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(23 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Wikileaks pubblica nuovi file segreti sui massacri in Iraq

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(Iraq occupato)

I media tendono ad insabbiare i crimini di guerra USA in Iraq

(25 Novembre 2004)

L’esercito degli Stati Uniti ha dichiarato che “sta esaminando a fondo il fatto del marine USA che ha colpito a morte a bruciapelo un rivoltoso Iracheno ferito”, in una moschea di Fallujah. L’incidente è stato registrato su video da un cameraman di NBC News.

Il video mostra che i Marines entrano nella moschea, dove diversi combattenti feriti o morti stanno sdraiati sul pavimento. Quando uno dei Marines si avvicina al corpo di un uomo bocconi a terra, si può sentirlo dire,”Quello non è morto, finge di essere morto.” Allora si sente un colpo di fucile e la voce che afferma,”Ora è morto!”

Il video della fucilazione è stato messo in onda dalle reti televisive negli USA e in tutto il mondo. Il documento vuole orientare l’impressione che questo sia stato un “avvenimento isolato”, che non riflette in alcun modo le modalità di intervento dell’esercito USA in Iraq. Si afferma che la fucilazione sia avvenuta come un caso fortuito, e in seguito al fatto che “un marine della stessa unità era stato ucciso proprio il giorno prima, quando si era diretto verso il corpo morto di un rivoltoso, predisposto a trappola esplosiva.”

Portare a conoscenza ed aprire un’inchiesta su questo evento “singolo” di un prigioniero di guerra ammazzato innocente fa parte di una campagna di propaganda. Si indirizza l’opinione pubblica sul fatto che nessun altro sia stato arbitrariamente colpito, che i Marines sono soggetti ad un preciso codice di comportamento e che i prigionieri di guerra vengono trattati umanamente secondo la Convenzione di Ginevra.

"In un conflitto armato, noi seguiamo le norme di legge e noi stessi ci imponiamo un livello alto di responsabilità,” ha dichiarato il Generale di corpo di armata John F. Sattler, Generale Comandante del I Corpo di Spedizione di Marine.

"I fatti di questo tipo saranno sottoposti a stretta inchiesta per emettere un giudizio informato e per proteggere i diritti di tutte le persone coinvolte.”

Inutile dire, l’incidente è presentato dai mezzi di informazione fuori dal contesto. Silenzio assordante: diverse migliaia di persone, uomini, donne, bambini sono stati ammazzati a Fallujah dalle truppe degli USA. Questi morti non sono oggetto di inchiesta e nemmeno vengono riportati dai media Occidentali.

Più generalmente, il focus attentivo su eventi isolati, ripresi da qualche cameraman integrato con le forze armate (embedded), che possono essere presentati alla TV, in questo caso viene coinvolto un singolo Marine, serve da copertura conveniente dei crimini di guerra e delle atrocità ben più orrende, ordinate dall’Alto Comando dell’Esercito Statunitense. Questi crimini di guerra sono oggetto di documentazione pubblica. Il massacro di più di 100.000 civili Iracheni dal momento dell’invasione dell’Iraq nel marzo 2003 è stato confermato da un autorevole studio Britannico:

"L’uso della forza aerea in aree densamente popolate da civili si dimostra essere la causa della morte di tante donne e bambini.”

(Mortalità prima e dopo l’invasione dell’Iraq del 2003: insieme di indagini campione di Les Roberts, Riyadh Lafta, Richard Garfield, Jamal Khudhairi, di Gilbert Burnham, “Lancet”, ottobre 2004, sommario a http://globalresearch.ca/articles/LAN410A.html )

In altri termini, l’insieme propagandistico così può essere ben messo in evidenza:
Un solo Marine USA ha sparato ad un rivoltoso ferito.

Allora, la storia viene data in pasto alla catena informativa, con l’intento di distrarre la pubblica opinione dal tema ben più importante e largo dei crimini di guerra.

L’avvenimento genera indignazione.

Il fatto viene presentato come un atto individuale commesso da un Marine, che però è stato arrestato e sul quale pende un’inchiesta.

Quanti saranno gli organi di informazione che si ricorderanno di menzionare che l’assassinio di rivoltosi feriti e i mitragliamenti a bassa quota di civili sono divenuti pratica di routine dell’esercito USA in Iraq? Questa pratica emana dagli alti comandi militari, è parte integrante della disciplina e dell’addestramento dei soldati Statunitensi. Non è il risultato di una decisione individuale presa spontaneamente da un militare USA.

E la cosa migliore è nascondere questa pratica di routine di massacrare il popolo Iracheno: come? Rendendo noto che un Marine, in modo arbitrario o accidentalmente ha ammazzato un rivoltoso ferito in quello che viene descritto come un incidente isolato. E che questo Marine verrà punito per le sue azioni, se riscontrato colpevole!

Intanto, il Mondo chiude i suoi occhi sulle diverse migliaia di uomini, donne e bambini massacrati a Fallujah.

In definitiva, l’attenzione dei media su “incidenti” che violano le “leggi che regolano i conflitti armati” impediscono le accuse a più ampio raggio di crimini di guerra rivolte contro il governo e l’esercito degli Stati Uniti, secondo le clausole della Carta di Norimberga.

"La distruzione di Fallujah procede velocemente. L’articolo 6(b) della Carta di Norimberga del 1945 definisce come Crimine di Guerra in parte attinente la “…distruzione indiscriminata di centri urbani, città o villaggi…” Secondo questa definizione decisiva, la distruzione di Fallujah da parte dell’Amministrazione Bush Jr.costituisce un crimine di guerra, per il quale dei Nazisti sono stati condannati e giustiziati.”

(Francis Boyle), a http://www.globalresearch.ca/articles/BOY411A.html

In allegato:

Sul massacro di combattenti feriti; vedere il seguente articolo su “Global Research”:
Non prendere prigionieri! Marines USA massacrano Iracheni feriti con l’approvazione di altri camerati. http://globalresearch.ca/articles/CNN410A.html
(VideoClip e testo)

Sui mitragliamenti a bassa quota di civili: due articoli;
Controverso video da una cabina di pilotaggio di un mitragliamento a bassa quota di civili a Fallujah: il Pentagono apre un’inchiesta sui propri crimini di guerra.
http://www.globalresearch.ca/articles/BUN410A.html

Un frammento di video da una carlinga mostra un pilota Americano che attacca e massacra un gruppo di civili Iracheni apparentemente disarmati. Il nastro della durata di 30 secondi mostra il pilota che prende come obiettivo il gruppo di persone in una strada della città di Fallujah e che domanda al controllore della sua missione se doveva “farli fuori”. Gli viene ordinato di fare così e, subito dopo, il video mostra una potente esplosione. Si può udire una seconda voce sul nastro che esclama: “Oh, cilecca!”

Elicottero USA “Apache” mentre sta massacrando Iracheni (Video)
Il video,ottenuto da ABC NEWS, mostra immagini sgranate di tre Iracheni al suolo che stanno maneggiando un lungo oggetto cilindrico, che i piloti dell’elicottero ritengono essere un’arma. I piloti, della IV Divisione di Fanteria dell’Esercito, chiedono ai loro comandanti di impegnarsi nel combattimento e quindi fanno fuori i tre uomini, uno ad uno, usando i devastanti cannoncini da 30 mm dell’Apache.
http://www.globalresearch.ca/articles/APA401A.html

17 novembre 2004

Michel Chossudovsky
http://globalresearch.ca

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