il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

APPUNTAMENTI
(Capitale e lavoro)

  • 18 Ottobre 2019 - Mestre (VE)
    Contro lo sfruttamento del lavoro e della natura, contro repressione e militarismo, per un fronte di lotta anti-capitalista

SITI WEB
(Capitale e lavoro)

La direttiva "Bolkestein": la Commissione europea di Prodi all'attacco finale.

(18 Novembre 2004)

Recentemente la FIOM ha denunciato una manovra della Comissione Europea - e quindi non partorita dalla destra berlusconiana - che legalizzerebbe un "gigantesco caporalato europeo".

Si tratta della direttiva "Bolkestein" (ogni riferimento è puramente casuale), che prende il nome dal suo autore, un "commissario" europeo olandese per la "concorrenza e il mercato interno" dell'uscente Commissione guidata da Prodi (l'"antagonista" di Berlusconi che gode del rinnovato appoggio di Verdi, Pdci, RC per le prossime elezioni politiche)

Una direttiva che rappresenta, per noi, l'inizio dell'attacco finale a ciò che rimane dello stato sociale.

Dietro il solito pretesto di diminuire la "burocrazia" (in realtà in tutti i settori dei servizi con le nuove direttive e normative europee abbiamo assistito ad un aumento vertiginoso di tecnocrati e consulenti), e ridurre i vincoli della competizione nei servizi per il mercato interno, la direttiva Bolkestein vorrebbe imporre ai 25 paesi dell'UE le regole della concorrenza commerciale capitalista, senza fissare limiti, in tutte le attività di servizio; dove per servizio l'art. 4 di tale direttiva intende: "ogni attività economica che si occupa della fornitura di una prestazione oggetto di contropartita economica".

Si tratta quindi di un vero e proprio "recepimento" dei principi e delle procedure decise dai paesi imperialisti in seno all'Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO/GATS) di cui abbiamo già parlato precedentemente. La direttiva Bolkestein, fra l'altro, non prevede nessuna possibilità di "restrizioni" nazionali dell'accordo. Essa viene applicata ovunque sia possibile l'apertura di un mercato in ogni "settore di attività economica in cui un servizio può essere fornito da un privato".

Gli "ostacoli" alla competitività sono, in sostanza, quello che resta dello "Stato sociale" nelle Amministrazioni pubbliche. La Commissione E. ritiene le "legislazioni e regolamenti nazionali arcaici, obsoleti e in contraddizione con la legislazione europea". Siamo di fronte alla spallata finale dell'Unione E. per la privatizzazione di quasi tutte le attività di servizio pubblico. Una vera e propria "deregolamentazione" blindata da ogni possibilità d' intervento da parte, ad esempio, di enti locali o sindacati.

La direttiva comprende un attacco senza recedenti ai diritti dei lavoratori attraverso l'art. 16 dove si stabilisce che un fornitore di servizi è sottoposto esclusivamente alla legge del paese in cui ha sede l'impresa e non a quella del paese dove si fornisce il servizio.

Un esempio?: una impresa polacca, ungherese o slovena che distacca propri lavoratori in Italia o in Belgio non dovrà più richiedere l'autorizzazione alle autorità di questi ultimi avendo già ottenuto una autorizzazione dalle autorità dei paesi d'origine; su questi lavoratori si applicherà solo la legislazione polacca, slovena o ungherese. Ivi compresa la parte contrattuale con salari in euro da fame e tutta quella che riguarda le normative sociali ed ambientali ridotte all'"osso".

Gli effetti, afferma la stessa segreteria nazionale della FIOM (che siamo sicuri al momento più "opportuno" non mancherà di lesinare l'appoggio, magari "critico", al Prodi demolitore nella prossima competizione elettorale), saranno "un gigantesco caporalato europeo, perfettamente legalizzato, dove i lavoratori vengono assunti nei paesi ove le condizioni sono migliori, senza che questo produca nessun mutamento della loro condizione.

E' chiaro - dice la FIOM - che per questa via si scardinano i contratti, le norme per la sicurezza sul lavoro, si crea uno smantellamento dei diritti sociali europei.

Questa direttiva, è stata elaborata dopo la consultazione di ben 10mila aziende europee. Approvata all'unanimità dalla Commissione E. di Prodi lo scorso 13 Gennaio verrà probabilmente approvata a marzo del 2005.

Nel 1997 il Governo Prodi aprì le porte della precarizzazione e della flessibilità del mercato del lavoro con l'introduzione del famigerato "pacchetto Treu". Ciò fu possibile con l'appoggio di Rifondazione Comunista e del Sig. Cossutta. La rinnovata "unità" intorno a Prodi è la cartina al tornasole che nuove drastiche misure antipopolari ci aspettano e che la così detta "sinistra del centro-sinistra" avrà un ruolo determinante nel "pilotare" la protesta sociale cercando di smorzarne gli effetti.

Associazione Pellerossa - Sinistra anticapitalista
Cesena

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Notizie sullo stesso argomento

Ultime notizie del dossier «La direttiva Bolkestein»

Ultime notizie dell'autore «Associazione Pellerossa - Cesena»

16947