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Mercenari di Berlusconi

Mercenari di Berlusconi

(28 Febbraio 2011) Enzo Apicella
Silvio Berlusconi difende la scuola cattolica contro quella pubblica che subirebbe l'influenza deleteria di ideologie che non rispettano la verità

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(La controriforma dell'istruzione pubblica)

Messico e nuvole? La lotta dei maestri non si ferma davanti alla repressione

(17 Settembre 2013)

messinuvol

Si, le nuvole si vedono nell’orizzonte del grande Messico, e sono proprio grigie. A parte il tirs di tornadi che lo sta accerchiando, è il paese delle grandi contraddizioni che vive oggi una guerra, una delle tante che deve affrontare, diviso tra un governo totalitario e un narcotraffico dilagante.

In questi giorni, nel pieno dei nubifragi che già hanno fatto decine di morti e di una mobilitazione degli insegnanti che nonostante la repressione non arretra, gira sul web una richiesta di aiuto per ripristinare la pace e la tranquillità a livello sociale. Da settimaneil più importante sindacato dei maestri e gli insegnanti (SNTE)si batte contro la nuova riforma che vuole imporre il governo di Peña Nieto. Peña Nieto, è il giovane presidente messicano figlio prodigo del più vecchio partito politico messicano, il Partido Revolucionario Institucional e governatore dello Stato del Messico.
Il movimento degli insegnanti diretto dall’aguerrito SNTE di Oxaca sta portando avanti la protesta contro la riforma educativa e, dopo una dura repressione della polizia lo scorso venerdì, è tornato a riprendersi Città del Messico . Da ieri, gli insegnanti hanno ripreso a manifestare con lo slogan “dare il grido” davanti al Monumento de la Revolución in pieno centro della capitale. Gli insegnanti hanno deciso di “continuare con questa lotta”e realizzare una consultazione il prossimo 20 settembre per definire la situazione del movimento. Il segretario generale della sezione 22 di Oaxaca, Ruben Nuñez Ginés, ha avvertito che con l'arrivo di migliaia di insegnanti tra lunedi e martedì, non solo si arriverá a prendere tutto il Zocalo se no tutta la di Città del Messico gridando in faccia al governo di Enrique Peña Nieto “che la riforma scolastica non verrà applicata nella capitale e neppure negli altri stati in cui opera il gruppo di insegnanti dissidenti”.

Peña Nieto, ultimamente, ha avuto a che fare con il caso di San Salvador di Atenco, che ha commosso l’opinoine pubblica messicana, mostrando il suo volto peggiore. La vicenda costò la vita a Alexis Benhumea e Javier Cortés, l'incarceramento di più di 200 persone, l'umiliazione e la violenza sessuale nei confronti delle donne fermate e portate in carcere e l'espulsione di stranieri. Secondo la Commissione Nazionale per i Diritti Umani e la Corte Suprema si sono commessi abusi sessuali e violenze contro le donne che protestavano soltanto per non perdere la proprietà della loro terra ed impedire al governo di strappargli l’unico bene prezioso e chiudere cosi l’affare più importante dell’ amministrazione Calderón: costruire un aeroporto e un corridoio commerciale di lusso. In questi quattro anni la vicenda di Atenco è stata un simbolo della repressione che in Messico vorrebbe far tacere chi si oppone, però anche della continuazione di una mobilitazione per non lasciar soli i prigionieri e continuare a mantenere aperti gli spazi di critica e di azione politica dal basso.

huenu carvajales - controlacrisi

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