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caso CGIL di Foggia : solidarietà

comunicato del centro di documentazione "filorosso"

(19 Luglio 2002)

Il 5 luglio 2002, a Foggia, hanno sfilato 7.000 lavoratori che hanno aderito allo sciopero generale pugliese indetto dalla CGIL. In città ha tenuto un comizio Sergio Cofferati, il quale era stato accolto da dichiarazioni inquietanti delle istituzioni locali, da anni nelle mani di AN.
Il 9 luglio scorso, un esponente di spicco di Alleanza Nazionale foggiana ha denunciato di aver ricevuto una lettera d'intimidazione firmata "Unione sindacale territorio Sergio Cofferati -Cellula di Foggia".
L'11 luglio un pacco ricoperto da nastro isolante e con dei cavetti elettrici attaccati, è stato ritrovato sotto la scalinata interna della Camera del Lavoro di Foggia.
Falso allarme, ma più tardi, nella buca della posta della Federconsumatori, è stata ritrovata una lettera di minacce, senza firma, dove si legge "fatevi i cazzi vostri e fate comandare i fascisti che stiamo bene.
La prossima volta non scherziamo"...

contro il fascismo dominante, antifascismo militante!

Come comunisti, antifascisti e proletari esprimiamo la nostra solidarietà alla CGIL di Foggia e alla Federconsumatori di Capitanata per il delirante "attentato" mafioso-fascista dell'11 luglio scorso.

Pur difronte all'evidente assurdità del gesto e alla pochezza generale della "rivendicazione", noi vorremmo ugualmente invitare alla vigilanza democratica e sottolineare il clima pesante che si respira in questa città, governata da anni dalla fazione più becera e "nostalgica" di un partito becero quale è Alleanza Nazionale.

Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Agostinacchio e dalla Lambresa a proposito della manifestazione sindacale e dell'arrivo a Foggia del segretario della CGIL Sergio Cofferati, ampiamente documentate dai gionali del 4 e del 5 di luglio, sono un vero e proprio affresco della mentalità politica del potere che rappresentano.

Questi signori sono "la parte" che pretende di essere (non solo e non più di rappresentare!) il tutto, interpretano la funzione politica come i dogi, come i signori feudali e dei signori feudali hanno l'arroganza, l'ottusità, l'ideale di potere assoluto e una schiera fedele e servente di vassalli.
Gli stessi che, all'abbisogna, possono dirigere e manovrare valvassori e valvassini dal voto clientelare al coprifuoco poliziesco sui luoghi d'aggregazione giovanile, dalle campagne elettorali alle inchieste contro il "terrorismo" in città, al "regolamento dei conti" con chi si oppone al loro potere.

E' indubbio che, in un clima politico e sociale nazionale reso tesissimo dagli attacchi strutturali alle condizioni di vita dei lavoratori, il sindacato rappresenti per i nuovi tiranni un pericolo, uno spauracchio da zittire.
E' altresì chiaro che, dopo il Patto per l'Italia e il tradimento della CISL e della UIL, l'assalto denigratorio e pratico della borghesia al potere, si rivolga con più frequenza all'unico sindacato confederale che ancora resiste: la CGIL.
Ma non dobbiamo dimenticare che, già in giugno con le incriminazioni dei compagni appartenenti ai Cobas di Taranto, l'offensiva contro il sindacato che non si piega (e non si piegava neppure all'epoca della concertazione e del centrosinistra al potere) è in una fase pericolosamente avanzata.
Chiudere gli occhi su simili azioni repressive, mascherate da operazioni "anti-terrorismo", non conviene a nessuno.

Non conviene al sindacato, troppe volte supino agli interessi della Confindustria e dei padroncini vari; non conviene alla "sinistra", impegnata a scimmiottare le destre europee nella "crociata" contro il male e nell'accanimento giudiziario contro i prigionieri politici; non conviene alle forze antagoniste, concentrate nella dispersione del movimento e negli attacchi gratuiti ai "dissidenti"; non conviene ai lavoratori (precari, precarizzati e in via di precarizzazione), ai disoccupati (comperabili e non), agli studenti (privatizzati).
Torniamo a combattere dietro le bandiere dell'antifascismo, dietro le barricate dei diritti del proletariato!

Noi non sappiamo chi possa aver piazzato il falso ordigno, non sappiamo chi possa aver scritto il bigliettino rivendicativo ...ma sappiamo benissimo chi, dal palco dell'osceno rifacimento di Parco San Felice, ha dichiarato guerra alle "ben conosciute minoranze che infangano il nome di Foggia"; sappiamo benissimo chi, dopo i comizi di Orlando, Longo e "democratica" compagnia bella, lascia sui muri croci celtiche e svastiche e, per maggiore chiarezza, vi aggiunge "comunisti ebrei"; sappiamo benissimo chi nelle università fà politica all'ombra dei ritratti di Mussolini e di Almirante; sappiamo benissimo chi ha detto: "Cofferati PUO' ANCHE venire a Foggia..." in tono di concessione e chiudeva poi "ma non capisco perché?".

Non c'è spazio per le manfrine filosofeggianti.
E lo impareremo col passare del tempo, proseguendo nella lotta contro l'abolizione dell'articolo 18, contro gli attacchi allo Statuto: Alleanza Nazionale e il fascismo sono legate indissolubilmente.
Noi che viviamo nel feudo di questi maledetti fascisti mascherati, che avvelenano l'aria credendosi onnipotenti, non dobbiamo sopportare oltre.
Qualcuno storcerà pure il naso e si chiederà: ma non siamo mica nella Reggio Calabria del "boia chi molla"? Invece si, lo siamo sempre stati.
Guai ad abbassare la guardia contro i fascisti! Guai a non riconoscerli dietro il doppiopetto!

PROSEGUIAMO NELLA LOTTA PER LA DIFESA DEI DIRITTI!
SPAZZIAMO VIA LA BANDA BERLUSCONI!
SPAZZIAMO VIA I FASCISTI E IL FASCISMO!

i compagni e le compagne del
centro di documentazione "filorosso"
via miracoli, 11 - 71100 Foggia
e-mail: guardierosse@hotmail.com

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