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La Fiom e la Fiat

La Fiom e la Fiat

(29 Dicembre 2010) Enzo Apicella
La Cgil attacca la Fiom per essersi opposta al ricatto di Marchionne

Tutte le vignette di Enzo Apicella

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(Capitale e lavoro)

FIAT POMIGLIANO: SCIOPERI E PRESIDI - UOMINI E DONNE ASSEDIANO MARCHIONNE

“CATENE AL RILENTO, ANZI LENTISSIME, QUASI FERME IN FABBRICA”

(22 Giugno 2013)

Comunicato stampa

SONO BEN 147.100 (CENTOQUARANTASETTEMILACENTO) I LAVORATORI LICENZIATI DA FIAT AUTO IN 34 ANNI – OGGI NE RIMANGONO APPENA 21.900 - QUASI TUTTI IN “CASSA” ! CHI SABOTA CHI…?!

Da ieri sera all’alba di stamane un vero e proprio muro umano (di operai ed operaie, delegazioni di lavoratori delle fabbriche Fiat di tutta Italia, le donne del comitato mogli degli operai - che indossavano una significativa t-shirt con la scritta “avanti tutta - diamo scacco matto a Marchionne” - artisti, forze politiche e sociali, studenti, parroci dell’hinterland) ha risposto all’appello di Slai cobas e Fiom presentandosi ai presidi. Tanti i lavoratori comandati al sabato che hanno aderito allo sciopero: lo dimostra l’arrivo agli ingressi dei pullman vuoti (quelli solitamente gremiti che accompagnano al lavoro gli operai).

“Abbiamo voluto gettare un ‘ponte’ di solidarietà e unità operaia e la riuscita di questa mobilitazione ci dà ragione”… dichiara soddisfatta Mara Malavenda. Secondo la coordinatrice nazionale di Slai cobas, “da Pomigliano oggi è partito un segnale forte per tutti i lavoratori italiani perché stiamo costruendo la sconfitta politica di Marchionne che distrugge le fabbriche e sta precipitando l’Italia al disastro sociale stile Grecia”.

Inquietanti e dettagliati i dati occupazionali che fornisce il sindacato di base. Si tratta di una vera e propria strage di posti di lavoro.

Andamento dell’occupazione in Fiat Auto (tra chiusure impiantistiche, licenziamenti,
pensionamenti e turn-over non rimpiazzato) dal 1979 ad oggi:

Nel 1979 la Fiat Auto spa contava 135.000 addetti negli stabilimenti italiani cui (dal 1986) vanno aggiunti i 34.000 addetti del gruppo Alfa Romeo (all’epoca svenduto dall’IRI alla Fiat) per un totale di 169.000 addetti complessivi. Tra il 1979 ed il 1991 sono stati espulsi dal ciclo produttivo 70.500 lavoratori. Intanto già la Fiat procedeva alla chiusura di interi stabilimenti tra i quali Lancia (Chivasso), Alfa Romeo (Portello) Autobianchi (Desio), Maserati (Lambrate), Sevel Campania (Pomigliano), seguiti negli anni dall’Alfa Romeo di Arese ed in ultimo e tra altri dagli impianti di Termini Imerese.

La situazione occupazionale del gruppo Fiat Auto (aggiornata ai dati del 15 luglio 2012) registra 21.900 dipendenti negli impianti produttivi italiani. Ad oggi la situazione occupazionale è ancora ulteriormente decurtata ed il futuro prospettato “non fa ben sperare”... Tenuto conto che gli impianti ‘superstiti’ sono in cassa integrazione e mancanti di verosimili e realistici piani industriali. Il fatto è che quelli “alla Marchionne” sono realizzati solo sulla carta dei giornali e nelle televisioni.

Per questo ci apprestiamo a convocare in Assemblea in Parlamento le forze politiche disponibili a schierarsi con gli operai Fiat - senza se e senza ma - dove presenteremo un dettagliato dossier sulla Fiat perché è tempo di mettere il Lingotto sotto inchiesta !

Pomigliano d’Arco. 22 giugno 2013

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate

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