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Cariche e barricate alla Manifestazione per la Giustizia ad Istanbul

(9 Settembre 2013)

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La polizia turca è intervenuta questa mattina per respingere i manifestanti accorsi alla "Marcia per la Giustizia" in nome di B.E., un ragazzo di 14 anni protagonista della resistenza di massa a Gezi Park, ormai in stato di coma da 86 giorni a seguito degli abusi di polizia perpetrati durante i tentativi di sgombero del Parco.

Dal quartiere di Okmeydani stamane era partita una marcia diretta al Palazzo di Giustizia di Istanbul, successivamente bloccata alle dieci di mattino locali dalla polizia in antisommossa con lancio di lacrimogeni e uso di idranti; i manifestanti, lungi dal desistere, hanno risposto con sassaiole e improvvisando barricate, scena quasi usuale oramai nelle strade della capitale.

La furia poliziesca si è riversata oltre il raggio d'azione dei manifestanti, di fatto sparando lacrimogeni fin dentro le case di chi si affacciava a supportare la manifestazione. In particolare, il centro culturale Idil Merkezi è stato oggetto di un fittissimo lancio di gas lacrimogeni, e i presenti hanno parlato di dieci persone ferite.

Gli scontri sono proseguiti, qualche ora fa è trapelata la notizia di qualche arresto e di due persone brutalmente ferite in pieno volto rispettivamente da un lacrimogeno e da proiettili di gomma.

Come ad effetto domino, alla brutalità poliziesca fa eco lo sdegno in tutto il paese, che appare sempre più compatto e determinato nel non voler cedere alla repressione del dissenso imposta dal Governo. A partire dalle sette di stasera, decine di concentramenti sono stati chiamati ad Ankara, Istanbul, Antakya, Mersin, Aydin, Adana, Gezbe, Izmir, Antalya, Kocaeli.

Infoaut

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