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Venezia: c’era una volta la sinistra…

La privatizzazione di Vesta crea un baratro tra sinistra e lavoratori

(29 Novembre 2004)

Il 25 novembre il consiglio comunale di Venezia ha approvato (con 25 sì di maggioranza e 16 no di opposizione) l'accorpamento di Vesta (la società che gestisce acqua e rifiuti) in NES (Nord Est Servizi) una nuova "multiutility" a capitale anche privato in cui confluiscono anche la Acm (Riviera del Brenta), la Asp (Chioggia) e la Spim (Mogliano Veneto).

Questa decisione è stata presa in netta contrapposizione con quanto richiesto dai lavoratori attraverso le loro organizzazioni sindacali e cioè la creazione di una aggregazione provinciale e pubblica senza nessuna partecipazione privata.

Una opzione questa resa possibile dalla legge 24 novembre 2003 n. 326 (Disposizioni urgenti sui conti pubblici) che dispone la modifica dell'art. 113 comma 5 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali TUEL).
In altra parole mentre la legge 267/2000 imponeva la privatizzazione dei servizi pubblici, la legge 326/2003 permette il loro mantenimento in mano pubblica.

Al contrario la maggioranza di centrosinistra ha proceduto senza esitazioni alla creazione della nuova multiutility in una riunione del consiglio comunale duramente contestata dai lavoratori presenti. Il centrosinistra ha votato compatto a favore della privatizzazione con la sola eccezione di due consiglieri dei DS. PRC e Verdi hanno votato a favore.

Quello che segue è il comunicato della FIADEL/FAILE, il sindacato maggiormente rappresentativo tra i lavoratori della VESTA.



I lavoratori presenti a Ca’ Farsetti (il nome Farsetti deriva da farsa) la sera del 25 novembre, ad un certo punto pensavano tutti di essere affetti da daltonismo, non si riusciva infatti più a distinguere il colore politico dei consiglieri comunali. La spiegazione, invece, è molto semplice: a Venezia c’è un consiglio comunale ambidestro. Se l’opposizione è infatti di centro-destra, tutto si può dire della maggioranza, ma non che sia di sinistra.

Che la sinistra sia in coma profondo da molti anni è un fatto risaputo, chissà quante volte le povere ossa dei padri degli ideali della sinistra, si sono rivoltate nella tomba di fronte alle porcherie dei politicanti sinistri di oggi.

Mai, come l’altra sera, ci è capitato di assistere ad uno squallido spettacolo di arroganza e di tracotanza vietato ai deboli di stomaco; anche i più scafati a questo genere di cose hanno a stento trattenuto i conati di vomito.

Un consigliere della maggioranza (DS) è arrivato al punto di mettere le mani addosso a due lavoratori, mentre altri due consiglieri del polo rosso-verde (rosso di vergogna e verde di bile) hanno insultato i lavoratori presenti e hanno così dimostrato come per loro sia più facile gestire (male) battaglie di immagine per elevarsi al ruolo di paladini dei deboli e degli oppressi, che essere concretamente dalla parte dei lavoratori in coerenza con gli impegni presi ed assumendosi la responsabilità di andare contro il Costa-padrone.

Qualcuno di questi sinistri signorotti, aveva detto testualmente ed in più di un’occasione: “con la contrarietà dei lavoratori e del sindacato, Nes non si farà!”. Infatti… e non vengano a dirci che questa è una cosa diversa perché non è vero: questa è Nes. Anzi miniNes rischia di essere anche peggiore.

Ancora una volta si conferma un dato: chi riesce ad arrivare ad una comoda e ben pagata poltroncina in qualche posto di potere (vero o presunto che sia) tradisce gli ideali in nome degli interessi di bottega. Altro che Ponzio Pilato! Giuda era un Gesù Cristo a confronto di questi signori.

Comunque la nascita di questa porcheria chiamata miniNes, segna l’inizio di una nuova stagione di battaglie. Se qualcuno pensa infatti che la cosa sia finita qui è vero esattamente l’opposto. Siamo abituati da sempre a trarre nuove energie dalle difficoltà, non è retorica, è la nostra storia sindacale in questa azienda come nelle altre.
C’è necessità di chiarirsi bene le idee e di mettere in campo un nuovo progetto di lotta, sicuramente ancora più difficile, visto che strada facendo aumentano gli avversari ed i traditori, ma, come sempre, non lasceremo nulla di intentato per arrivare al traguardo che ci siamo prefissati: la salvaguardia dell’occupazione, dei salari e del servizio pubblico.

Venezia, 26 novembre 2004

FIADEL/FAILE

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