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(6 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Genova e Prato sotto acqua. 4 morti.

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Maremoto: Lo Zoo mediatico di Bruno Vespa

(8 Gennaio 2005)

In questi giorni per noi di frenetico e doloroso impegno nella raccolta fondi a sostegno del nostro Popolo vittima dello Tsunami non pensavamo di dover subire anche una pubblica umiliazione.

Abbiamo accolto l’invito da parte del noto teleimbonitore Bruno Vespa a partecipare alla sua trasmissione con la speranza di far conoscere ai lavoratori italiani la reale situazione dello Sri-Lanka, gli sforzi del nostro Partito, il sabotaggio quotidiano dell’imperialismo e dei suoi lacchè, ma anche con l’intento di pubblicizzare la nostra raccolta fondi oscurata dai media borghesi.

Così, ci siamo recati in massa agli studi RAI. Eravamo in 47; tra noi c’erano dei parenti delle vittime, una monaco buddista e alcuni rappresentanti delle associazioni sri-lankesi in Italia. Ma, per tutta la durata della trasmissione il dott. Vespa non s’è degnato di rivolgerci la parola, non ci ha concesso neanche di intervenire. Nello sconcerto e nel rancore crescenti abbiamo sentito lui e i suoi illustri ospiti snocciolare burocraticamente le cifre dei morti e dei dispersi, dedicando nobili aneliti di pietà ‘cristiana’ ai turisti sorpresi sulla spiaggia assai più che agli ‘indigeni’ locali annegati nei campi, come se al mercato della compassione (come a quello più prosaico del lavoro) le vite degli occidentali avessero più valore di quelle nostre. Così per tutta la durata della trasmissione a noi, mute scimmiette dello Zoo televisivo del dott. Vespa, è toccato rimanere ordinatamente in silenzio, offrendo i nostri ‘musi’ neri e sofferenti alla pietà pelosa del domatore e del suo pubblico benpensante.

Ma noi, con buona pace del dott. Vespa, siamo esseri umani con una coscienza e dei sentimenti (probabilmente più vivi ed evoluti dei suoi). Noi che pure abbiamo subito, e continuiamo a subire, l’oppressione e la prevaricazione del Colonialismo e dell’Imperialismo, non ci siamo ancora abituati a stare dietro le sbarre di una gabbia. E soprattutto in questi giorni in cui i nostri fratelli in Sri Lanka rischiano la vita per la fame e le epidemie non abbiamo proprio tempo da perdere. Tutti i minuti delle nostre giornate li devolviamo alla raccolta fondi innanzitutto tra i membri della nostra comunità. Quindi rispediamo volentieri al mittente le sue elemosine offensive e le sue lacrimucce di coccodrillo, e ringraziamo invece tutti quelle lavoratrici e quei lavoratori italiani che in questi giorni ci sono stati vicini e ci hanno offerto il loro sostegno attraverso contributi in denaro e solidarietà internazionalista.

JVP-SRI LANKA-Comitato in Italia
jvpitalia@tele2.it

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