellare la sua registrazione agli esami. Ma sembra essersi arreso, forse per paura.

Abir è stata sospesa dagli esami perché non ha partecipato alle lezioni per venti giorni consecutivi. Quando la decisione le è stata comunicata, non c'era molto da fare. "I suoi genitori non l'hanno mandata a scuola per paura", dice un professore.

E mentre si prosegue con la preparazione degli esami, le immagini di morte bloccano le speranze degli studenti. Non hanno dimenticato i segni della morte nella Scuola di Architettura di Damasco o i missili che hanno colpito la caffetteria dell'Università lo scorso marzo, uccidendo decine di persone. Ahd, studente che vive nel quartiere di Mazzeh di Damasco, dice: "Ho cambiato idea sugli esami solo pochi giorni fa. Un amico di infanzia è stato ucciso vicino alla sua casa quando un missile è caduto nella zona. Non parteciperò".

Nena News

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