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(5 Ottobre 2010) Enzo Apicella
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AEREO MORALES, STATI AMERICANI OGGI IN SESSIONE STRAORDINARIA

(9 Luglio 2013)

Il Consiglio permanente dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) esaminerà oggi la vicenda dell’aereo del presidente della Bolivia, Evo Morales, rimasto bloccato la settimana scorsa in Europa. La sessione straordinaria dei paesi membri, che si aprirà nel primo pomeriggio a Washington, è stata convocata per “prendere conoscenza dei fatti” alla presenza anche del ministro dell’Interno di La Paz, Carlos Romero e del segretario generale del blocco, José Miguel Insulza.

Quest’ultimo già martedì scorso aveva deplorato la condotta di Francia, Italia, Portogallo e Spagna accusandoli di aver “messo a rischio” la vita di Morales, costringendolo ad atterrare a Vienna e a restarci per quasi 14 ore, mentre da Mosca faceva rientro a La Paz, per il sospetto che il suo aereo trasportasse l’ex analista della Cia Edward Snowden. Alla stessa conclusione sono arrivati giovedì scorso i presidenti dei paesi dell’Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) che hanno chiesto “scuse pubbliche” a Parigi, Roma, Lisbona e Madrid.

Gli ambasciatori dei quattro Stati europei sono stati convocati ieri dal ministero degli Esteri di La Paz per dare spiegazioni su quanto accaduto. Fonti di stampa spagnole riferiscono che, a differenza degli altri, il governo di Madrid ha negato di aver impedito all’aereo di Morales il sorvolo del suo spazio aereo e l’atterraggio nel suo territorio: secondo le autorità del paese andino, tuttavia, l’ambasciatore spagnolo a Vienna avrebbe tentato di salire a bordo del velivolo per verificare di persona la presenza o meno di Snowden. La Paz ha peraltro accusato di Stati Uniti di aver esercitato indebite pressioni sui loro alleati europei impedendo il libero transito al presidente.

La riunione straordinaria dell’Osa giunge casualmente a quasi un anno di distanza da quella in cui il blocco esaminò il caso di un altro fuggitivo conosciuto al livello planetario, il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. In quell’occasione, il 24 agosto 2012, il Consiglio permanente offrì il suo sostegno all’Ecuador a fronte della minaccia che la Gran Bretagna potesse fare irruzione nella sua ambasciata a Londra dove Assange resta rifugiato. A Snowden è stato offerto asilo da Bolivia, Venezuela e Nicaragua.

L’incidente diplomatico ha avuto dure ripercussioni in Bolivia: ieri una massiccia marcia di protesta ha paralizzato le principali strade della capitale per sostenere Morales e chiedere la chiusura della rappresentanza diplomatica statunitense.

[FB]

Misna

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