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(La tolleranza zero)

Appartamenti a Tel Aviv vietati ai "neri"

(26 Luglio 2013)

Le agenzie immobiliari pubblicizzano appartamenti "puliti", ovvero vietati a lavoratori immigrati e ai richiedenti asilo.

telvietner

di Laissez Passer - 972mag.com

Tel Aviv, 26 luglio 2013, Nena News - La scorsa settimana l'Army Radio ha riportato la notizia di agenzie immobiliari nel Sud di Tel Aviv che pubblicizzavano "appartamenti puliti". Secondo il sito della radio, un agente immobiliare ha detto: "Non permettiamo a lavoratori stranieri di affittare gli appartamenti. Se ci sono stranieri, allora sono nepalesi o filippini, gente normale". Chiunque abbia ascoltato il servizio, ha potuto sentire l'agente dire "niente neri". Per qualche ragione sconosciuta, queste due parole sono state censurate dall'articolo nel sito dell'Army Radio.

Probabilmente non sentiremo il primo ministro, il presidente o un qualsiasi altro funzionario condannare tale fenomeno. Chi monitora cosa sta accadendo qui non dovrebbe esserne sorpreso. Se lo Stato di Israele ritiene che i richiedenti asilo devono restare in detenzione amministrativa in una calda prigione nel deserto, perché singoli individui non dovrebbero essere legittimati a dire che non affitteranno appartamenti a chi chiede asilo? Se il Ministero dell'Interno insiste su un Paese svuotato di richiedenti asilo, perché un'agenzia immobiliare non dovrebbe dichiarare che gli appartamenti non hanno "infiltrati"?

Negli ultimi mesi, lo Stato di Israele ha abusato dei richiedenti asilo in un modo che ci ha fatto rimpiangere l'ex ministro degli Interni, Eli Yishai. Yishai il razzista ha sempre espresso il desiderio di rendere più amara la vita dei richiedenti asilo. Ma il suo successore, che evita di fare annunci drammatici, e gli uffici esecutivi vanno avanti con una politica finora sconosciuta. Lo Stato lavora duro per proporre accordi di scambio di armi per convincere le dittature africane a liberare Israele dalla spazzatura indesiderata.

Il procuratore generale e il suo vice stanno scrivendo la bozza di nuovi regolamenti per il Ministero degli Interni, che comprendono una procedura per permettere l'incarcerazione senza processo per un periodo indefinito contro individui sospettati di reati come furto di telefoni e biciclette, e una procedura che permette "il rimpatrio volontario" dei richiedenti asilo (la completa libera decisione di scegliere tra una detenzione a tempo indeterminato in una prigione israeliana o la minaccia di persecuzione nel Paese di origine). Questi funzionari del Ministero della Giustizia di sicuro dormono sonni tranquilli dopo aver detto che sono i tecnici di basso livello ad implementare decisioni prese da altri.

La nozione di spazi puliti non è nuova e non sorprende che sia oggi applicata agli "infiltrati". Uno dei candidati a capo rabbino, Shmuel Eliyahu, in passato aveva incoraggiato la gente a non affittare appartamenti agli arabi. Anche tra chi lo ha condannato, c'era qualcuno che aveva già espresso sostegno al diritto dei residenti a decidere se volessero o meno arabi vicino e il diritto dei comuni a decidere se volessero i figli dei richiedenti asilo nelle scuole della loro giurisdizione.

Traduzione a cura di Nena News

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