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Salvate la Sanità

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(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
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La Marea bianca scende in piazza in difesa della sanità pubblica.

(24 Giugno 2013)

Dal quotidiano online Publico

mareablancsan

Madrid, Cuenca, Albacete, Murcia, La Rioja, Saragozza, Gran Canaria e Tenerife, tra le altre, hanno manifestato questa domenica contro la privatizzazione del sistema sanitario.

Migliaia di cittadini di diverse città come Madrid, Cuenca, Saragozza, Gran Canaria, Albacete, Murcia, La Rioja e Tenerife sono scesi in piazza nel pomeriggio di oggi in difesa della sanità pubblica.
Al grido di “Riforma sanitaria, riforma funeraria” , i manifestanti della Marea blanca di Madrid, la manifestazione più numerosa, hanno sfilato oggi a mezzogiorno dalla Puerta del Sol alla località di Alcalà.
Le mobilitazioni nelle altre città hanno avuto inizio alla stessa ora, con la eccezione di Saragozza, dove l’iniziativa è stata anticipata alle 11.00, con la parola d’ordine: “Contro la privatizzazione della Sanità. Solidarietà con le lavoratrici delle pulizie”.
Tali mobilitazioni seguono di due giorni la notizia che il giudice ha accolto la querela dell’associazione di medici Afem contro i responsabili della Sanità di Madrid per prevaricazione, corruzione, frode e malversazione nell’esternalizzazione della Sanità. In seguito a ciò, l’associazione PATUSALUD ( Piattaforma Assembleare dei lavoratori e degli utenti per la Salute ) convocavo per oggi a Mezzogiorno una Marea blanca nazionale.
In un comunicato, PATOSALUD denuncia Che “numerosi governi autonomi” sono intenzionati a trasformare il sistema sanitario nazionale “in un sistema che trasformi gli utenti in clienti, e che mercifichi le prestazioni sanitarie, travasando una parte cospicua delle nostre tasse ad imprese private a scopo di lucro”.
Con tale dichiarazione si fa riferimento a Ribera Salud, Sanitas e Hima San Pablo, di Puerto Rico, che mirano alla gestione di sei ospedali pubblici madrileni ( Sureste, Infanta Leonor, Henares, Infanta Sofia, Infanta Cristina e Tajo ). Con migliaia di fogli di carta bianchi partiva dalla Puerta del Sol la Marea Blanca di Madrid, lavoratori e pazienti, che davano inizio alla loro protesta davanti alla sede del Governo Regionale, con lo slogan “Per un milione di ragioni. No alla privatizzazione della Sanità pubblica”, con allusione al milione di firme raccolte dalla Consulta popolare dal 5 al 10 maggio. Perciò, i manifestanti esponevano fogli bianchi con il “si” scritto in grande.
“Priviamoci dei privatizzatori”, “salvano banche, chiudono ospedali”, poteva leggersi negli striscioni esposti dai manifestanti della Marea blanca madrilena. Tre donne medico di prima assistenza hanno spiegato che erano lì perché “Lottiamo per ciò che è di tutti, e ciò che è nostro non si vende”, così come una Ausiliaria dell’ospedale di Getafe affermava che era andata alla marcia “per impedire che si privatizzi la Sanità, non solo come lavoratrice, ma anche come paziente. Siamo, a quanto pare, il terzo sistema sanitario europeo, e non vogliamo che questo cambi”.
Tra i manifestanti, erano presenti slogans come “a te la bustarella, a me i tagli “. Una lavoratrice del Pronto soccorso della Fondazione Alcorcòn spiegava che era lì non solo come lavoratrice, ma anche come utente, e che “è una vergogna che con tutti i tagli siamo privati della possibilità di fare il nostro lavoro. Nei reparti di urgenza i pazienti stanno nei corridoi, sono privati della loro intimità, mentre noi medici dobbiamo sottoporci a ritmi insostenibili.
La Marea Blanca, che ha colorato di bel bianco dei suoi volantini le strade, iniziava poco dopo a sfilare, dietro lo striscione “Per un milione di ragioni. No alla privatizzazione della Sanità pubblica”, raggiungeva un’ora e mezzo più tardi la Puerta de Alcalà. Alla testa del corteo, cittadini che indossavano magliette con le mappe delle Comunità autonome, hanno sfilato al grido “Dal nord al sud, all’est all’ovest, continuiamo la lotta, costi quel che costi”.
La lotta contro le esternalizzazioni nella Sanità pubblica, rappresentata oggi da questa Marea Blanca, ha voluto svincolarsi da ogni ideologia politica (…).
Al momento dell’arrivo del corteo alla Puerta de Alcalà, si è data lettura di un manifesto, in cui si ribadiva che gli ospedale stanno per essere “spogliati, dissanguati e ammanettati”. Si è, inoltre, denunciato il sistema delle esternalizzazioni, “che favorisce assicurazioni e banche”, così che in pochi anni “il servizio pubblico sarà un servizio di beneficienza”.
L’iniziativa si è conclusa con un minuto di silenzio “per le persone che perdono la vita negli ospedali privati e per il diritto universale all’assistenza”. Durante tale minuto, i manifestanti hanno levato al cielo i loro cartelli con la parola “Si”, ed un applauso silenzioso con le mani in alto.
Un altro applauso, questa volta sonoro, ha ricordato i lavoratori della clinica Federica Montseny incarcerati la settimana passata, per aver occupato il Centro di Salute di Vallecas nella loro lotta contro le privatizzazioni.(…)


23/06/2013

Traduzione a cura di Leonardo Donghi

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