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(6 Novembre 2010) Enzo Apicella
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CINA: IL PROFITTO PRIMA DI TUTTO

Muoiono 100 lavoratori in una trappola per topi in Cina

(8 Giugno 2013)

di Zigor Aldama (*); da kaosenlared; 5.6.2013


Alle 6 della mattina dello scorso lunedì, il macello di galline della città di Dehui, nella provincia del nord di Jilin, era strapiena di lavoratori.

Era il momento in cui coincidevano due turni di circa 350 persone. “Ero appena entrato a lavorare con altri cento lavoratori in uno dei due reparti dell’edificio. Poco dopo qualcuno ha gridato ‘correte!’ e noi siamo corsi verso la porta, che era a circa 40 metri dal mio posto. All’improvviso le luci si sono spente e siamo rimasti al buio” .Poco dopo, Wang Fengya, una lavoratrice di 44 anni che ieri ha raccontato quanto è successo all’agenzia ufficiale di notizie della Cina, la Xinhua, vedeva le “grandi fiamme” che all’improvviso avevano creato una grande colonna di fumo e bruciavano l’azienda avicola.


Wang ha avuto fortuna e ustioni lievi, ma almeno 119 lavoratori del mattatoio sono morti bruciati all’interno dell’azienda Jilin Baoyuanfeng Poultry. Alcuni potrebbero essere morti schiacciati. Ma, come ha raccontato ieri un’altra dei superstiti, Guo Yan, una gran folla ha provocato il fuggi fuggi e schiacciato vari lavoratori che cercavano le porti laterali. “Potevo solo trascinarmi disperatamente”, ha detto.
E avrebbe potuto essere molto peggio, perchè l’azienda impiega 1.200 persona ma si stava lavorando molto meno della capacità massima a causa della caduta del consumo di carne di pollo provocata dal nuovo ceppo di influenze aviaria.


Secondo l‘inchiesta iniziale, gli elementi che hanno provocato la tragedia sono la mancanza di misure di sicurezza, il fatto che le porte erano chiuse e la struttura interna del capannone prefabbricata. Quello che non è chiaro è come è iniziato il fuoco. Anche se vari sopravvissuti hanno detto alla catena televisiva CCTV di avere udito una forte detonazione e altri hanno fatto riferimento alla possibilità che l’incendio sia cominciato in uno spogliatoio, ieri sera le autorità non hanno dato alcun informazione in merito.

Ciò nonostante alcuni esperti, citati dalla stampa chinese, pensano ad una possibile fuga di ammoniaca come detonatore del rogo, cosa che potrebbe spiegare il forte odore e le emicranie che gli abitanti di Dehui hanno sofferto.


Quello di Jilin Bbaoyuanfeng è il peggiore incendio dell’ultimo decennio in Cina, un paese in cui molti edifici mancano di misure di sicurezza elementari. Anche se la normativa è severa, la corruzione fa sì che molti imprenditori la evadano, cosa che provoca un alto costo umano. Così, nel 2008, morirono 44 persone in una discoteca di Shenzhen; due anni dopo altri 56 persero la vita quando un grattacielo in costruzione bruciò completamente a Shanghai; e poco dopo si aggiunsero altre 19 vittime nel rogo che distrusse un centro commerciale nella stessa provincia del macello che è bruciato ieri.




(*) Giornalista basco, è il corrispondente spagnolo con maggiore esperienza dell’Asia.

Traduzione di Daniela Trollio, Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”

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