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Il successo dell'Assemblea nazionale di No Austerity

La necessità di unire le lotte per estenderle

(31 Ottobre 2013)

noaust

Sabato 26 ottobre si è tenuta a Trezzano sul Naviglio (Milano), presso la fabbrica recuperata Ri-Maflow, la terza assemblea nazionale di No Austerity – Coordinamento delle lotte, una struttura che si pone l'obiettivo di provare ad unificare le mobilitazioni e le lotte, in primo luogo dei lavoratori, ma anche quelle degli studenti e dei movimenti popolari e ambientali, partendo dal basso, dando voce e portando solidarietà agli attivisti delle lotte, in un'opera di "mutuo soccorso" tra chi lotta.
Sul sito www.coordinamentonoausterity.org/ si possono vedere numerose foto della partecipatissima assemblea.
All'inizio dell'assemblea Stefano della Ri-Maflow ha salutato i partecipanti ed ha parlato dell'esperienza di occupazione e di recupero della fabbrica che stanno vivendo, di come stanno cercando di rendere i capannoni vuoti dell'azienda uno spazio nuovo e vitale aperto alla comunità e alle associazioni del territorio, oltre che una fonte di reddito per gli ex-operai della Maflow.
L'intervento introduttivo dell'assemblea è stato fatto da Giampiero Sala, attivista del movimento No Tem e di No Austerity Milano, che ha spiegato che cosa è effettivamente No Austerity, partendo da un breve accenno alla sua storia, a partire dall'assemblea fondativa che si è svolta a Cassina de' Pecchi lo scorso dicembre e della seconda assemblea nazionale che si è tenuta in febbraio a Maranello. Per spiegare la necessità reale dell'unità delle lotte e quindi di un coordinamento come No Austerity prendendo ad esempio l'esperienza appunto del movimento No Tem, che non è riuscito a resistere ad alcune sconfitte e che quindi, trovandosi isolato, ha progressivamente perso forza e attivisti. Di contro, l'esempio delle lotte della logistica che hanno trovato la solidarietà di tanti attivisti e militanti sono state un esempio di come uniti si possa vincere. E anche dall'esperienza di queste lotte è nato No Austerity: i lavoratori licenziati dell'Esselunga di Pioltello sono stati tra i promotori della creazione di No Austerity.
L'intervento successivo è stato quello di Annalisa Minutillo, lavoratrice della Jabil e attivista di No Austerity Milano, che ha iniziato il suo discorso soffermandosi orgogliosamente sul ruolo attivo e fondamentale delle donne nella lotta della Jabil, prime ad occupare la fabbrica quando hanno trovato i cancelli chiusi. Annalisa ha voluto precisare come sia sbagliato dire che le persone perdono il lavoro, perché questo viene loro rubato e che le persone possono mantenere una dignità anche senza lavoro. Ha poi parlato della prospettiva dell'autogestione come unica via per rimettersi in gioco, per prendere in mano le aziende, come ha fatto anche la Ri-Maflow. È quindi intervenuta Letizia del presidio Jabil che ha illustrato brevemente la situazione attuale della lotta della Jabil.
Arafat, delegato del SiCobas di Piacenza e leader della lotta dell'Ikea, ha svolto il suo combattivo intervento parlando di un'esperienza particolare di autogestione da parte dei lavoratori, della lotta contro la cassa integrazione alla Tnt di Piacenza, a cui i lavoratori si sono opposti perché sapevano che avrebbe portato alla disoccupazione. I 380 lavoratori si sono organizzati per autogestire i ritmi di lavoro e la rotazione dei turni per sei mesi, pratica che poi si è estesa ad altri stabilimenti della Tnt nel Paese. Solo la lotta paga e solo con l'unità si può vincere contro il sistema capitalistico! ha concluso tra gli applausi.
Fabiana Stefanoni, che coordinava il dibattito, ha infine riassunto gli obiettivi che No Austerity si è data in questi pochi mesi di vita (il coordinamento è nato nel dicembre scorso) commentando con soddisfazione il rapido allargamento di questa esperienza che già raccoglie una parte significativa delle principali realtà di lotta oggi attive nel nostro Paese. Si tratta di una esperienza unica nel nostro Paese: sia per la radicalità della piattaforma, sia per la democrazia che distingue le modalità di lavoro del coordinamento, sia per le relazioni internazionali che No Austerity ha stretto, tanto a livello europeo come internazionale, a partire dall'adesione alla Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta che si è costituita nella primavera scorsa a Parigi.
Si è aperto quindi il dibattito con moltissime richieste di intervento, anche troppe rispetto ai tempi disponibili. Il primo intervento, molto significativo, è stato quello di Luis Seclen, delegato del SiCobas dell'Esselunga di Pioltello, che ha sottolineato come No Austerity rappresenti una conquista storica per i lavoratori, perché risponde alla necessità fondamentale dell'unità della classe lavoratrice contro l'odio di classe e gli attacchi della borghesia. Tra i tanti interventi segnaliamo poi in particolare quello di Antonella della Rsu Usb dell'istituto geriatrico Redaelli, che ha raccontato come hanno conosciuto ed aderito a No Austerity a partire dalla solidarietà concreta portata alla loro lotta; quello di Patrizia Cammarata che si è soffermata sull'importanza della democrazia operaia all'interno di No Austerity, portando l'esempio negativo del movimento No Dal Molin a Vicenza, dove le decisioni venivano in realtà prese da gruppi ristretti senza una vera condivisione delle scelte; l'intervento di Antonio Ferrari dell'ALCobas – Cub, che ha rimarcato l'importanza del collegamento delle lotte e la necessità di occupare le fabbriche e di opporsi alla rimozione dei macchinari, in netto contrasto all'azione dei sindacati confederali che boicottano le azioni di lotta radicali e l'occupazione delle fabbriche.
Tra gli altri interventi anche quello di un esponente del movimento No Muos di Milano, di Salvatore D'Amato di Resistenza operaia dell'Irisbus di Avellino, di Matteo Moroni della Cub Pirelli di Bollate, di Davide Primucci del Movimento studentesco di Vicenza, l'intervento di una compagna del movimento Femminismo proletario rivoluzionario e quello di un compagno del Comitato per il salario minimo garantito e tanti altri che non è qui possibile sintetizzare.
Conclusosi il dibattito sono stati quindi letti alcuni dei saluti internazionali indirizzati all'assemblea, quello dei CoBas spagnoli e della Csp-Conlutas del Brasile, che come No Austerity fanno parte della Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta. Sono stati quindi discussi e votati dall'assemblea una serie di ordini del giorno, in particolare uno sullo sciopero delle donne, uno in solidarietà con i lavoratori immigrati per lanciare una mobilitazione conto la legge Bossi-Fini, uno in solidarietà con la lotta di lavoratori della Om Carrelli di Bari ed uno in solidarietà con i lavoratori della Ferrari di Maranello; infine un ordine del giorno contro la legge di stabilità varata dal governo Letta ma critico con lo sciopero di 4 ore proposto dai sindacati confederali. Approvati questi ordini del giorno (il lettore li può trovare pubblicati sul sito di No Austerity) è stato eletto il nuovo Coordinamento nazionale di No Austerity, allargato alle varie realtà che sono entrate dopo la II Assemblea (febbraio) tenutasi a Maranello, che lavorerà per radicare sempre più No Austerity nei vari territori, puntando a coinvolgere altri movimenti in lotta, strutture locali, organizzazioni sindacali e politiche, senza barriere settarie, sulla base della condivisione degli obiettivi di lotta e della piattaforma rivendicativa.
L'evidente successo dell'assemblea, che ha riunito in una fabbrica occupata nella periferia milanese un centinaio di attivisti di lotte diverse e di sindacati conflittuali e radicali e l'aria di entusiasmo che per una volta finalmente si respirava in un'assemblea, conferma la giustezza dell'adesione di Alternativa comunista al progetto di No Austerity: con i nostri militanti ci stiamo impegnando insieme a tanti altri compagni delle più diverse provenienze politiche e sindacali a costruire questo progetto di unità delle lotte su di una chiara piattaforma classista. Siamo convinti che sia una necessità imperiosa e urgente per far crescere anche in Italia (come già accade in altre parti d'Europa e del mondo) le lotte. In una prospettiva di alternativa di classe, l'unica in grado di contrastare la crisi del capitalismo.

a cura del Pdac Milano

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