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(20 Agosto 2013) Enzo Apciella

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Gradisca (GO): Sequestrare il C.P.T. è possibile!!

Basta con il doppio gioco dei politici! Basta con le provocazioni di Pisanu!

(1 Novembre 2004)

Testo del volantino distribuito ieri sera a Gradisca all'iniziativa del comitato e della rete contro i cpt con la giornalista di Report.

In questi mesi abbiamo assistito ad un continuo, unanime pronunciamento di contrarietà alla trasformazione della ex Caserma "Ugo Polonio" di Gradisca in uno dei famigerati C.P.T. (Centri di Permanenza Temporanea per immigrati).
La responsabilità ovviamente è dei politici felloni che a parole si dicono contrari e nella pratica non hanno fatto alcuna iniziativa tesa a contrastare l'arroganza del Ministero, oggi nella persona di Pisanu.
Pisanu sa bene che in Friuli VG si fa quello che si vuole e per dimostrarlo si prende anche gioco della popolazione dicendo che il CPT servirà solo per cladestini del Nord Est. Ma vi rendete conto che ci trattano come degli
imbecilli??!!
Vediamo il quadro della situazione a Gradisca.
Cosa ha messo in atto l'ex Sindaco Fabris se non enunciare la frase oramai di rito "Faremo come a Scanzano !"? In realtà poi pare che abbia rettificato affermando che intendeva dire "Faremo come a Staranzano" cioè un bel ordine
del giorno di contrarietà in Consiglio Comunale e finita lì.
Casa sta facendo il Sindaco Tommasin se non aspettare che qualcuno faccia qualcosa? Ma è andato almeno a fare pressione all' ASL affinchè gli diano una risposta sulla questione dell'amianto? O è ancora che aspetta?
Cosa fa Brandolin se non esercitarsi nella imitazione di Gerard Depardieu e continuare con la fiction politica fatta di partecipazione ai cortei, parole roboanti senza alcun riscontro pratico? Ha dato qualche ordine al settore ambiente della Provincia per indagare sulle violazioni del Decreto 471? Dimenticavamo che l'attuale Assessore Provinciale all'Ambiente è quel tale Ing. Sturzi ben noto per aver brevettato la "politica dello sturzo"
consistente nell'infilare la testa (invece che nella sabbia come lo struzzo)nei fanghi di dragaggio in modo da non vedere niente neanche quando la toglie!

Ed infine cosa ha fatto Illy se non sparate demenziali come quella che il CPT se lo prenda il Presidente della Regione Veneto, Galan il quale gli ha risposto, "non sono mica mona tientelo tu".

Cosa aspettano i Sindaci dell'Isontino, il Presidente della Provincia il Presidente della Regione ad andare in Procura a Gorizia a sollevare le violazioni già denunciate con un esposto ambientalista presentato da un nostro compagno, e far presente che ciò comporta il SEQUESTRO DEL SITO?

Crediamo che sia necessario che tutti ma proprio tutti (comitati, associazioni, partiti, singole persone) sostengano pubblicamente questo esposto e facciano
pressioni CONCRETE sulla procura affinché la cosa vada avanti.

In ogni caso per noi è chiaro che questo esposto è solo uno strumento per bloccare la costruzione dell'ennesimo lager.

Una volta ottenuto il sequestro dei cantieri si apre una situazione completamente nuova e non è impossibile imporre a Pisanu la ritirata.

Sabato 6 novembre in Piazza del mercato ore 10.30 a Gradisca volantinaggioe comizio per l'immediato sequestro dei cantieri del CPT.


I Centri di Permanenza Temporanea (CPT) sono stati istituiti in Italia nel ‘98 con la legge Turco-Napolitano del centrosinistra, per rinchiudere gli immigrati sprovvisti di permesso di soggiorno che non era possibile identificare ed espellere immediatamente e che quindi, secondo i sinistri legislatori, avrebbero potuto rappresentare un pericolo sociale. Gli immigrati vi dovevano
rimanere fino a 30 giorni in vista dell’espulsione. Con la Bossi-Fini il termine è diventato di 60 giorni e i CPT hanno consolidato il loro aspetto di vere e proprie carceri, destinate oggi anche ai richiedenti asilo.
Sono luoghi che dovrebbero far inorridire anche un “sincero democratico”, luoghi in cui sono stati sospesi anche quei diritti, seppur minimi e precari, che regolano la vita dei carcerati “normali”.
I CPT oggi sono 16 nel territorio italiano e solo nell’ultimo anno per questi lager sono passate 17.000 persone (fonte:Medici senza frontiere).

Questi luoghi di detenzione simboleggiano bene l'atteggiamento della nostra "civile" società nei confronti di persone colpevoli di fuggire da situazioni di miseria, sfruttamento, oppressione, tortura o guerra: la sola mancanza di un documento, di un pezzo di carta che attesti il loro essere "regolari" è sufficiente per essere sottoposti ad una carcerazione inumana e arbitraria
in luoghi ancora più opprimenti delle "normali" galere.
Questi moderni lager sono l'espressione più evidente della barbarie generata dalle varie leggi sull'immigrazione. Frontiere blindate, stragi sui mari, rastrellamenti nei quartieri, espulsioni arbitrarie impronte digitali (oggi
solo per gli immigrati, domani per tutti?) sono solo alcune delle aberrazioni create da questi provvedimenti.
Questa legislazione ha creato e diffuso l'artificiale divisione fra “immigrati buoni e lavoratori" e “clandestini cattivi e criminali".
Detta in altri termini gli immigrati possono essere tollerati solo se rimangono nell'ombra, chini al dispotismo dei padroni nei luoghi di lavoro, in modo da fornire docile manodopera per le industrie. Da dove credete che venga
buona parte del “miracolo del nord-est”? E perché fra i primi a chiedere più immigrati c’è sempre Confindustria?
Se “sono di troppo”, se “non servono più” ridiventano automaticamente “clandestini” (molti non hanno mai smesso di esserlo, e gli imprenditori lo sanno bene) e perciò ritenuti colpevoli di tutti i crimini possibili.
Siamo perciò consapevoli che sono proprio le norme e i regolamenti degli stati a creare la clandestinità e per questo è necessario lottare contro queste leggi razziste e liberticide.
Una lotta che per essere coerente ed efficace deve incentrarsi sulla libertà di circolazione per tutti gli uomini e le donne del pianeta, sull'abbattimento
di tutte le frontiere e sul rifiuto di ogni artificiale divisione degli individui fra “immigrati”, “clandestini”, “italiani”, “extracomunitari”, “regolari”, consapevoli che l'unica divisione reale è fra sfruttati e sfruttatori.

Coordinamento Libertario contro i CPT

Fonte

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