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(30 Marzo 2011) Enzo Apicella

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ENNESIMO DISASTRO IN TOSCANA

Le responsabilità delle istituzioni borghesi

(22 Ottobre 2013)

enric

Enrico Rossi, presidente della regione Toscana

È indiscutibilmente vero che negli ultimi anni il maltempo ha assunto delle caratteristiche diverse rispetto al passato che abbiamo conosciuto per quantità e qualità delle piogge.
Però, ogni volta ci viene ripetuta ossessivamente dagli organi d’informazione l’eccezionalità di tali fenomeni. “Erano cent’anni che non si verificava ….” e via dicendo, tanto che un po’ di scetticismo su queste affermazioni ci pare abbastanza giustificato.
Anche perché, assomiglia molto ad un tentativo da parte delle Istituzioni – che si avvalgono dei media compiacenti per un certo pilotamento – di imputare a fattori casuali e imprevedibili, e dirottare verso di essi, la responsabilità di disastri ambientali, economici, sociali che colpiscono ogni volta intere famiglie e la comunità in generale.

Noi pensiamo, al contrario, che le responsabilità siano da addebitarsi quasi interamente all’attività dell’Uomo, dall’uso, e molte volte all’abuso, che fa del suolo e delle risorse naturali. Questo chiama in causa proprio quegli organi Istituzionali che, fra le altre cose, hanno anche il dovere di vigilare e impedire tutte quelle attività che sono potenzialmente in grado di provocare disastri e tragedie.

A noi non interessa rilevare, se non in maniera collaterale, che il non adempiere a questo compito, o farlo in maniera approssimata o “distratta” – un certo “lassez faire” è avvertibile – può essere un reato. Ci interessa invece rilevare come quei comportamenti chiamino in causa responsabilità politiche ben riconoscibili e ben precise. In conseguenza delle quali, oltretutto, la comunità è chiamata a nuovi disagi, a nuovi sacrifici, a nuovi tributi per rimediare ai danni economici che ne derivano.
Ci pare risibile da parte delle Istituzioni locali ricondurre molte carenze (usando un eufemismo) nella progettazione e nella messa in opera di nuove strutture e infrastrutture pubbliche, o l’assoluto grado di incuria, di abbandono in cui molte di esse si ritrovano a distanza di tempo, con la mancanza di fondi pubblici, con i ridotti contributi dello Stato e della Regione.
Al Governo di tali Istituti ci sono quelle stesse forze politiche di cui sono espressione le Amministrazioni Comunali e Provinciali. Questo ridicolo e indecente scaricabarile non è più sopportabile.
Sentire il Presidente della Regione Toscana Rossi, in visita alle zone disastrate nel Pistoiese, affermare che “Non si può morire annegati per Maastricht” (http://www.youtube.com/watch?v=AL5_gLJnZT8#t=67) e, dall’altra parte dell’Oceano, il Presidente del Consiglio Letta affermare che “….Il Trattato di Maastricht, oggi così poco popolare, ci ha salvato” (http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=35170), quando sappiamo che entrambi sono anche personaggi di spicco del Partito Democratico, ci dà il segno della ipocrisia e dell’ assoluto disprezzo che questi personaggi e la classe dirigente del loro partito, nutrono nei confronti delle persone, della loro vita e delle loro intelligenze.

Noi pensiamo che la popolazione abbia non solo il diritto ma il dovere di ribellarsi contro questa politica, contro questi personaggi, compreso quei soggetti politici della sinistra radicale che in molte Amministrazioni ne sono complici.
Con la consapevolezza però che questo ceto politico è il rappresentante istituzionale della grande borghesia capitalistica e finanziaria, o comunque ne protegge di fatto gli interessi. E quindi, cambiare questo o quel soggetto politico può essere suggestivo e invitante, ma allo stesso tempo, fuorviante. Non potrà mai dare risultati concreti. Perché il Capitalismo troverà, come sempre, il modo di sostituirli, “democraticamente”, attraverso gli strumenti che la Costituzione borghese mette a disposizione.

È il capitalismo il vero nemico, il vero responsabile dei disastri ambientali, delle guerre, e della sempre più difficile condizione umana delle masse popolari, in Italia e nel Mondo intero.
Ai Comunisti il compito di estirparlo alla radice.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - PISTOIA

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