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Mattanza al cianuro per gli elefanti africani

(25 Settembre 2013)

In Zimbabwe dagli inizi di settembre continua la strage allo Hwange National Park. E' 81 il numero degli elefanti uccisi e depredati delle loro zanne d'avorio.

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di Rita Plantera

Roma, 25 settembre 2013, Nena News - Una mattanza al cianuro lo spettacolo macabro che dagli inizi di settembre imperversa allo Hwange National Park in Zimbabwe e che ha portato a circa 81 il numero degli elefanti uccisi e depredati delle loro zanne d'avorio. A confermarlo è stato ieri il Ministro del Turismo Walter Mzembi.

Nove i bracconieri arrestati dopo che i rangers hanno scoperto nel parco stesso un deposito di avorio nascosto e recuperato 17 zanne del valore di circa 120,000 dollari.

Ma non sono solo gli elefanti ad essere vittima del cianuro con cui i bracconieri hanno inquinato le raccolte d'acqua del parco. Resta imprecisato infatti il numero di altri piccoli animali e dei loro predatori rimasti avvelenati per aver bevuto acqua o mangiato le carcasse degli elefanti. A rischio avvelenamento sono anche le persone e infatti la Zimbabwe Parks e la Wildlife Management Authority hanno messo in guardia le popolazioni locali che vivono nei pressi del parco, nello Zimbabwe occidentale, di non mangiare la carne di nessuno degli animali trovati morti.

Il bracconaggio è aumentato negli ultimi anni in tutta l'Africa sub-sahariana, dove bande di criminali ben armati massacrano gli elefanti per le zanne e i rinoceronti per i loro corni, alimentando il commercio illegale verso l'Asia e in particolare verso la Cina.

I dati raccolti dagli ambientalisti mostrano che i tassi di sterminio degli elefanti in Africa sono aumentati drammaticamente. Secondo le informazioni contenute nel rapporto 2013 Elephants in the Dust - The African Elephant Crisis, diffuso dalla Convention on International Trade in Endangered Species (CITES), almeno 25,000 elefanti sono stati uccisi in Africa solo nel 2012. Mentre il commercio di avorio - che è illegale - è raddoppiato rispetto al 2007. Si pensi che solo in Tanzania, stando ai dati del Tanzania Wildlife Research Institute, vengono uccisi 30 elefanti al giorno, una mattanza giornaliera che sta rapidamente abbattendo la seconda più grande mandria dell'Africa dopo quella del Botswana e che di questo passo secondo le stime del governo porterà all'uccisione di almeno 10,000 elefanti per la fine di questo anno. 70,000 elefanti tanzanesi concentrati soprattutto nel Selous Game Reserve, e nelle riserve dello Serengeti, del Katavi, dell'Enduimet e dell'Ugalla.

Secondo il rapporto del Cites del 2011, a partire dal 2009 la maggior parte dell'avorio illegale arriva dalla Tanzania, dal Kenya e dal Sud Africa e le statistiche mostrano come Kenya e Tanzania insieme sono coinvolte in 16 dei 34 sequestri di avorio su scala globale avvenuti tra il 2009 e il 2011. Secondo il Mail&Guardian sudafricano, in Tanzania il contrabbando di avorio coinvolge una vasta rete criminale di cui è risaputo facciano parte politici, noti imprenditori, ufficiali dell'esercito e della polizia, ranger e guardie forestali. I bracconieri, riferisce l'Environmental Investigation Agency, restano nelle riserve per circa due settimane, uccidendo tra i 10 e i 15 elefanti per ogni viaggio in genere con fucili d'assalto sofisticati comprati nelle zone di conflitto dei Paesi vicini come la Repubblica Democratica del Congo, il Burundi e la Somalia.

Secondo il rapporto 2013 diffuso dall'organizzazione no-profit Tanzania Elephant Protection Society (Teps), il porto di Dar es Salaam in Tanzania costituisce il più importante centro di transito per le zanne dirette in Cina, Vietnam, Giappone, Thailandia e Filippine. Se si considera che un chilogrammo di avorio di elefante africano ha attualmente un valore di circa 2,200 dollari sul mercato nero mondiale, si ha una certa idea dell'importanza di questi traffici e di quanto sia probabile avvengano anche con la benedizione di funzionari statali corrotti.

Nena News

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