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Psicocomunista

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(14 Novembre 2010) Enzo Apicella

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(26 Luglio 2013)

Dal sito: http://sinistrainparlamento.blogspot.it

Finalmente: da più parti stanno susseguendosi iniziative ed interventi sul tema, delicato e scottante, della soggettività politica della sinistra d’alternativa.

Su questo blog lo scriviamo da mesi, nella ricerca anche di offrire una proposta complessiva, poichè è diventata una necessità ormai inderogabile.

Ma non v'è dubbio però che rischia di emergere un quadro frastagliato e confuso al riguardo del quale non possono mancare elementi di chiarezza e alcune precisazioni di forma e di merito.

1) Prima di tutto nell’avvio di questa indispensabile progettazione è necessaria l’espressione di una piena autonomia di pensiero e di elaborazione:

in queste condizioni, drammaticamente segnate dalla ferocia della gestione capitalistica della crisi economica e sociale e di evidente “deficit” nella capacità di iniziativa dei soggetti rimasti in campo dopo il duplice disastro elettorale dell’Arcobaleno e di Rivoluzione Civile e l’affossamento di “Cambiare si può”, non è assolutamente possibile muoversi continuando ad avere come riferimento semplicemente il vecchio quadro politico, magari portandosi appresso antiche ed antistoriche incrostazioni presenti anche negli stessi rapporti personali tra i protagonisti di quelle vicende.

Da tempo, infatti, a sinistra, sono venuti a mancare i tre pilastri fondamentali: autonomia, identità, egemonia, la cui caduta (per economia di spazio tralasciamo di snocciolarne per l'ennesima volta le scaturigini) ha generato il pesante contesto attuale.

2) esistono tutte le ragioni fondative per una ricostruzione di un “campo dell’opposizione” sulla base di una soggettività comunista, anticapitalista, di opposizione per l’alternativa

L’orizzonte appare chiaro, o comunque va schiarito e reso sgombro dalle presenti mistificazioni e volute rindondanze di nessun rilievo effettivo:

di fronte all’evidente omologazione culturale e politica che riguarda non semplicemente le forze di governo ma l’insieme dei soggetti dell’intero arco parlamentare (che è già stato definito -con inaudita arroganza- “campo democratico” tout court) e la conseguente volontà di rendere impossibile l'espressione delle insorgenze sociali (tanto marginalizzate quanto destinate fra l’altro a crescere esponenzialmente di intensità per l’evidente inasprirsi delle condizioni materiali di vita per ceti sociali sempre più estesi) esistono tutte le ragioni fondative per una ricostruzione di un “campo dell’opposizione” sulla base di una soggettività comunista, anticapitalista, di opposizione per l’alternativa.

3) Ritardi, esitazioni, tatticismi non possono essere contemplati, anzi: non troveranno spazio alcuno.

Tanto per essere molto chiari, fin brutali:

per la realizzazione di questo ambizioso -per i tempi che viviamo, infarciti del nulla politicista- ma necessario progetto politico è assolutamente evidente che non ha alcun senso lanciare OPA su soggetti esistenti, ancorchè residuali o già fortemente ridotti e compromessi.

Nessuno può pensare di trovare spazi di collocazione personale, semplicemente perchè siamo chiamati, sin da subito, a una prima ricostruzione di una cultura politica: dal personale al collettivo politico, come luogo definito e strutturato di analisi, progetto e obiettivo di rappresentanza, perchè tutti possano sentirsi richiamati dalla qualità della proposta politica messa in campo.

4) In tempi rapidi, attraverso la convocazione di assemblee e incontri in tutte le parti del Paese e misurandoci con l’insieme dei drammi sociali emergenti, primo fra tutti quello del lavoro, deve essere ricostruita una base militante in grado di discutere, produrre iniziative, formare organizzazione sul territorio.

Serve un nucleo centrale, plurale nella sua origine ma determinato a portare avanti alcune precise opzioni di fondo, che sviluppi questa proposta sviluppando quell’incisività di azione che appare del tutto necessaria.

Patrizia Turchi e Franco Astengo

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