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(17 Novembre 2010) Enzo Apicella
Presentato il report Inail: gli omicidi sul lavoro nel 2009 sono stati 1021

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(Di lavoro si muore)

Mistificazioni sul presunto calo delle morti sul lavoro

(1 Ottobre 2013)

misticalo

Al 30 settembre del 2008 i morti sui luoghi di lavoro furono 462

Al 30 settembre del 2009 i morti sui luoghi di lavoro furono 419

Al 30 settembre del 2010 i morti sui luoghi di lavoro furono 430

Al 30 settembre del 2011 i morti sui luoghi di lavoro furono 495

Al 30 settembre del 2012 i morti sui luoghi di lavoro furono 465

Al 30 settembre del 2013 i morti sui luoghi di lavoro sono 446

Come potete vedere con un andamento di poco altalenante la situazione delle morti sui luoghi di lavoro praticamente è sempre la stessa, anzi, se si pensa che da quell’anno si sono persi milioni di posti di lavoro si può affermare con certezza che la situazione è nettamente peggiorata. E quello che scrivo è incontestabile perché le morti sono tutte documentate.

Occorre ricordarsi anche che a queste vittime dell’indifferenza, occorre aggiungerne almeno altrettante per le morti in itinere e sulle strade, quindi potete tranquillamente raddoppiare il numero di morti e saremmo sempre in difetto. Per poi non parlare dei lavoratori in nero che muoiono sulle strade e che passano “genericamente” per vittime “d’incidenti stradali” e che nessuno può quantificare, e anche noi purtroppo non possiamo inserire tra queste vittime del lavoro non conoscendo l’entità del fenomeno. Tutti gli anni si parla di “favolosi cali” delle morti sul lavoro. Una vera mistificazione, che fa presa anche sulla politica che mai s’interessa di queste tragedie.

Ma di che cali parliamo? Se andate a vedere le statistiche ufficiali sulle morti sui luoghi di lavoro potete vedere con i vostri occhi che sono tutti gli anni mediamente il 20/30% in meno da quelle registrate da noi. Ma quelle persone che noi abbiamo registrato come morti sul lavoro cosa sono dei manichini e non vite spezzate da infortuni sul lavoro che spesso sono dovute alla mancanza di sicurezza? Ci sono morti sul lavoro di serie A e di serie B? Sono uomini e donne a cui non danno neppure la dignità di essere classificati come morti sul lavoro.INCREDIBILE. Soprattutto è incredibile l’indifferenza della politica che nulla ha fatto in questi anni per cercare di far diminuire queste morti, anzi, hanno vergognosamente “alleggerito” la normativa sulla Sicurezza con leggi che anche l’Europa ci contesta, dopo che un operaio testardo e determinato come Marco Bazzoni (eroe oscuro del nostro tempo, come ce ne sono tanti sparsi per l’Italia) ha fatto addirittura mettere in mora il nostro paese perché tali stravolgimenti sulla Sicurezza non sono adeguati e indegni per l’Europa di cui facciamo parte. E questo con il Governo Berlusconi che aveva come ministro uno come Sacconi, sempre schierato a favore degli industriali e contro la più grande organizzazione dei lavorati come la CGIL…

Poi è arrivato il Governo Monti, appoggiato anche dal PD, un partito che aveva per tradizione, prima che si trasformasse in un “ammasso” di non si sa che cosa, la maggioranza dei lavoratori tra i suoi elettori. Quel governo pieno d’industriali, medici, professionisti della politica, avvocati (oltre 100) soubrette riciclate, tecnocrati che prendevano gli ordini dalle banche ha indistintamente allungato l’età della pensione di diversi anni per tutti, indipendentemente dal lavoro che svolgevano. Come si fa a mettere sullo stesso piano un agricoltore che guida un trattore, un edile che lavora su un tetto, un operaio che lavora su macchinari pericolosi, un autista di un Tir con uno che lavora con un computer? Io ho 64 anni, da alcuni anni ho artrosi in diverse parti del corpo, i miei riflessi non sono più così pronti come quando ne avevo 50 0 60. Ma a questa gente poco interessa, mica ci sono loro a svolgere questi lavori pericolosi, e neppure i loro familiari. Non s’interessano neppure dei tantissimi capannoni industriali che non rispettano le norme antisismiche del 2005 e questo dopo un terremoto come quello in Emilia dell’anno scorso che ha messo in luce la fragilità di queste strutture. Nessuno si è degnato di rispondere, di smentire o di riassicurare che qualcosa si sta facendo.

Io dico VERGOGNA. Le tante persone che con lavoro volontario e con la passione che ci mettono per migliorare il nostro paese, non si meritano una classe dirigente come questa. Ringrazio le centinaia di persone che mi hanno scritto di non mollare, ma è molto difficile continuare così. Spero che l’indignazione degli italiani arrivi ad un punto tale da farli sobbalzare dalla vergogna. Ma ne dubito.


Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.

01-10-2013

dirittidistorti.it

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