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War!

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(27 Agosto 2013) Enzo Apicella
Obama ha deciso di attaccare la Siria, in ogni caso.

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CRISI SIRIANA: PRIMO ROUND AI BRICS!

(20 Settembre 2013)

Dal n. 9 di "Alternativa di Classe"

Dopo qualche anno, da fine Agosto si è ricominciato a parlare di pace, insistentemente. Il papa di turno ha organizzato preghiere collettive e digiuni, pur senza trascurare il rituale che, però, “le armi chimiche non vanno usate!”. La radicale Emma Bonino, Ministro degli Esteri, si mette finanche a disquisire di una Terza Guerra Mondiale, l’unica guerra che la scandalizzi (viste le numerose altre guerre già in atto su cui tace), come si conviene ad una perfetta “pacifista”…, guerra, che sarebbe resa probabile (naturalmente!) per l’uso siriano di “armi chimiche”, tacendo, ovviamente, sul fatto che, per una crisi come quella in corso, la guerra mondiale è certamente, e comunque, uno dei probabili esiti!
USA e Francia erano pronte da tempo! Senza ONU, prima del G20 e senza “mandato parlamentare” interno! …Non si poteva, però, “disturbare” il Forum dei Paesi industrializzati, il “G20”: Ministri delle finanze e Governatori delle Banche centrali, che rappresentano i due terzi del commercio mondiale e più del 80% di tutto il PIL, non potevano certo discutere “a caldo” delle sorti dell’economia mondiale! A “bocce ferme”, invece, il 5 e 6 Settembre a S. Pietroburgo, hanno parlato anche del prossimo intervento diretto in Siria, soffermandosi, ovviamente, sulla questione “se sono state usate armi chimiche” o no, proprio “come se si fosse trattato di una questione dell’economia”!… (o, magari la è?)
Certo, i presenti non si intendevano molto dello specifico “armi chimiche”, ma ciò non ha impedito loro di dividersi in due “fronti”, proprio a partire da questioni economiche. Il primo era composto dalla metà dei partecipanti (Arabia saudita, Australia, Canada, Corea del Sud, Francia, Giappone, Italia, Spagna, Turchia ed USA), che ritenevano il Governo siriano “responsabile dell’uso di armi chimiche”, e, perciò, “da punire”. Mancavano, invece, a questa sorta di appello Germania, Regno Unito, Russia, Brasile, India, Cina, Sudafrica, Argentina, Indonesia e Messico.
Il giorno dopo anche i Paesi europei più riottosi, Germania in testa, firmavano l’appello per “punire Assad”, ricomponendo l’unità della U.E., importante, quanto necessaria, per gli imperialismi occidentali. Già da Venerdì 6, a S. Pietroburgo, i “BRICS”, compatti, avevano, invece, espresso forti “preoccupazioni” proprio per le ripercussioni economiche dell’intervento diretto! Nel frattempo, oltre agli USA ed alla Francia, sia la Russia, che la stessa Italia, “pacifista”, pur “pregando con il Papa” e continuando a chiedere l’intervento dell’ONU, inviavano altre navi verso il Medio Oriente, da sempre crocevia degli interessi imperialistici per il traffico di materie prime. Lega Araba ed ONU, complementari nei preparativi bellici, operavano per rivitalizzare uno spazio diplomatico, come sbocco per gli sviluppi post-intervento.
Ora il “raid”, sempre caldeggiato da Usa e Francia, avrebbe potuto anche iniziare, ma la compattazione raggiunta dagli imperialismi occidentali non era sufficiente per il beneplacito dell’O.N.U., che, pur strumentalmente, ha continuato ad essere richiesto da una parte degli “alleati”. Inoltre, i “via libera” attesi da Obama a tempo di record, da parte del Congresso USA e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sono slittati per la “vittoria diplomatica” della Russia, che, continuando a mostrarsi “dubbiosa” sull’uso di armi chimiche, ma con in tasca un preventivo assenso di Assad, ha chiesto il controllo internazionale di tali armi, con verifica su di esse e sulla loro successiva consegna alla “comunità internazionale”, e con adesione di Assad alla convenzione contro il loro uso, impedendo, così, ad Obama di continuare la tragica farsa.
A questo punto Obama stesso ha chiesto il rinvio del voto da parte del Senato USA. Non ha potuto che aderire sostanzialmente alla proposta russa e, pur riaffermando il proprio diritto ad intervenire militarmente in caso di eventuale bluff siriano, ha accettato di trasferire la contesa all’ONU. Nel frattempo all’ONU non passava la proposta della Francia di un ultimatum ad Assad e di una sua denuncia alla Corte penale internazionale: l’ONU attende la fine del “lavoro” dei suoi ispettori sulle “armi chimiche”, e la Commissione d’inchiesta dell’ONU, guidata da un brasiliano, parla di crimini da entrambe le parti in conflitto. Mentre Israele insiste su di una “punizione” esemplare ad Assad, gli unici dichiaratamente contrari al “piano russo di disarmo chimico”, tecnicamente fatto di cinque fasi, che, di fatto, renderebbero “inutile” un intervento diretto degli imperialismi occidentali, sono, ovviamente, le fazioni “ribelli” siriane.
Sono già due anni e mezzo, infatti, che in quei territori stanno avvenendo scontri tra coalizioni imperialiste, ma finora solo “per procura”. Da un lato gli interessi “occidentali” (USA e Francia, ma anche Gran Bretagna, UE, ecc.), che, soprattutto attraverso l’Arabia Saudita, hanno strumentalizzato ed utilizzato una iniziale rivolta popolare contro il regime di Assad, e dall’altro quella che sta iniziando a caratterizzarsi come una vera e propria “nuova” alleanza imperialista (soprattutto Russia e Cina, ma anche il resto dei BRICS…), a protezione della “sovranità” di Assad, propagandata come “legittima”, in realtà a difesa dei propri affari, altrettanto loschi di quelli degli “occidentali”.
Lo scontro in atto si combatte su diversi piani: quello commerciale-finanziario, quello “diplomatico” e quello bellico; non si tratta di cose di natura diversa: sono tutte armi dell’imperialismo, utilizzate dai diversi Stati ed aggregati sovrastatali, a seconda della convenienza del momento. Altro che “problema delle armi chimiche”! …spacciate per problema principale. Meglio i droni? …fanno meno soffrire!(?) SI TRATTA DI VERA IPOCRISIA! L’imperialismo USA, ad esempio, ha sempre usato le armi chimiche, a partire dal Vietnam, se non prima! Per esso, come per gli altri imperialismi, tale uso è scandaloso solo quando fatto da altri! Putin, per i rapporti che ha con il vertice siriano, ha sempre saputo che tali armi, come altre, sono state usate in Siria, ma ora si è scoperto garantista, chiedendo “le prove” agli USA… Intanto, a morire, in un modo o nell’altro, sono stati, sono e saranno solo proletari siriani e povera gente!
Gli USA, senza dubbio l’imperialismo più forte militarmente, cercano di portare gli altri imperialismi su quel terreno, anche per porre fine al prolungato scontro armato in Siria, che rischia di veder prevalere, alla lunga, Assad e, quel che è peggio per Obama, i suoi alleati imperialisti “emergenti”, con la Cina in testa (in rapporto privilegiato con l’Iran). Nel fare questo, però, gli USA non possono permettersi di ripetere disavventure, tipo Iraq e Afghanistan, con i numerosi morti americani (unico freno per l’opinione pubblica nazionalista), ma, nello stesso tempo, vogliono rinforzare la penetrazione in Medio Oriente, che una “vera” democrazia, come la loro, non può certo affidare solo ad Israele, peraltro “troppo autonomo” da Washington. E’ così che è nata l’idea di compiere il blitz: obiettivi “mirati”, magari con uso di droni…
L’attuale vittoria diplomatica della Russia consiste principalmente nell’aver portato lo scontro a livello di ONU, e si traduce nella dichiarazione di Assad di Giovedì 12 di aderire alla Convenzione sulle armi chimiche. Tale vittoria in realtà non sarebbe potuta avvenire senza le prese di posizione comuni e coordinate dei BRICS al G20 e fuori. Ed è questa alleanza, avviata da tempo sul piano commerciale, che gli USA cominciano a temere. Ad oggi la supremazia militare USA è di certo indiscussa, ma noi comunisti sappiamo bene che la competizione imperialista tende a non risparmiare settori da un lato e territori dall’altro, e che di certo non vi possono essere imperialismi potenziali alleati del proletariato!
Una nuova baldanzosità di Assad, che chiede la fine degli aiuti USA ai “ribelli”, insieme alle insistenze della Francia sulle responsabilità del solo Assad, segnano il passaggio ad una seconda fase dello scontro. Sabato 14 vi è stato l’annuncio di un nuovo Accordo USA-Russia, raggiunto a Ginevra, che prevede la presentazione da parte di Assad dell’elenco delle sue armi chimiche entro sette giorni, pena un intervento militare ONU, e la fissazione di scadenze precise verso il loro smantellamento, fermo restando, ad ogni “passo falso”, un eventuale intervento sotto l’egida dell’ONU.
Apparentemente tutti contenti, anche i Paesi europei, ma con differenti accenti; in particolare resta una diversità di posizioni fra Francia e Germania, che si ricollega alla rivalità per la leadership nella UE, mentre la posizione “pacifista” del Governo italiano, con Letta reduce dalla veglia del Papa, è volta solamente alla difesa degli interessi nazionali in quel Paese e nel Vicino Oriente! Tali interessi, costituiti storicamente dagli scambi fra petrolio e tecnologie, già sono stati danneggiati dall’embargo contro la Siria, a suo tempo deciso dalla UE. Ora l’Italia, visto l’invito di Epifani di “battersi per la pace” (quale pace?), è molto attenta agli sviluppi, per riuscire a reinserirvisi, in un modo o nell’altro, ma con un ruolo imperialista di primo piano! Fin da ora esprimiamo la nostra decisa contrarietà a qualsiasi coinvolgimento italiano in azioni belliche, mentre denunciamo i suoi interessi economici imperialisti, che fino ad oggi si sono espressi attraverso la sua politica commerciale di rapina nell’area e la direzione della “forza di pace” in Libano.
La crisi siriana è un sintomo di come la crisi internazionale del capitalismo può precipitare, portando con sé sempre maggiori rischi di guerre, che sempre dippiù possono coinvolgere direttamente anche i proletari dell’occidente (volente o nolente Obama, con i suoi droni!). Il compito dei comunisti in ogni Paese è quello di denunciare gli interessi degli imperialisti di casa propria e del resto del mondo, e le connivenze delle borghesie dei Paesi dipendenti, di organizzare i proletari per i loro interessi, antitetici a quelli borghesi e nazionali, di collegarsi urgentemente per la ricostruzione della Internazionale comunista.
LA NOSTRA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA VA, innanzi tutto, AI PROLETARI SIRIANI, vittime dello scontro interimperialista, ED AI COMUNISTI SIRIANI, CONTRARI SIA ALL’EVENTUALE INTERVENTO BELLICO “OCCIDENTALE”, CHE ALLA CRIMINALE POLITICA DI ASSAD…. In questo senso, si tratta anche di collegarsi concretamente ad essi, a partire dalle migliaia di rifugiati che raggiungono le nostre coste, ed insieme ai quali vanno poi organizzate lotte per i comuni interessi di classe: L’UNICA FORZA IN GRADO DI OPPORSI ALLA GUERRA E’ IL PROLETARIATO IN LOTTA CONTRO IL CAPITALISMO!

Alternativa di Classe

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