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(7 Dicembre 2012) Enzo Apicella

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No alla finanziaria di Berlusconi. No alla finanziaria che taglia le tasse ai ricchi

Si all’aumento dei salari degli stipendi e delle pensioni.

(23 Novembre 2004)

Dopo la sconfitta elettorale subita alle elezioni Europee, dopo il sette a zero, delle recenti elezioni parziali, Berlusconi ha deciso di affidare la sua sopravvivenza politica all’approvazione nella finanziaria per il 2005 del famoso taglio delle tasse ripetutamente promesso al suo elettorato .

Un taglio delle tasse che deve comprendere anche i redditi più alti, gli imprenditori e i dirigenti di azienda così come ha dichiarato più volte il capo del governo, il Cavalier Bandana.

Un taglio delle tasse che per potersi realizzare deve ancora una volta affidarsi alle operazioni di finanza creativa, a cui questo governo ci ha già abituati con il ministro Tremonti e che ora viene riproposta dal suo successore Siniscalco, consistente nel trasferimento delle voci di spesa dei capitoli di bilancio alle prossime finanziarie e nella svendita del patrimonio pubblico da un lato, e dal taglio della spesa sociale e dei trasferimenti agli enti locali dall’altro.

Un’operazione che nella sostanza produrrà un risparmio fittizio di poche decine o centinaia di Euro per i redditi più bassi e medi, che non saranno sufficienti a compensare gli aumenti delle tariffe e le riduzioni della spesa sociale degli enti locali, e in ben più consistenti riduzioni, nell’ordine di migliaia di Euro all’anno, per chi non ha nessun problema ad arrivare a fine mese.

Ai lavoratori ai pensionati ai giovani costretti alla precarietà, si danno con una mano poche briciole per poi proseguire nella rapina sui salari sugli stipendi e sulle pensioni con l’altra.

La realtà che tutti conosciamo è quella di un impoverimento progressivo e costante della grande maggioranza dei cittadini a cui corrisponde come logica conseguenza il costante trasferimento di ricchezza in direzione delle rendite e dei profitti.
La crisi economica che rende incerto il futuro di tanti è il frutto di politiche economiche che hanno avuto come obiettivo costante il taglio delle buste paga, la riduzione dello stato sociale, le politiche di privatizzazione dei servizi di cui paghiamo gli effetti con bollette sempre più salate.

Per difendere gli interessi dei lavoratori e dei pensionati, della stragrande maggioranza dei cittadini, per rilanciare i consumi, è necessaria una nuova politica economica, l’inversione netta delle politiche fatte in questi anni è necessario battersi per aumentare i salari gli stipendi e le pensioni, sostenere con il taglio delle tariffe i redditi più bassi, aumentare la spesa sociale, rilanciare gli investimenti pubblici nei settori della scuola della sanità delle politiche abitative, nella difesa e nel risanamento dell’ambiente, nelle produzioni utili socialmente.

Bisogna mandare a casa subito Berlusconi e il suo governo!

Partito della rifondazione comunista federazione di Padova
Via monte Solarolo 16 tel 049/8726028

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