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Alla cittadinanza veneziana: Perché il progetto NES va abbandonato

(27 Novembre 2004)

Il Comune di Venezia intende smembrare VESTA - la società che fornisce i servizi pubblici indispensabili alla vita della città: acqua e depurazione, igiene urbana, verde pubblico, mercati, cimiteri ed altri ancora - ed aggregare i tronconi che ne risulteranno con altre 7 società sparse tra il Veneto ed il Friuli.

Questo progetto nasce e si sviluppa secondo logiche esclusive di spartizione politica e di potere finanziario, è in totale contrasto con il vero interesse dei cittadini, degli utenti e dei lavoratori, e perciò va abbandonato.

Con NES i servizi pubblici cittadini verrebbero svolti da una società controllata da un'altra società, controllata a sua volta da un'altra società ancora, controllata infine da un'assemblea di 133 sindaci, nella quale la quota di Venezia sarebbe soltanto del 16%, con l'evidente scopo di rendere impossibile un controllo veramente pubblico, democratico e trasparente dell'operato di tutte queste nuove entità.

Con NES verrebbe annullata ogni pecularietà veneziana nel campo dei servizi pubblici e verrebbe trasferita la gestione a non veneziani e cioè a chi non conosce la specificità di Venezia.

Il progetto NES non si fonda su alcun piano strategico-industriale degno di questo nome, ma solo su di una serie di previsioni economiche generiche ed indimostrate, nella più completa indifferenza per i bisogni dell’utenza e per il miglioramento nei servizi (2 righe su 500 pagine).

Il progetto NES non fornisce alcuna reale garanzia sulla qualità del servizio, sul contenimento delle tariffe e sulla salvaguardia dell'occupazione ma solo promesse di ritorni finanziari per chi avrà in mano il vero potere societario e costi sempre più alti per tutti coloro che dovranno subirlo.

I gravi errori economico-gestionali degli ultimi 5 anni hanno depauperato il valore di VESTA, ed ora i suoi amministratori ed il Comune di Venezia, responsabili di questi errori, la vogliono svendere ed abbandonare in mani altrui al solo scopo di garantirsi ancora per un poco le loro poltrone di amministratori o presidenti.

Cittadini, utenti e lavoratori non debbono diventare merce di scambio per manovre politico-finanziarie e per il soddisfacimento di ambizioni personali.

Sul nostro NO a questo progetto insensato chiediamo l'ampio e solidale consenso di tutti i lavoratori di VESTA, degli utenti e dei cittadini.

Venezia 25 ottobre 2004

FAILE CISAL – FIADEL – FIT CISL – FP CGIL – UILTRASPORTI

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