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(5 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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PIANO CASA: QUANDO LA CURA È PEGGIORE DELLA MALATTIA!

(1 Settembre 2013)

La manifestazione del 19 ottobre proposta dalla rete “Abitare nella crisi” e rilanciata dai movimenti contro le grandi opere, la nocività e le devastazioni ambientali, diventa ancora più importante dentro questa cornice prospettata per i prossimi mesi.

pianocasa

Roma – sabato, 31 agosto 2013

Comunicato Stampa

PIANO CASA: QUANDO LA CURA È PEGGIORE DELLA MALATTIA!

Il governo Letta continua ad usare termini impropri e contemporaneamente colpisce i ceti sociali più deboli. Anche con il Consiglio dei Ministri del 28 giugno si è distinto come i precedenti. Il pacchetto approvato e denominato “piano casa” ha fatto felice Buzzetti e l'Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (Ance) che plaudono al Governo perché “finalmente c'è un segno di cambio netto nella politica finora fortemente penalizzante per l'edilizia”.

Cosa è accaduto? Sono arrivati 4 miliardi di euro e 400 milioni in aiuto del diritto proprietario, della rendita e degli Istituti di credito. Nuovo ossigeno al settore immobiliare alle prese con il crollo dei mutui, le morosità nei canoni, le compravendite in caduta libera. Il cosiddetto “piano casa” voluto dal ministro Lupi utilizza i fondi della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e rilancia bonus ed incentivi fiscali a vantaggio dei proprietari di alloggi. Il sistema bancario si avvanteggerà di due miliardi freschi per favorire l'erogazione di nuovi mutui e sanare la posizione debitoria di coloro che avevano sospeso i pagamenti perché colpiti dalla crisi. Questa iniezione di denaro non è l'unico impegno per la CDP, altri due miliardi finanziano infatti il Fondo per l'housing sociale.

Le briciole, 40 milioni di euro, saranno destinati alle cosiddette morosità incolpevoli, cioè il 90% degli sfratti in esecuzione (circa 300.000 sfratti esecutivi convalidati negli ultimi quattro anni). Poi misure “estetiche” come il fondo per l'accesso al credito per le giovani coppie e i lavoratori atipici.

Si realizza così un progetto di rilancio dell'edilizia e del conseguente consumo di suolo, si incentiva la proprietà privata e si creano le condizioni per il definitivo affossamento dell'edilizia residenziale pubblica. Inoltre la Service Tax prevista per il 2014 sarà la pietra tombale per migliaia di inquilini che ancora sopravvivono pagando regolarmente l'affitto, anche loro sono destinati a trasformarsi in affittuari morosi e a rischio di sfratto. Questa tassa tanto decantata dal PD peserà principalmente sul bilancio delle famiglie già gravate dalla crisi.

Lo stesso provvedimento sull'IMU non sanziona in forma progressiva l'invenduto dei signori del mattone. In questa maniera non c'è alcuna pressione ad abbassare i prezzi e si continua a considerare l'alloggio per il valore di scambio invece che per il valore d'uso.

Inefficace dunque sul fronte dell'emergenza abitativa il provvedimento varato dal governo Letta/Alfano è invece pesantissimo per quanto riguarda il settore delle costruzioni. Si punta ancora una volta sul mercato e sul mattone. Ancora nuovo cemento per fare contente le lobbie e le consorterie che fanno profitti e hanno interessi legati all'edilizia, alle infrastrutture e alla valorizzazione del suolo. Nessun provvedimento di blocco degli sfratti e di incentivi per il riuso del patrimonio pubblico e dell'invenduto privato, che dovrebbe essere usato per far fronte all'emergenza abitativa galoppante. Anche il denaro della CDP viene orientato verso i soliti noti piuttosto che utilizzati per fini sociali.

Il sogno del ministro Lupi è così realizzato, cancellare l'Edilizia Residenziale Pubblica e puntare sulla vendita del patrimonio pubblico e sull'housing sociale, strumento edilizio indefinito che fino ad oggi ha realizzato solo progetti speculativi e a caro prezzo per l'inquilinato coinvolto. Il tutto attraverso una cementificazione giustificata da finalità sociali e dalla necessità di fare cassa con aree e stabili pubblici.

La manifestazione del 19 ottobre proposta dalla rete “Abitare nella crisi” e rilanciata dai movimenti contro le grandi opere, la nocività e le devastazioni ambientali, diventa ancora più importante dentro questa cornice prospettata per i prossimi mesi. Dobbiamo costruire una grande mobilitazione in grado di far invertire la rotta disegnata oppure capace di liberarsi di un governo attento ai propri interessi e a quelli della rendita.

Roma, 31 agosto 2013

Associazione Inquilini e Abitanti (AS.I.A.-USB

Associazione Inquilini e Abitanti (AS.I.A.-USB

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